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MotoGP, Morbidelli: “Cosa è successo al motore Yamaha? Come me, si è rotto una gamba”

Franco ha cercato di sdrammatizzare il mancato miglioramento: "non andiamo nel panico, gli ingegneri giapponesi procedono a piccoli passi ma sono inesorabili. Non sono arrabbiato come Quartararo, a me il nuovo telaio è piaciuto"

MotoGP: Morbidelli: “Cosa è successo al motore Yamaha? Come me, si è rotto una gamba”

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C’erano grandi aspettative sulla Yamaha dopo i test a Misano, in cui gli alfieri della Casa di Iwata sembravano aver fatto un bel passo avanti sul fronte della potenza. Un miglioramento che non è stato confermato dalla giornata di test a Valencia, in cui le M1 sono apparse meno performanti di quanto ci si aspettasse.

“È stato strano, perché ci aspettavamo un maggior incremento della potenza dal nuovo motore, ma non c’è stato, spiega Franco Morbidelli a fine test. Cosa è andato storto in un paio di mesi? “La stessa cosa che è successa a me tra il 2020 e il 2021: il motore si è rotto il ginocchio - sdrammatizza il pilota Yamaha - Non so cosa sia successo. Bisognerebbe chiedere agli ingegneri. Sono sicuro che investigheranno per capirne le ragioni e presentarsi con una soluzione per il prossimo anno. Il motore è sempre stato un problema per Yamaha, ma non mi sembra il momento per impanicarsi adesso”.

Morbidelli mantiene la calma, cercando di guardare il bicchiere mezzo pieno.

“Più che per il motore sono preoccupato per il feeling e la prestazione in pista. Penso di aver migliorato le mie sensazioni, soprattutto con il nuovo telaio - racconta Franco - Quando avevano portato il nuovo telaio a Misano, ero impegnati a collaudare altro materiale, quindi avevamo preferito proseguire con quello standard. Ora gli ingegneri ne hanno introdotto un altro che è più simile a quello di Quartararo e mi è piaciuto. Mi ha dato delle belle sensazioni e l’ho usato per gran parte della giornata, perciò non ho fatto molti giri sui motori nuovi e non posso essere arrabbiato come Fabio. Mi piace questo telaio e c’è stato un progresso sulla velocità e sul passo, ma dobbiamo certamente lavorare di più”.

Nel corso della stagione, Honda e Yamaha hanno più volte dimostrato di faticare a tenere il passo delle Case europee, in particolare di Ducati e Aprilia, ma non sembrano ancora essere riuscite a trovare un modo per ribaltare la situazione. 

“Io sono contento di aver ritrovato il giusto feeling sulla moto ed essere tornato a guidare vicino ai miei massimi livelli. Sono sicuro che gli ingegneri si stiano impegnando e faranno un buon lavoro durante l’inverno - chiosa il Morbido -. Conosciamo il metodo di lavoro dei giapponesi, procedono a piccoli passi, ma inesorabili. Speriamo continuino ad andare avanti. Lasciamoli lavorare e non andiamo nel panico”. 

Sarà un lungo inverno per la Casa di Iwata, ma il morale resta alto.

È stata una lunga stagione e abbiamo tutti bisogno di un po’ di riposo - commenta il 27enne - Per me poi è stata molto complicata visto che ho inseguito gli altri per l’80% dell’anno e nella restante parte, pur essendomi avvicinato, ho continuato a inseguire. Abbiamo bisogno tutti di ricaricare le pile e ricominciare con la giusta motivazione”.

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