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Mamola: Adrian Newey è il genio della F1, Dall'Igna della MotoGP

"Dopo aver perso Stoner ed aver fallito con Rossi, in Ducati hanno puntato tutto su Gigi per risalire la china e ci sono riusciti. Penso che debbano fare qualcosa con il regolamento per consentire agli altri di avvicinarsi"

MotoGP: Mamola: Adrian Newey è il genio della F1, Dall'Igna della MotoGP

Fino a qualche anno fa la Formula 1 e la MotoGP avevano ben poco in comune. Entrambe le categoria sono sempre state la massima espressione dello sport a due e quattro ruote, ma dal punto di vista tecnico una moto ed una monoposto condividono pochi concetti. Lo scopo è lo stesso per entrambi i mezzi però, ovvero essere più veloci in rettilineo, in frenata ed in curva. La ricerca della prestazione pura a tutti i costi attraverso la sperimentazione. 

Negli ultimi anni però il livello della MotoGP è salito al punto da invadere uno dei campi che storicamente era stato di esclusivo appannaggio della Formula 1, ovvero quello dell'aerodinamica. Il fatto che le moto siano arrivate 'tardi' alla sperimentazione pura è spiegato dalla diversa dinamica dei mezzi. Una vettura resta (almeno apparentemente) nella stessa posizione rispetto alla pista, rendendo meno complessa l'elaborazione di modello di riferimento. 

Per le moto la faccenda diventa incredibilmente più complessa, con un mezzo che cambia la propria posizione rispetto alla pista passando continuamente attraverso gradi di inclinazione che sfiorano ormai i 70° in piega. Il modello di riferimento per lo studio aereodinamico deve insomma tenere testa a problematiche molto più complesse, avendo a che fare con un mezzo che in pratica non è mai lo stesso per tutta la durata di un giro di pista, se non nei brevi tratti in cui si sta affrontando un lungo rettilineo e non cambia la posizione di moto e pilota. 

In realtà nella storia del motomondiale ci sono stati tantissimi esperimenti anche nel passato meno recente, partendo dalla Moto Guzzi, arrivando alla Mv Agusta, passando per un esperimento del Team WCM con la Yamaha 500 di John Hopkins. Ma i risultati non hanno mai convinto del tutto a continuare la sperimentazione, fino a quando Ducati non ci ha provato nuovamente in modo massiccio. 

Gigi Dall'Igna ha tracciato una strada, introducendo dei concetti aerodinamici sulle moto che sono poi stati seguiti da tutti gli altri, indicando di fatto una via da seguire per tutti. Secondo Randy Mamola, che ne ha parlato con i colleghi di Crash.net, l'attuale situazione in MotoGP, con gare spesso prive di grandi duelli, è in parte imputabile proprio all'attuale sviluppo dell'aerodinamica. Spesso i piloti in questa stagione si sono lamentati per gli spazi di staccata ridottissimi, o per il problema di surriscaldamento della gomma anteriore mentre ernao in scia ai rivali. 

"Se non sei un tifoso della Formula 1, non puoi essere neanche un tifoso della MotoGP. Quello che sentivamo qualche anno fa in F1 dai piloti, ovvero 'non riesco a seguire la macchina davanti a me', oggi sta succedendo in MotoGP. Però la soluzione nelle moto è meno semplice che nelle auto, perché le vetture hanno raggiunto il massimo dell'efficienza aeordinamica qualche anno fa e quindi è stato facile lavorare per ridurla. Con le moto la situazione è diversa ed è frutto dell'era in cui ci troviamo oggi".

Secondo Mamola, oggi la Ducati è nettamente avanti ai rivali. 
"Credo che un Costruttore in questo momento abbia un margine piuttosto grande su questo ambito, più di un pilota può vincere sulla sua motoì ed è la Ducati. Quando Gigi Dall'Igna arrivò in Ducati nel 2014, erano nel loro punto più basso, dopo aver perso Stoner ed aver fallito con Rossi. Dall'Igna ha reso possibile per Ducati ritornare al top, facendo quello che ha fatto Newey in Formula 1, che si è dimostrato un genio con tante auto vincenti, compresa la Red Bull". 

Randy ha anche suggerito una soluzione. 
"Per me basterebbe 'congelare' lo sviluppo in determinate aree per un Costruttore, in modo che gli altri possano avvicinarsi e recuperare il ritardo. Non saprei come fare una cosa del genere, non sono un tipo da poter scrivere i regolamenti, ma penso che qualcosa debba cambiare. Ora stiamo riscontrando problemi che hanno avuto in  Formula 1, quindi come è accaduto in F1, oggi sta accadendo in MotoGP".  

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