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SBK, Foti: "Zavorrare la Ducati? Piuttosto alleggeriamo le altre moto"

"Se bisogna trovare un compromesso, non può essere a senso unico. Bautista non ha vinto grazie al suo peso, bisogna sempre riconoscere i meriti di chi vince, noi non ci lamentavamo con Rea"

SBK: Foti: "Zavorrare la Ducati? Piuttosto alleggeriamo le altre moto"

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Ducati non vinceva in SBK da 11 anni, ma i suoi rivali non hanno preso bene il fatto di vedere una Rossa davanti a tutti. Durante tutto l’anno, manager e piloti si sono lamentati delle prestazioni della Panigale V4R, riconducendole spesso e volentieri al peso piuma di Bautista. Così, per il 2024, si è deciso di calcolare il peso minimo con la somma di quelli di moto e pilota, ma ora si vorrebbe introdurre questa norma già per il prossimo anno.

Serafino Foti, team manager di Aruba, cerca di essere il più diplomatico possibile, ma sentirsi ripetere che la Ducati abbia vinto per qualche chilo in meno gli scoccia.

“Bisogna sempre riconoscere i meriti a chi vince - sottolinea -  Tanto di cappello quando a farlo era Rea, bisogna rispettarlo. Noi in quegli anni non ci siamo lamentati, puntando il dito contro lui, ma abbiamo lavorato per migliorarci e quest’anno, con l’arrivo di Alvaro, abbiamo raggiunto il massimo perché il suo stile di guida si adatta alla perfezione alla nostra moto”.

Ti danno fastidio queste critiche?
Nessuno critica, ma chi vince va premiato e bisogna riconoscergli i meriti e quest’anno sono stati nostri. Dà un po’ fastidio leggere certe affermazioni, abbiamo vinto perché abbiamo fatto un gran lavoro e abbiamo un super pilota”.

Però c’è chi vorrebbe appesantire la Ducati di Bautista già il prossimo anno.
Il regolamento è già stato stabilito e dice che verrà introdotto il peso minimo dato da moto più pilota nel 2024. Dopo questa decisione, è stata valutato se anticipare questa regola nel 2023. Vedremo cosa accadrà, se bisognerà trovare un compromesso non potrà essere a senso unico”.

Ducati potrebbe averne abbastanza e pensare di lasciare la SBK?
Credo che fare un braccio di ferro non vada mai bene e, ripeto,  attualmente il regolamento è per il 2024. Non è il peso di Alvaro ad averlo fatto vincere, perché ci sono vantaggi e svantaggi. Quando fa molto freddo, ad esempio, le temperature delle sue gomme sono inferiori a quelle degli altri ed è un rischio nei primi giri della gara. Quando piove succede la stessa cosa, in pista come Portimao con cambi di direzione repentini fa più fatica, ci sono pro e contro e questa è la prima volta che viene fuori questa problematica. Dani Pedrosa è un pilota minuscolo, ma il suo peso non gli ha mai dato vantaggi.

C’è una soluzione che potrebbe andarvi bene?
Le SBK hanno un peso minimo già alto, parliamo di 168 Kg, il maggiore in tutte le competizioni motociclistiche: aggiungendo altri chili la sicurezza peggiorerebbe in caso di caduta. Dicono che in Moto3 e in altre categorie la regola del peso moto più pilota funziona, ma parliamo di moto molto più leggere”.

Siamo già a dicembre e non si sa cosa accadrà…
Per fare un calcolo che funzioni serve tempo, bisogna studiare, fare delle prove per ottimizzare il tutto. Inoltre, il prossimo anno Alvaro correrà ancora con noi, ma se nel 2024 andrà a correre per un’altra marca, le stesse persone che stanno portando avanti questa politica cosa faranno? Io la penso così: il peso delle moto è già alto, quindi avevamo proposto di alleggerire le altre e non zavorrare la nostra. Questo potrebbe essere un compromesso che potrebbe funzionare, il risultato sarebbe lo stesso.

Toprak si è stupito del fatto che continuate a evolvere la Panigale.
Chi si ferma è perduto. Ducati è sempre avanti, ha fatto una moto di serie incredibile: in SBK usiamo quel telaio e anche il motore cambia poco. Anche gli altri costruttori potrebbero usare questa filosofia, non è colpa della Ducati se ha fatto una moto performante. Noi potremmo anche proporre di correre tutti con la moto di serie e vediamo come va a finire. Si parla di price cap, ma in tutta la storia della Ducati in SBK, dalla 851 in poi, le sue moto di serie sono sempre state più costose delle giapponesi, perché è la sua filosofia”.

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