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SBK, Maturità, velocità e interpretazione: ecco come Bautista e Ducati hanno vinto il Mondiale

Alvaro ha riportato quel titolo iridato che a Borgo Panigale mancava da ben 11 anni, chiudendo un capitolo e vincendo i mostri del passato che lo accompagnavano 

SBK: Maturità, velocità e interpretazione: ecco come Bautista e Ducati hanno vinto il Mondiale

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Un’attesa durata oltre 10 anni, giunta finalmente al capolinea. Alvaro Bautista e Aruba sono infatti riusciti a conquistare quel titolo mondiale a lungo atteso a Borgo Panigale. Che dire di fronte a quanto fatto in questa stagione dal pilota spagnolo, il quale ha lasciato soltanto le briciole alla concorrenza, tanto da chiudere i giochi con un round d’anticipo.

In questo 2022 Bautista ha saputo sfruttare come nessun altro le qualità della Panigale V4, portando l’asticella a un livello impossibile da eguagliare per la concorrenza. Da una parte c’è sicuramente il potenziale della moto, dall’altro un mix di fattori che il numero 19 ha saputo far valere a proprio favore.

BAUTISTA 2.0: VERSO UNA NUOVA SFIDA CONTRO IL PASSATO

Questo Bautista 2.0 si è rivelato infatti un pilota lontanamente paragonabile rispetto alla precedente avventura in Rosso. Se nel 2019 lo spagnolo sembrava essere intenzionato a uccidere il Campionato, come se a tratti volesse addirittura strafare per delirio di onnipotenza, quest’anno  si è invece mostrato costante e capace di non andare mai oltre il limite. L’unico errore resta infatti la caduta di Gara 1 a Donington.  

A parte quell’inconveniente non è mai andato in una sola occasione sopra le righe: ha affondato il colpo quando era necessario e al tempo stesso imparato ad accontentarsi, massimizzando ogni risultato. Per maggiori informazioni andarsi a vedere il rendimento stagionale, dove lo spagnolo è sempre stato presente sul podio in ogni round.

Questa sua nuova mentalità nell’approcciare il Mondiale ha certamente fatto la differenza, consentendogli di vincere quei mostri del passato che dal 2019 lo accompagnavano da tempo. Oltre all’aspetto mentale c’è poi la componente tecnica.

L'EREDITA' DEL PASSATO 250 TRASPORTA IN SUPERBIKE 

 Inutile girarci attorno: ad oggi Alvaro Bautista è l’unico pilota in grado di sfruttare al massimo quello che è il vero potenziale della Ducati V4. Il peso sarà certamente una componente determinate che gioca a suo favore, a questo bisogna però aggiungerci il suo stile 250 portato avanti nel tempo, ovvero il fatto di non rimanere mai troppo in piega con la moto, rialzandola velocemente ed evitando quindi di consumare la gomma.    

Oltre a ciò c’è poi l’esperienza nella gestione di gara. Il weekend di Barcellona è senza dubbio l’emblema di questo 2022: un fine settimana in cui Alvaro non ha nemmeno visto la concorrenza, dominando dal primo all’ultimo giro grazie a una gestione della gomma frutto di quanto imparato ai tempi della MotoGP. Cosa che invece ha giocato a sfavore di Toprak, crollato nel confronto con lo spagnolo, tanto da tagliarsi fuori dalla corsa iridata per poi gettare tutto all’aria in Gara 1 a San Juan.

C’è quindi la maturità, la velocità e l’interpretazione: tre ingredienti che hanno consentito di arrivare dritti al titolo iridato.

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