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MotoGP, VIDEO - Pirro: “Ducati è il riferimento, Marquez doveva arrivare prima”

L’INTERVISTA - “Magari un giorno potremmo vedere Marc sulla Ducati, ma penso sia impossibile, perché tardi. Il CIV? Vorrei arrivare ai titoli di Agostini, Delbianco merita una chance nel Mondiale Superbike, tifo per lui”

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Eicma festeggia Ducati e per l’occasione non poteva mancare Michele Pirro. Il collaudatore pugliese ha infatti contribuito in maniera determinante al raggiungimento del titolo in MotoGP, svolgendo un lavoro dietro le quinte che ha saputo dare i propri frutti.

Oltre al Mondiale ottenuto nella top class, non manca poi quello nel Campionato italiano, dove si distingue in sella alla sua Panigale V4. Di questo e molto altro ne abbiamo parlato con lui in occasione del Salone di Rho Fiera Milano.

È stato un anno davvero incredibile – ha esordito - dopo essere diventato padre ho vinto il titolo italiano e poi è arrivato anche il Mondiale MotoGP. Direi che abbiamo chiuso il cerchio mettendoci tanto impegno per raggiungere tutti questi obiettivi. Nell’ultima gara di Imola mi sono per certi versi rivisto in Pecco a Valencia. Quelle sono gare dove non puoi e non devi sbagliare. Per certi versi è difficile descrivere quella situazione, dato che solo chi la prova dal vivo la comprende”.

Michele per quanti anni ancora ti rivedremo nel CIV?
“Lucchinelli ha detto ad Agostini che voglio raggiungerlo (sorride). Fino a quando sarò competitivo continuerò col CIV, così come con le wildcard in MotoGP. Ovviamente dovrà consentirmelo il fisico, così come la mente e l’aspetto motivazionale”.

Parliamo di MotoGP. A Valencia è iniziato già il 2023: come si può migliorare una moto già competitiva come la Ducati?
“In questi anni l’obiettivo di Ducati è stato quello di non peggiorare ciò che abbiamo fatto. La GP23 sarà quindi una piccola evoluzione della GP22 senza lati negativi. Il miglioramento più grande dipende però da quella che è la crescita degli altri, dato che noi non sappiamo cosa faranno le altre squadre. In queste ultime stagioni dire che però ha pagato la nostra strategia”.

Intanto vediamo sempre più moto simili alla Ducati, tipo Yamaha con le nuove alette…
“Ultimamente anche i giapponesi hanno imparato a copiare. Mettere in difficoltà i colossi giapponesi, che per anni sono stati il faro del motociclismo, penso sia un orgoglio per tutti noi. Bisogna riconoscere il merito della Ducati, che è stata capace di interpretare il regolamento, diventando un riferimento per uno sviluppo all'avanguardia”.

Marc Marquez è sembrato invece poco entusiasta di quanto fatto da Honda a Valencia.
“Noi ci dobbiamo preoccupare dei nostri piloti. Sono contento che anche Alex abbia apprezzato la Ducati e penso che farà bene. Poi magari un giorno vedremo anche Marc in Ducati”.

Dici?
“Lui è legato alla Honda, ma credo che doveva venire prima. Alla fine però noi come piloti siamo a posto”.

Come la vedi questa convivenza tra Pecco ed Enea, considerando che tu hai seguito coppie di piloti come Dovi e Lorenzo?
“Sono ere ed età diverse. Non credo ci saranno problemi. In Ducati si fanno moto per vincere e non ci  sarà alcun favorito tra i due. Oltre a loro ci sarà poi Martin, Bezzecchi, Marini. Dobbiamo essere contenti del nostro dream team italiano”.

A proposito di piloti: nel CIV il tuo avversario è Delbianco. Non pensi che questo ragazzo meriti una chance nel Mondiale?
“Alex è uno dei ragazzi più talentuosi tra quelli che ho incontrato. Una chance la merita, ma poi si devono incastrare tanti tasselli”.  

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