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SBK, Nava: “Zavorrare la Ducati? Non mi pare che Bautista abbia vinto con 20 secondi come nel 2019”

“Non penso sia necessario limitare quando non ci sono state vittorie schiaccianti. Alvaro può continuare a questi livelli fino al 2025. Rea? A Magny-Cours ha capito che Bautista e Toprak ne avevano più di lui”

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Giulio Nava è tornato a trovarci, presenziando all’ultima live di novembre. Lo ha fatto da vincitore, forte del titolo Mondiale ottenuto a Mandalika. Per il capotecnico di Alvaro Bautista questo 2022 è stato un anno da incorniciare visti i risultati conseguiti in pista.

Tanti gli argomenti trattati di cui ve ne riproponiamo alcuni.  L’inizio è ovviamente per il trionfo iridato.

“Questo Mondiale è merito di un fantastico gruppo di lavoro – ha esordito - i ragazzi della squadra sono stati eccezionali, dato che la Ducati non ha avuto problemi e questo conferma quanto fatto in pista e a Bologna nel dietro le. Ovvio che poi Alvaro è colui che deve portarci il risultato, ma dietro c’è stato uno sforzo trasversale non da poco”.

Uno dei temi affrontati è stato poi il discorso legato all’eventuale zavorra che rischia la Panigale V4.
“So che di questa cosa ne parlavano inizialmente per il 2024. Quello che posso dire è che non vedo la necessità di zavorrare la nostra moto, dato che non ho visto gare in cui un pilota ha dato 25 secondi agli altri. Non ci sono mai state vittorie schiaccianti, dove uno può dire non ci sia stata competizione. Spesso ci sono stati gli episodi a condizionare la corsa Mondiale, come ad esempio l’incidente di Assen tra Toprak e Rea oppure le cadute in Gara 1 a Magny-Cours”.

A tal proposito Giulio ha poi aggiunto.  
“Personalmente non vedo un vantaggio sostanziale, anche perché questo discorso lo si potrebbe fare pure per gli altri piloti. Possiamo infatti vedere il rendimento di Kawasaki e Yamaha, dove le seconde guide sono un passo indietro rispetto a Johnny e Toprak. Facendo un confronto, forse era più necessario intervenire ad inizio 2019, dove Bautista vinse 11 gare di fila con ampio margine. Quest’anno io non ho visto un vantaggio tale”.

A proposito di Bautista, Nava pensa che è ancora lontano il tempo per appendere il casco al chiodo.
“A mio avviso lui può essere ancora competitivo per altri due-tre anni. Al momento non ho ancora visto una fase di flessione, anche perché lui è un atleta formidabile, che alle 6 di mattina è già in piedi. Questo significa che lui non è ancora appagato. Per me può correre fino al 2024-2025 poi è ovvio che ci siano della variabili a incidere”.

Tra i temi non è mancato poi un riferimento all’incidente di Gara 2 a Magny-Cours.
“In quel momento la prima cosa che ho pensato è stata la salute di Alvaro. Poi è ovvio che i piloti abbiano un loro giudizio dell’accaduto. Per me è stato un fallo di reazione, anche se da Rea non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Probabilmente Johnny era nervoso, perché arrivava da un lungo periodo senza vittorie e non era facile accettare di vedere gli avversario scappare. Forse a Magny-Cours ha capito che Bautista e Toprak ne avevano più di lui. Questa però è la mia interpretazione e non è semplice giudicare”.

 

  

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