Tu sei qui

MotoGP, Dall’Igna: “A Sepang saremo più accorti, non ci saranno grosse rivoluzioni”

La Ducati ci va cauta dopo il complicato avvio di stagione di cui è stata protagonista nel 2022: “L’anno scorso abbiamo dato per scontato ciò che avevamo, ma quest’anno non lo rifaremo”

MotoGP: Dall’Igna: “A Sepang saremo più accorti, non ci saranno grosse rivoluzioni”

Share


Con il titolo vinto da Francesco Bagnaia nel 2022 la Ducati è tornata sul tetto del Mondo, festeggiando la conquista del suo secondo Mondiale Piloti in MotoGP. Un traguardo raggiunto a 15 anni di distanza dal primo alloro conquistato da Casey Stoner nel 2007 e a otto stagioni dal primo progetto messo in pista da Gigi Dall’Igna, che nel 2015 è entrato a far parte del team proprio con l’obiettivo di portare un nuovo titolo iridato a Borgo Panigale.

Missione compiuta dopo un percorso che si è rivelato più lungo e complicato del previsto, come ha ammesso lo stesso Dall’Igna in una chiacchierata con i colleghi di Speedweek“Quest'inverno sono andato a sciare con un peso minore sulle spalle. Ora posso dire che l'obiettivo che mi ero prefissato quando sono entrato in Ducati è stato raggiunto - ha chiosato l’ingegnere, che ha finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo - La strada è stata lunga, sono stati anni intensi. Ci siamo andati vicini altre volte, ma è molto difficile vincere in MotoGP”.

Proprio a fronte del duro lavoro e delle continue innovazioni introdotte dalla costruttore bolognese, la Ducati avrebbe dovuto riuscirci ben prima?

“Forse sì, ma la verità è che prima non ce l'abbiamo fatta. Semplicemente non ce lo meritavamo - ha ammesso il General Manager - Nella vita non c’è niente di cui ci si debba incolpare. Abbiamo perso e basta. Il modo giusto è analizzare il perché e capire cosa fare meglio la prossima volta”.

Nonostante il finale lieto, anche il 2022 si è rivelato ricco di insegnamenti per la squadra in Rosso, che ha rischiato di veder sfumare un altro Mondiale per via di un inizio di stagione ben al di sotto delle aspettative.

“All'inizio abbiamo avuto qualche problema, ma credo che siamo stati coraggiosi nel trovare soluzioni e non abbiamo perso la calma. Sarebbe stato facile fare danni irreparabili, ma siamo stati bravi a tenere il gruppo unito e a lavorare tutti insieme, piloti compresi - ha commentato Dall’Igna, spiegando cosa ha causato le difficoltà - I giorni di test invernali non sono mai abbastanza. Nel 2021 abbiamo chiuso bene la stagione con tutti i piloti, che sono rimasti abbastanza soddisfatti della moto 2022 che abbiamo portato in pista dopo l'ultima gara Valencia. Così, abbiamo dato per scontato ciò che avevamo. Quando poi siamo arrivati con le moto 2022 a Sepang, dove non avevamo riferimenti degli anni precedenti, abbiamo iniziato a capire che qualcosa non andava. Per quest'anno abbiamo imparato, perciò, anche se i test di Valencia sono andati bene, porteremo una moto 2022 e una 2023 a Sepang, in modo da avere un riferimento ed essere certi di essere competitivi.

Pur essendo determinante per un buon avvio di stagione, il test in Malesia non sembra destinato a minare più di tanto gli equilibri, visto che l’ingegnere non sembra intenzionato ad apportare drastici cambiamenti alla Desmosedici

“Quest'anno saremo un po' più cauti. Abbiamo alcune cose che immagino possano aiutare i nostri piloti e migliorare le prestazioni della moto in generale, ma non saranno grandi rivoluzioni ha commentato Dall’Igna, che non sposta il suo focus dalla ricerca di maggiore potenza. 

“È un obiettivo che un tecnico deve sempre perseguire - ha concluso il manager - Con più potenza sei più veloce e in più nelle corse è molto più semplice sorpassare in rettilineo che in curva. Ciò significa che per chi ha il motore più potente è più facile vincere la gara”.

Articoli che potrebbero interessarti