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MotoGP, Alex Marquez: “Marc non vuole un titolo ma ritrovare se stesso”

“Super Marc non esiste, è umano anche lui” racconta il fratello dell’otto volte iridato, che commenta insieme al team Honda il lungo calvario dello spagnolo e l’ipotesi del suo ritiro

MotoGP: Alex Marquez: “Marc non vuole un titolo ma ritrovare se stesso”

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La caduta del 2020 a Jerez ha dato inizio al calvario di Marc Marquez, che sembra essersi finalmente concluso con la quarta operazione al braccio infortunato. Tanti mesi difficili  da superare per l’otto volte iridato, ma anche per le persone che gli sono state accanto. Lo attesta il documentario di DAZN intitolato “Marc Marquez: la sua grande vittoria”, che raccoglie le testimonianze del fratello Alex e di diversi membri del team Repsol Honda MotoGP.

“Lo abbiamo visto ribaltare situazioni che all'epoca si pensava fossero al limite, fino a quando non è arrivata questa. Questo è stato più che un limite e lo ha dovuto superare quattro volte. È stata la situazione in cui è cresciuto di più, quella in cui ha imparato di più e che lo renderà ancora più forte in futuro - racconta il fratello minore di Marc - Quando tutto va bene, non si dà valore alle cose. La cosa eccezionale si normalizza e quando ti succede qualcosa del genere, con quattro operazioni, la quotidianità e le cose più semplici acquistano più valore. Ciò significa che in circuito e fuori la vita ha più sapore”. 

In questi anni difficili Marc ha mostrato senza alcun dubbio il suo spirito da combattente, che lo ha portato a rialzarsi dopo ogni caduta.È un vincente nato, non ha altro che correre e vincere. Credo che non stia cercando un titolo, ma di ritrovare se stesso e tornare a fare ciò che faceva prima in moto”, aggiunge Alex.

Dopo un duro percorso segnato da tre operazioni e una lunga riabilitazione, il rientro a Portimao nel 2021 sembrava aver sancito il definitivo ritorno di Marc Marquez, con le vittorie conseguite al Sachsenring, ad Austin e a Misano. Ma la gioia del campione spagnolo e del box Repsol è durata lo spazio di pochi mesi, perché l’incidente di quest’anno a Mandalika ha convinto l’otto volte iridato a tornare sotto ai ferri per una nuova operazione, annunciata al Mugello.

“Lui sa che quando sono serio, lo sono per davvero - confessa Alex, ricordando la conversazione avuta con il fratello - C'erano mille dubbi e gli ho detto: ‘Ok, e se non lo fai? Puoi gareggiare? No. Bene, ecco, hai la risposta: prova, poi vedrai se puoi competere di nuovo, ma non puoi farlo così”.

Una decisione difficile da prendere per il 29enne di Cervera, come evidenzia il suo capotecnico Santi Hernández: “La sua quarta operazione era l'ultima carta da giocare ed era tutto o niente. Non sapeva se sarebbe stata quello definitiva, se avrebbe potuto risolvere il suo infortunio o se gli avrebbero detto: ‘Non si può far nulla, ti devi ritirare’. È stato il momento decisivo della sua carriera, di un brutto periodo, quando compaiono i fantasmi pensi a molte cose”.

“Sono stati tre anni di sì, no, sì, no. Ora le cose sembrano andare un po' meglio. Ora, sembra che le cose siano un po' com’erano prima - aggiunge il meccanico Javier Ortiz - Anche per noi è stato difficile perché lo abbiamo visto soffrire, voleva esserci ma non poteva, per via del braccio. Poteva anche essersi isolato durante il suo recupero, ma non ha mai smesso di essere quello che era”.

L’ipotesi del ritiro, tuttavia, più che un fantasma è stata un’ipotesi concreta per l’otto volte iridato, che per le prima volta si è trovato a prendere in seria considerazione l’idea di appendere il casco al chiodo.

“Non mi aveva mai parlato apertamente del ritiro. Quel giorno ne parlò. Non aveva mai pensato a cosa avrebbe fatto dopo il motociclismo, ma vorrebbe restare legato a questo mondo, aiutando i giovani come ha già fatto. Io però gli ho detto: ‘Non essere sciocco, tra quattro giorni tornerai in moto’ - racconta Alex Marquez - Super Marc non esiste, è umano anche lui. I suoi grandi salvataggi, il fatto che cade e due minuti dopo sia nel box... non è normale. C'è un momento in cui spingi forte e non hai la fortuna dalla tua parte. È lì che soffri, ma lui è un pilota eccezionale che fa cose meravigliose”.

Il due volte iridato ha fiducia nel fratello: “Ci si evolve sempre, il Marc di prima non perderà il suo DNA, ma tutto quello che è successo lo renderà molto forte. Un pensiero condiviso dalla sua squadra. “È in cammino, ma è vicino a raggiungere il suo obiettivo - chiosa Ortiz - Vuole essere migliore di prima: ci riuscirà? Sì, perché finisce sempre per realizzare tutto ciò che si propone di fare”.

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