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MotoGP, Fast by Prosecco, Pernat:"Bagnaia e Bastianini, le due B da Dream Team"

VIDEO - "Tutto è bene quel che finisce bene, Pecco ha portato a casa il mondiale con la Ducati. Pilota italiano, moto italiana, non succedeva da quasi 50 anni. Onore delle armi a Quartararo, nel 2023 ci divertiremo anche con Marquez"

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Il profumo del Prosecco sul podio è ancora fresco ed ecco il commento del nostro Carletto Pernat all'ultimo Gran Premio della stagione, che ha regalato il titolo a Pecco Bagnaia ed alla Ducati. Un traguardo che mancava da oltre 15 anni alla Casa di Borgo Panigale conquistato nel giorno dello splendido canto del cigno della Suzuki, che vince con Rins e poi dice addio alla MotoGP. Questo il commento di Carletto al Gran Premio, come sempre davanti ad un bicchiere di Prosecco DOC. 

"Tutto è bene quel che finisce bene! C’era un po’ di pathos per questo mondiale perché quando arrivi alla fine e ti giochi un titolo così importante, con un pilota italiano su una moto italiana, che erano quasi 50 anni che non succedeva dopo Giacomo Agostini, è chiaro che un po’ di pathos il pilota ce l’abbia, e ne ha avuto tanto nel weekend. Però alla fine Quartararo, che aveva la mente sgombra, non è riuscito nell’intento di vincere e anche se avesse vinto probabilmente Pecco sarebbe comunque arrivato abbastanza avanti da vincere il mondiale. Direi che a metà Gran Premio tutto era già deciso. Un mondiale meritato da parte della Ducati e di Bagnaia, che ha vinto più Gran Premi di tutti. Quando uno vince sette gare il mondiale se lo è più che meritato. 

Oltre a questo, Ducati ha anche messo sul terzo gradino del podio iridato Bastianini e credo che questo sia un punto di partenza per lui, fare terzo in un team privato non è facile con una moto non ufficiale. Ha fatto una bella stagione, direi che adesso le due B si mettono assieme e vediamo cosa succede. Di certo sono entrambi molto forti con caratteristiche diverse. Probabilmente un Bagnaia più consistente, più pragmatico e conoscitore della Ducati e della guida che richiede questa Ducati. Però un bel team, non possiamo ancora chiamarlo dream team perché sarebbe troppo. 

Onore delle armi a Quartararo, anche se francamente mi sarei aspettato molto di più a metà stagione quando aveva più di 90 punti di vantaggio su Bagnaia. Quindi diciamo che il mondiale l’ha vinto Bagnaia al 50%, mentre l’altro 50% è merito della moto che era la migliore. Quartararo l’ha perso al 50% la Yamaha, e poi lui ha avuto dei problemi di testa. Quando hai tanti punti di vantaggio puoi gestire il mondiale in un altro modo. Però è un po’ recidivo, perché se ricordate già l’anno scorso il mondiale l’ha vinto che nelle ultime cinque o sei gare un po’ di braccino l’ha avuto. In passato ha patito le pressioni, quindi forse questo è un limite di un pilota che secondo me ha anche più talento di altri. Vedremo il prossimo anno con la Yamaha nuova, costruita con un ingegnere nuovo, cosa accadrà. Lo capiremo nei test che ci saranno in questi giorni. Un bel risveglio di KTM, anche se un po’ tardivo. Il solito Martìn, che fa sempre dei giri veloci, ma poi in gara non riesce mai a vincere. C’è un motivo evidentemente. Lui per fare quei giri veloci guida in un modo che non può poi portare avanti quando fa le gare, quindi non è stata la migliore conclusione, non è stata una bella gara per Jorge. La Yamaha ha puntato su Quartararo, il resto è meglio dimenticarlo. La KTM l’aspettiamo il prossimo anno. La Ducati è uno squadrone.

Nota positiva, c’era molta gente sulle tribune, il tutto esaurito. Un vero spettacolo, credo che con questi personaggi e con il ritorno al 100% di Marquez, avremo uno spettacolo incredibile. Marquez non può cantare e portare la croce. Ha dei problemi fisici e la moto da mettere a posto. Però è un testone, un fenomeno per cui il prossimo anno sarà della partita". 

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