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SBK, Bautista: "Vincere un mondiale è bello, farlo con una Ducati è fantastico"

"Qui c'è passione vera, lo senti. La settimana prossima sarò io nei panni di Pecco e mi piace, sento tanta positività. La polemica sul peso? Scott Redding ha avuto il suo momento di gloria, gli faccio i complimenti"

SBK: Bautista: "Vincere un mondiale è bello, farlo con una Ducati è fantastico"

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Alvaro Bautista è passato nel paddock di Valencia per avere forse un assaggio di quello che lo attende a Mandalika nel prossimo round del mondiale SBK. Bagnaia sta infatti vivendo un fine settimana particolare, con la possibilità di diventare campione del mondo e la stessa cosa succederà ad Alvaro in Indonesia, dove potrebbe coronare il sogno di riportare il titolo iridato nel mondiale SBK che manca dall'ormai lontano 2011, con la magnifica impresa di Carlos Checa e di Althea. 

L'abbiamo incontrato nel paddock, un ambiente che lo spagnolo conosce benissimo avendo passato gran parte della propria carriera nel motomondiale. Lo sguardo come sempre intenso, il sorriso stampato sul volto e la voglia di vivere presto le sensazioni che adesso sta vivendo il suo compagno di colori Pecco. 

"Sono 4 anni che non venivo nel paddock, ma mi sono sentito bene. Ho salutato tanti amici che non vedevo da tempo, poi sto facendo più interviste ora di quando lavoravo qui, tante foto. Mi sento molto bene. L’ho trovato poco cambiato il paddock, è chiaro che è molto diverso da quello SBK ma è sempre lui". 

Come hai visto questa stagione MotoGP?
"Ho visto Pecco all’inizio non benissimo, non si trovava bene con la moto. Fabio invece ha sfruttato al massimo il pacchetto che aveva, poi le cose sono cambiate. Alla fine sono arrivati molto vicini, ma in modi molto diversi. Pecco penso che oggi abbia un pacchetto migliore di quello di Fabio. Si stanno giocando il mondiale, ora per Pecco è più facile, ma il bello e il brutto delle gare è che fino alla bandiera a scacchi può succedere di tutto, quindi si deve restare concentrati e non sbagliare niente. Penso che entrambi abbiano sfruttato al massimo quello che avevano e che alla fine entrammo i abbiano meritato di giocarsi il mondiale". 

La settimana prossima vivrai sensazioni simili a quelle di Pecco oggi. 
"E’ bello essere davanti. Adesso che sono qui senza dover guidare mi rendo conto di tante cose, certo c’è tensione ma anche tanta positività e questo si sente molto. E’ bello vivere questa condizione sapendo che la settimana prossima sarò io al posto di Pecco in qualche modo". 

Lo diciamo a voce bassa, ma Ducati potrebbe vincere entrambi i mondiali. Come ti senti?
"C’è l’opzione che si vincano entrambi i mondiali, questa è la verità. Si deve essere naturali, inutile non parlarne. La Ducati è riuscita a rendere la sua MotoGP una moto più facile per tutti, e penso che la stessa cosa stia facendo in SBK. Nel 2019 ci andavo forte solo io, adesso si stanno avvicinando anche gli altri e sono tutti veloci. Abbiamo trovato un equilibrio con la Panigale V4, adesso è competitiva e già facile. Penso sia il risultato di un grande lavoro e sarebbe fantastico vincere entrambi i mondiali. Credo che vincere con la Ducati un mondiale abbia un valore diverso, qui c’è passione vera. Sono orgoglioso del lavoro che stiamo facendo. Adesso penso solo ad essere concentrato".

Pensi che questi prototipi siano ancora simili a quelli che conoscevi tu?
"Alla fine noi piloti vogliamo sempre migliorare e la stessa cosa vogliono fare le Case con le loro moto. Adesso c’è una tecnologia incredibile e forse con tutta questa tecnologia che c’è e con l’impossibilità di fare un vero sviluppo delle moto dopo il Covid, le moto sono più vicine tra di loro. Quando c’è tanta tecnologia, il pilota ha meno possibilità di fare. Il limite adesso è la moto, non il pilota. Capisco che le Case vogliono fare le migliori moto possibili, ma questo penso che lascia meno spazio al pilota. Con le due tempi c’era più differenza tra piloti bravi e meno bravi. Adesso è molto più difficile capire la differenza tra i vari piloti. Bello da un lato, ma dall’altra togli importanza ai piloti". 

Chiederai di provare la Desmosedici se vinci?
"Certo, è scritto sul contratto! No, sto scherzando ovviamente…però…prima penso a vincerlo e poi lo chiedo. Mi piacerebbe provare questa ultima generazione di MotoGP, ma prima voglio vincere il mondiale e poi ci penso". 

Cosa puoi dirci della polemica con Redding riguardo il peso minimo?
"Io nelle categoria piccole capisco che ci debba essere un limite di peso. Le moto sono più leggere, non c’è tanta potenza e non serve troppa forza per guidarle, quindi la trovo sensata come regola. Ma in MotoGP e SBK le cose cambiano. Noi non usiamo sempre il 100% della potenza, quindi non credo sia giusto mettere un peso minimo al pacchetto moto pilota. E’ chiaro che noi piloti piccoli abbiamo qualche vantaggio, ma abbiamo anche degli svantaggi. Noi piccoli dobbiamo avere una grande tecnica, non abbiamo tanta forza per fare certe cose, non possiamo mettere peso dove vogliamo come fa uno più alto. Io se mi muovo sulla moto cambio poco la distribuzione dei pesi, per un pilota alto è diverso. Sul rettilineo ok, ma siamo tutti a gas spalancato. Poi io ho imparato con le due tempi che l’aerodinamica è fondamentale, avere la giusta posizione sulla moto. Se fosse vero che il peso e l’altezza fosse tutto, allora sarebbe normale scegliere solo piloti piccoli. Basterebbe prendere piloti piccoli e leggeri e basta. Come in NBA, posso essere bravo quanto voglio ma lì vogliono giocatori alti più di due metri. Qui in MotoGP in passato abbiamo visto vincere piloti alti come Valentino Rossi ed altri piccoli e leggeri. Per me non ha senso l’idea del peso minimo con questo tipo di moto. Scott ha avuto il suo momento di gloria nella stagione e complimenti per lui". 

In MotoGP si fa sviluppo vero, in SBK se non hai una buona base è diverso. Cosa ne pensi?
"Si, è vero perché la MotoGP ti permette già sviluppo. Con la SBK la moto deriva da quella stradale. La Yamaha per combattere in SBK deve fare una moto che sia competitiva su strada, come ha fatto la Ducati. Chi compra la Ducati  Panigale V4 sa che sta comprando il top del top. Gli altri se vogliono competere in SBK alla pari devono fare una moto altrettanto valida su strada. In MotoGP è diverso, si possono cambiare tante cose, dal telaio all’aerodinamica. In SBK puoi fare di meno, l’ho vissuto con la Honda io. Magari quella moto non era nata competitiva subito ed è stato difficile fare passi in avanti. La SBK è un campionato più difficile se la base della moto non è competitiva". 

Cosa ti aspetti da Mandalika?
"A Mandalika sarà la gara più difficile della stagione. Non ho mai guidato con la Ducati, l’anno scorso abbiamo fatto pochi giri con la pioggia. Poi l’hanno riasfaltata tutta, poi il meteo è difficile da prevedere. Io devo lavorare al meglio e basta e fare il massimo. Non vado con l’intenzione di ragionare troppo sui calcoli, voglio fare il massimo che posso e basta. Se posso lottare per la vittoria lo faccio, se capisco di poter lottare per il 5° posto lo farò". 

Questa è stata la tua migliore stagione da pilota?
"Penso che come sensazioni questa sia stata la mia migliore stagione di sempre, mi sto divertendo, sto capendo la moto, prendo il massimo e sbaglio poco. E’ la stagione più completa della mia carriera, direi di si". 

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