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Finta Ferrari su base Toyota, denunciato il proprietario

Da Toyota MR Coupé a Ferrari 430. Fermato e denunciato un giovane astigiano dalla Guardia di Finanza. Povero Pininfarina!

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A volte capita di farsi prendere un po' troppo dal tuning. E' il caso di un giovane di Asti, che ha modificato la sua Toyota talmente tanto da farla sembrare una Ferrari! La vicenda si è complicata ad un normale posto di blocco in quel di Asti, da parte della Guardia di Finanza, che una volta presi in mano i documenti dell'auto, non ha potuto fare altro che denunciare un giovane astigiano di 26 anni. L'accusa della procura di Asti? E' stato indagato per l'uso non autorizzato di marchi di fabbrica registrati, Ferrari, appunto. In sostanza, una vettura contraffatta.

La Toyota che si crede una Ferrari

Prendere una Toyota MR Coupé e cercare di farla assomigliare ad una Ferrari 430 dunque, non è molto consigliabile. Stemmi, loghi ma anche parti meccaniche erano stati sostituiti. Cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, i passaruota, ma anche il volante, erano stati cambiati. Povero Pininfarina quando vedrà questa sorta di Frankenstein!

Ora il giovane dovrà rispondere del reato di contraffazione, attività ulteriormente confermata dai periti che hanno visto l'auto post sequestro. "L'azione di servizio coordinata dalla Procura della repubblica di Asti - è la nota della Guardia di Finanza - testimonia il nostro perdurante impegno per contrastare le filiere illecite del falso Made in Italy e assume valore strategico mirando alla tutela delle produzioni nazionali specie, come in questo caso, quando si contraddistinguono per l'alta qualità e per essere uno dei simboli più conosciuti ed apprezzati dell'italian style nel mondo".

Ora, sarebbe anche da dire: se non sono stati messi pezzi non omologati, cosa c'è di male se non la si sta vendendo come Ferrari? Contraffazione? Forse, magari il ragazzo usava l'auto per "cuccare" spacciandosi per un facoltoso proprietario di una vettura del cavallino? A guardare le foto, chi se ne sarebbe accorto? Magari, niente ristorante Gambero Rosso a cena, ma fast food? Tornando seri, Ferrari ha preteso fin dagli anni '80 che esemplari elaborati non fossero più marchiati con il cavallino, figuriamoci un fake, che potrebbe essere un potenziale danno di immagine clamoroso per uno dei marchi di maggior valore al mondo. Va anche detto che se per semplici modifiche "migliorative" bisogna quasi sempre passare per le intricate maglie della burocrazia, difficilmente una trasformazione così profonda può essere lecita, contraffazione a parte.

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