Tu sei qui

Carburanti: via alle ispezioni di Anitrust-Gdf nelle Società petrolifere

L'esito dei controlli su Eni, Esso, Ip, Q8 e Tamoil? Irregolarità nei prezzi. Intanto i benzinai confermano lo sciopero, indignati dal Decreto Carburanti

Auto - News: Carburanti: via alle ispezioni di Anitrust-Gdf nelle Società petrolifere

Share


Solo ieri abbiamo parlato delle accise e del Decreto Carburanti, ed ora arrivano altre notizie. Intanto, è confermato lo sciopero proclamato dai benzinai, tanto per dirne una. C'è poi dell'altro, perché l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha smosso la Guardia di Finanza per controllare ed ispezionare le sedi di alcne tra le più importanti compagnie petrolifere. Nel mirino Eni, Esso Italiana, Italiana Petroli, Kuwait Petroleum Italia e Tamoil Italia. L'Antitrust, in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust delle Fiamme Gialle, arriva in un momento successivo alla stessa Guardia di Finanza. Quest'ultima aveva infatti trasmesso la documentazione sulle infrazioni riscontrate nell'attività di controllo nei mesi precedenti. Il controllo ha interessato la bellezza di oltre 1.000 pompe di benzina.

Nello specifico, sarebbero a marchio ENI 376, a marchio ESSO 40, a marchio IP 383, a marchio Q8 175, ed a marchio TAMOIL 48, su tutta Italia naturalmente. Per molti di questi, si parla della violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo. E' stessa l'Autorità a piegare che "è risultata difformità tra il prezzo pubblicizzato e quello più alto in realtà applicato; in altri è stata riscontrata l’omessa esposizione del prezzo praticato, ovvero l’omessa comunicazione al portale “Osservaprezzi Carburanti”, utile al consumatore per trovare la pompa con il prezzo più basso".

Perché "infastidire" i big? Semplice, non hanno "adottato misure o iniziative idonee a prevenire e a contrastare queste condotte illecite a danno dei consumatori". Intanto, i distributori non ci stanno a sentire parlare di speculazione da parte loro, e confermano lo sciopero il 25 ed il 26 gennaio (gestori delle pompe di Fegica e Figisc Confcommercio). Il Presindete della Fegica, Roberto Di Vincenzo: "A queste condizioni è confermato lo sciopero. Sul caro carburanti continua lo scaricabarile del Governo". Il Presidente Nazionale della Figisc Bruno Bearzi sentenzia: "se domani nell'incontro al Mimit non si riparte dal decreto si conferma lo sciopero".

Articoli che potrebbero interessarti