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Pernat: "Da Auriol in ospedale e poi tutti al Crazy Horse con Castiglioni!"

VIDEO - "Claudio organizzò un volo da Varese per andarlo a trovare in ospedale con tutti i giornalisti, poi dovevamo andare a divertirci. Peccato che uno dei giornalisti si mise di traverso"

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Carlo Pernat è il custode di storie magnifiche che atraversano il firmamento del motociclismo dalla Dakar all'epoca del dominio Aprilia nel motomondiale, passando per l'avventura Cagiva ed arrivando fino alla moderna MotoGP. Nel nostro Bar Sport capita spesso di imbatterci in autentiche perle che riguardano queste magnifiche storie e ieri il nostro Carletto ce ne ha regalate due davvero magnifiche, targate Cagiva e firmate dai fratelli Castiglioni. 

"Il ricordo più strano del mio periodo in 500 forse è stato quando a SPA avevamo fatto il primo podio con la Cagiva in 500, lo fece Mamola con le Pirelli. Telefonai a Gianfranco per digli che eravamo saliti sul podio, e Gianfranco non rispondeva al telefono. Poi ho scoperto, quando siamo arrivati in aeroporto, che lui era in ambulanza! Gli era venuto un coccolone in pratica, lo trovai sulla barella a Malpensa al fianco di un’ambulanza, che voleva farci i complimenti. Lui era in ospedale, non sapeva nulla, non c’erano i Social all’epoca. Era con le flebo mentre scendevamo dall’aereo! Ma era lì, ci stava aspettando".  

I fratelli Castiglioni erano quanto meno dei personaggi particolari. 
"Quando Auriol si ruppe la caviglia nella penultima tappa della Dakar, chiamai per avvisarlo. Parlai con Gianfranco, non era facile dirgli una cosa del genere, non ci credeva. Ricordo che lui mi disse ‘Cazzo, rimettilo in piedi sulla moto! Mettigli un gesso e fallo arrivare alla fine’. Io ridevo, che diavolo dovevo mettergli. Per farvi capire che persona era, era pazzo. Ma ho un bellissimo ricordo". 

Ma la storia della frattura di Auriol non finì qui. 
"Poi c’è anche un’appendice a questa storia. Se ricordate, Claudio ci invitò con il suo aereo privato per andare a trovare Auriol a Parigi in ospedale. Eravamo io, Cereghini, Scalera e tanti altri giornalisti come Civolani della Gazzetta. Andiamo a trovarlo e lui era talmente professionista, che ci aspettava con la maglia Lucky Strike. Poi Claudio ci portò a mangiare ostriche, ma siccome lui era un tipo abbastanza allegro con le donne, ci disse ‘dai, ora che siamo qui andiamo a divertirci’. Andammo al Crazy Horse, Claudio disse che prima ci saremmo visti lo spettacolo, poi ci avrebbe pensato lui. Civolani non voleva saperne, voleva tornare a Bologna da sua moglie e Claudio cercò di mandarlo a casa con un altro volo. Ma non ci fu niente da fare, lui aveva dato la parola e quindi tornammo tutti a casa. Cereghini era incazzato come un matto".

Un'altra bella storia riguarda il debutto di Randy Mamola con la Cagiva 500. 
"Ricordo che quando prendemmo Mamola in Cagiva, prima del mondiale andammo a fare dei test in Australia. Sarà stato gennaio o febbraio. Sai, erano le prime prove, era bello anche dal punto di vista mediatico oltre dal punto di vista tecnico. Io ero d’accordo con l’Agip che mandava la benzina, che era speciale. Randy entrò in pista ed al primo giro spaccò il motore. Sai, iniziammo a preoccuparci, avevamo portato due moto e cinque motori. Entrò con la seconda moto e boom, spacca anche quella subito. Terzo giro un altro motore rotto. Erano rimasti solo due motori, sai quale era il problema? La benzina! Non immaginate le bestemmie che si beccò l’Agip. Capimmo tutto solo dopo aver rotto tutti i motori. Il primo impatto di Mamola fu questo, pensa te che roba da matti. Faceva delle cose pazzesche comunque Randy, era un idolo. Direi anche un gran paraculo". 

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