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Rivola: "La MotoGP vive di visibilità, abbiamo bisogno dei giornalisti"

Parla l'amministratore delegato di Aprilia Racing: "l'importante è mantenere l'attenzione alta. Le nostre gare sono adrenaliniche, ma la Formula 1 è capace di avere più glamour"

MotoGP: Rivola: "La MotoGP vive di visibilità, abbiamo bisogno dei giornalisti"

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I media sono nemici o alleati della MotoGP? Una domanda del genere non dovrebbe essere neppure formulata tanto è scontata la sua risposta, ma quello che è successo negli ultimi giorni la rende tristemente di attualità. Lo Shakedown di Sepang è stato prima chiuso ai giornalisti, per poi riaprirlo parzialmente (i media potranno stare nel paddock, ma non in corsia box).

Solitamente uno sport ha bisogno di professionisti che lo raccontino e questa tesi è confermata dai manager della Case del motomondiale. Abbiamo pubblicato da poco un’intervista a Francesco Guidotti, team manager di KTM, e ne abbiamo parlato anche con Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing.

Noi viviamo di visibilità, abbiamo bisogno di sponsor per sostenere i nostri investimenti, perché non possiamo andare sempre a piangere dalla nostra Casa madre. Per avere visibilità, abbiamo bisogno del seguito dei media” il pensiero di Rivola, che è rimasto per primo stupito della decisione di impedire l’ingresso dei giornalisti allo Shakedown: “è stata una sorpresa per me, non ne sapevo nulla". 

Tutto deriva dalla richiesta di una Casa, che forse teme l’occhio indiscreto dei media sulle loro moto. Un falso problema, perché in quei test sono presenti tutte le Case e qualche sbirciata alla concorrenza è la normalità.

Lo spionaggio c’è sempre stato e sempre ci sarà, se vogliamo è anche bello da raccontare per i giornalisti. È ovvio che ognuno deve giocare in difesa, in Formula 1 erano stati vietati i pannelli e in MotoGP non si possono chiudere le serrande dei box: c’è bisogno di apertura, rispettando il lavoro delle case costruttrici - continua il boss di Aprilia - Dal nostro lato c’è la massima apertura e fa parte della nostra filosofia coinvolgere. Noi abbiamo bisogno dei giornalisti, anche se tante volte ci arrabbiamo leggendo qualche articolo - sorride - Fa parte del gioco, è giusto anche quando prendiamo qualche schiaffo: l’importante è mantenere l’attenzione alta”.

Da questo punto di vista, le due ruote dovrebbero prendere ispirazione dalle quattro, che ben sanno come si comunica.

La Formula 1 ha aumentato, anche attraverso i piloti, il livello di glamour. Vai lì perché è bello esserci, le nostre gare sono più adrenaliniche, ma dobbiamo migliorare anche la parte del glamour - l’appunto di Rivola alla MotoGP - Tutti ricordano il GP di Miami, a prescindere dalle difficoltà organizzative che ci sono state, dobbiamo creare questo tipo di eventi. Come succede a Le Mans, dove ci sono fiumi di persone, è vitale per noi estendere format del genere”.

Intervista raccolta da Marco Caregnato

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