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MotoGP, Gino Borsoi: "Nel team Pramac farò anche il talent scout per Ducati"

INTERVISTA - "Con Zarco e Martin potremo lottare da outsider. Aspar mi ha insegnato a non mollare mai, con lui mettemmo Bagnaia in sella alla Mahindra. Giovani? Il mio giudizio su Guevara è positivo. Ha uno stile e un potenziale enormi

MotoGP: Gino Borsoi: "Nel team Pramac farò anche il talent scout per Ducati"

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Gino Borsoi non ha avuto quasi nemmeno il tempo per festeggiare la grande annata con il team Aspar, culminata con il titolo in Moto3 di Guevara. È stata l’ultima per lui con i colori della squadra spagnola, perché il lunedì dopo la gara di Valencia aveva già addosso quelli del team Pramac. Sarà lui a guidare la squadra di Paolo Campinoti nei prossimi anni.

Una bella sfida, che Gino affronta con ottimismo e i piedi per terra. Accettarla, però, non è stata facile.

È stata una decisione difficile, ho passato 17 anni incredibili con Aspar, quindi per me significava lasciare una famiglia, perché con Martinez il nostro rapporto è di amicizia ancora prima che di lavoro - racconta Borsoi - La motivazione è stata quella di cambiare, di provare a gestire in MotoGP una struttura come quella di Pramac, una delle migliori con due grandi piloti e moto ufficiali. Inoltre, il rapporto stretto del team con Ducati è un valore aggiunto rispetto a quello di altri progetti, senza contare che ho rapporto speciale con Dall’Igna, con cui avevo lavorato già ai tempi di Aprilia”.

"Aspar mi ha insegnato a non mollare mai, come quando era pilota"

Quale lezione porti in Pramac che Aspar ti ha lasciato?
Quella fondamentale è stata di non mollare mai. Martinez, anche nei momenti difficili, è stato positivo e tranquillo, con la consapevolezza di potercela fare anche in momenti critici in cui in tanti avrebbero deciso di arrendersi. Abbiamo attraversato difficoltà economiche in passato, è stata dura, ma Aspar mi ha fatto capire che quando hai la volontà di lottare per i tuoi progetti e dedichi tutto te stesso puoi uscire da quei momenti”.

È un attitudine che deriva dall’essere stato pilota?
Sì, è stato un po’ come quando Aspar correva in 125 con la Yamaha: aveva una moto decisamente inferiore alle altre, ma lui frenava più tardi, accelerava prima e riusciva a lottare con i migliori. Lo stesso ha fatto da manager, ha sempre onorato i suoi contratti e affrontato ogni problema”.

"Con Pramac sono un debuttante, ma so di avere alle spalle un gran team e Ducati"

A Valencia, nei test, ti sei messo per la prima volta la divisa Pramac: qual è stata la prima impressione della squadra?

È stato un test da rookie, era la prima volta che uscivo dal mio ambiente ed è stato come ripartire un po’ da zero. Non conoscevo la struttura, le persone, non ero mai entrato prima nel box, ma devo ringraziare molto Claudio Calabresi, il mio predecessore, perché ha agevolato molto il mio lavoro. Onestamente, all’inizio pensavo che quel test sarebbe stato solo una rottura di scatole (ride) perché avevo voglia di festeggiare con i ragazzi del team Aspar. Invece, sono riuscito a fare entrambe le cose, ed è stato utile quella giornata a Jerez. Ho potuto capire dove iniziare a lavorare per iniziare a preparare il prossimo anno, da debuttante spero di essermi comportato bene (ride). Sono stato accolto bene ed è stato facile per me entrare all’interno della struttura”.

Pramac è un team importante per Ducati, sia per crescere i giovani piloti sia per lo sviluppo della moto. È una grande responsabilità essere alla guida?
Questo è uno dei motivi perché ho scelto di accettare la proposta. Pramac è molto importante per Ducati e il prossimo anno sarà l’unica squadra ad avere le moto ufficiali oltre al team interno. So di avere alle spalle una struttura importante e l’appoggio di Ducati, è un team che ha tutte le possibilità di continuare di essere uno dei migliori della MotoGP.

"Credo in Zarco e Martin, con loro potremo dare fastidio a tanti"

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?
Considero tanto Zarco quanto Martin due grandi piloti. Johann ha dimostrato di potere stare davanti, Jorge è un gran talento e possono essere due outsider. Penso che possano entrambi lottare per il podio, il Mondiale è un discorso diverso, perché bisogna fare i conti con i team ufficiali. Lottare con loro non sarà facile, ma con questi due piloti sono convinto che, se faremo bene il nostro lavoro, potremo dare fastidio a più di qualcuno”.

In Ducati c’è già un piccolo pezzo di Aspar, perché i primi ad avere messo Bagnaia su una Ducati eravate stati tu e Martinez per quel test premio a fine 2016.
Sono molto, molto, molto contento che Pecco abbiamo vinto il Mondiale e soprattutto con Ducati, ho un bel rapporto di amicizia con Dall’Igna, Ciabatti e Tardozzi. In Moto3 Pecco era ripartito con noi, iniziando a dimostrare chi fosse veramente con una moto che era decisamente inferiore alle altre. Con il team Aspar è ripartito e con Ducati ha toccato al cielo”.

Quindi vuoi seguire le sue orme?
Ci proverò sicuramente, non so se ci riuscirò perché fare danni è un attimo (ride). Il mio obiettivo è almeno quello di mantenere gli standard del team Pramac”.

"Per Ducati farò anche il talent scout. Guevara? Arriverà in MotoGP, ha un potenziale enorme"

In tutti questi anni nel team Aspar hai sempre avuto a che fare con piloti molto giovani, l’ultimo è stato Guevara. Lo vedresti bene in Ducati?
Logicamente conosco bene i piloti della struttura di Aspar e sicuramente il mio giudizio su Izan è positivo. Non solo perché quest’anno ha vinto il titolo in Moto3, ma perché ha uno stile e un potenziale che credo siano enormi. Sono convinto che arriverà alla MotoGP, però è legato a GasGas e posso immaginare che se lo terranno stretto”.

Ti piacerebbe avere comunque un ruolo da talent scout all’interno di Ducati?
Non nascondo che ne abbiamo già parlato. Avendo lavorato per Aspar non solo in Moto3 e Moto2, ma anche nella European Talent Cup e nella JuniorGP, ho una visione ampia anche sui campionati minori, cosa che a volte manca ai team della MotoGP. È stato il mio piano quotidiano e ho qualche idea su chi potrebbe essere i futuri papabili piloti per la MotoGP”.

Ce li dici?
No! (ride)”.

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