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SBK, Foti: "Ducati non si è mai lamentata dei 6 mondiali di Rea e Kawasaki"

"Dopo Jonathan, ha vinto anche Toprak con la Yamaha e noi ci siamo limitati a lavorare e magari anche imparare. Non sarebbe giusto togliere altri giri motore alla Panigale V4 SBK, corriamo con un motore che gira più in basso di quello di serie, è ingiusto"

SBK: Foti: "Ducati non si è mai lamentata dei 6 mondiali di Rea e Kawasaki"

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Serafino Foti ha finalmente potuto festeggiare assieme ad Alvaro Bautista e tutta la Ducati la conquista del titolo piloti in SBK. Dopo Carlos Checa è stato infatti un altro spagnolo a portare una moto di Borgo Panigale sul tetto del mondo delle derivate e Foti, Team Manager di Aruba Ducati, ha avuto un ruolo molto importante durante tutto il processo di crescita che ha reso possibile questo risultato. 

Abbiamo avuto Serafino ospite della nostra LIVE dedicata alla SBK, parlando con lui di tanti argomenti, dai festeggiamenti per il trionfo iridato alle parole di Rea e Razgatlioglu, che puntano il dito su un presunto vantaggio di Ducati in SBK, fino alla scelta di confermare Rinaldi in Aruba Ducati lasciando Bassani in Motocorsa. 

State ancora festeggiando?
"Abbiamo iniziato a festeggiare a Mandalika, ma quando torneremo in Italia ci saranno tanti eventi! E’ stata una grande soddisfazione, non abbiamo mai mollato e questo risultato ripaga degli sforzi fatti, è stato un anno memorabile per la Ducati quindi faccio i miei complimenti a tutti. Siamo orgogliosi di questo. Ma anche qui a Phillip Island vogliamo fare il meglio, da domani ci dimentichiamo del clima di festa, e ci concentriamo per fare bene in Australia".

Hai passato dei momenti difficili in questa tua avventura in SBK con Ducati?
"Più che momenti difficili, perché in realtà nelle corse devi saperli superare tutti, io le chiamo difficoltà in generale. Chiaro che dal 2011, dall’ultimo titolo Ducati, eravamo non dico obbligati a vincere, ma senza dubbio avevamo il peso di raggiungere questo obiettivo e non l’abbiamo mai concretizzato. E’ stato un percorso lungo e questo rende ancora più bello vivere il presente. Direi che è stata una lunga attesa, ma non un momento difficile, perché abbiamo sempre lavorato bene, tutti nella stessa direzione". 

Il prossimo passo è vincere anche con gli altri piloti Ducati in SBK. 
"Stiamo lavorando per questo, ma secondo me quest’anno Toprak, Alvaro e Jonathan hanno fatto un altro sport rispetto a tutti. Se guardiamo i tempi in gara, il livello si è alzato moltissimo. Ovvio che la differenza in questo momento l’ha fatta Bautista, perché le sue caratteristiche di guida si adattano perfettamente alla nostra moto. Però c’è da dire che Yamaha e Kawasaki hanno vinto solo con Toprak e Rea. In passato noi abbiamo vinto con Redding, Davies, Rinaldi. La nostra moto si adatta meglio a tutti, ma ci piacerebbe ovviamente avere tutte le nostre moto davanti a tutti. In ogni caso nel mondiale sono 4° Rinaldi e 5° Bassani, quindi abbiamo fatto un grande lavoro anche con loro". 

Cosa ci dici della possibilità che si decida di penalizzare Ducati nel 2022 tagliando altri giri motore?
"Per me si deve fare solo chapeau alla Ducati, che ha fatto una moto stradale incredibile. Anche gli altri Costruttori possono adottare la stessa filosofia. Non posso pensare che una moto di serie abbia 4 o 500 giri in più di una moto da corsa. Adesso la moto stradale fa 16500 giri, la nostra ne fa 16100. Cosa devono toglierci ancora? Io spero che non avvenga, non sarebbe giusto nei confronti della nostra moto stradale, siamo gli unici con un motore che gira più basso del corrispettivo stradale. Non è la via migliore per equilibrare il campionato. Se noi abbiamo lavorato bene, con molta fatica possono farlo anche gli altri. Rea ha vinto 6 mondiali di fila, poi l’anno scorso l’ha vinto la Yamaha con Toprak e noi non ci siamo mai lamentati, abbiamo solo cercato di imparare".

Bassani poteva arrivare in ufficiale, ma resterà con Motocorsa. Cambierà il vostro supporto?
"Axel sta facendo un campionato incredibile, è stato molto bravo e gli faccio i miei complimenti. Noi sappiamo in che condizioni corre, il nostro supporto è tanto. Ha una moto praticamente simile alla nostra per il 98%, i nostri ingegneri condividono i dati con lui. Non so quanto supporto possa avere in più all’interno di un team ufficiale, ne ha già tanto. Anche in MotoGP i team satelliti come Pramac e Gresini spesso sono davanti agli ufficiali, perché la filosofia che adottano in MotoGP è uguale a quella utilizzata in SBK. Noi continueremo a dargli il massimo supporto. Abbiamo scelto Rinaldi perché pensiamo che sia giusto dargli un altro anno di opportunità perché resta il primo in classifica dopo Alvaro, Toprak e Rea. Poi Alvaro e Michael guidano anche nello stesso modo, e questo è molto importante per lo sviluppo. Ci sono state tante combinazioni che ci hanno spinto a continuare. Fermo restando che Bassani resta un pilota che ci interessa molto, è giovane ed avrà la sua possibilità".

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