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MotoGP, Marini: “Bagnaia avrebbe potuto vincere il titolo anche senza l’Academy”

Luca si complimenta con Bagnaia: “Ha fatto una stagione straordinaria e poteva conquistarlo anche prima con qualche errore in meno. Il titolo aiuterà la Ducati in futuro, avevano bisogno di togliersi un peso”

MotoGP: Marini: “Bagnaia avrebbe potuto vincere il titolo anche senza l’Academy”

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Non è andato come previsto il GP di Valencia di Luca Marini, rallentato da un problema alla sua Desmosedici. Nonostante tutto, però, il pilota del Team Mooney VR46 può chiudere l’anno con un sorriso, conscio dei netti passi avanti compiuti nel corso della stagione.

“Sono molto contento della mia gara. È stata dura ma mi sono piaciuto sotto ogni aspetto: la gestione della gomma posteriore è stata perfetta e non ho mai mollato. Ho lottato e ho fatto dei bei sorpassi. L’unica cosa che mi lascia deluso e amareggiato è che abbiamo avuto problemi di temperatura del motore. Non so perché sia accaduto, non ci era mai successo. Ducati sta controllando i dati - racconta Luca a fine gara -. Era veramente difficile battagliare con gli altri e ho perso tantissimo nei primi otto giri, in cui avevo un sacco di allarmi sul dashboard che mi dicevano rallentare per raffreddare il motore. Stando nel gruppo la temperatura della moto era ancora più alta e perdevo molto in accelerazione, soprattutto in uscita dalle curve 6 e 14, che di solito è il nostro punto forte”. 

Situazione che si è stabilizzata con lo sfaldarsi del gruppo, che ha permesso a Marini di tenere sotto controllo la sua moto e risalire fino in settima posizione.

“Quando sono riuscito a liberarmi un po’ e restare solo con Miguel e Joan la moto ha iniziato ad andare meglio e sono riuscito a fare dei buoni ultimi giri. Per me si poteva fare di più, ma va bene così - chiosa il 25enne -. Si è conclusa una buonissima stagione e sono molto contento di tutto il lavoro che abbiamo fatto, della crescita mia e del team. Adesso dobbiamo concentrarci sul fare un buon test martedì”.

Un ritrovato potenziale che ha permesso a Marini di battagliare nel finale con Francesco Bagnaia, alle prese con una Ducati dall’aerodinamica non perfetta.

“Non sapevo avesse perso una aletta. Pensavo stesse solo andando sul sicuro e secondo me era la scelta più intelligente, visto che Fabio non aveva possibilità di vincere - racconta il marchigiano, che ammette di aver pensato per un attimo di restare in scia a Pecco - In quei momenti ci pensi. Sei consapevole che è importante non fare errori, ma ero più veloce e dovevo superarlo, perché altrimenti avrei rischiato di essere sorpassato da quelli dietro, mentre io volevo tentare di attaccare Miguel e Joan. Ho cercato di superarlo velocemente e in sicurezza e così è stato”.

Con il nono posto conquistato al Ricardo Tormo, Pecco ha raccolto il testimone proprio dal suo mentore Valentino Rossi, che fino a oggi era l’ultimo campione italiano della MotoGP. 

“È bellissimo. Sarà sicuramente un bell’inverno da trascorrere tutti insieme. Ci saranno diverse cene che Pecco dovrà offrire e saremo contenti di usufruirne - scherza Marini, che ritiene che Pecco sarebbe potuto arrivare a vincere il Mondiale anche senza il supporto della VR46 Riders Academy - Credo che chiunque possa farlo, perché non hai bisogno dell’Academy né di nulla, solo di essere forte, talentuoso, intelligente e lavorare sodo. Pecco ha dimostrato di esserlo e credo che avrebbe potuto vincere anche senza l’Academy. Come tutti. Non so se sarebbe riuscito a continuare la sua carriera in Moto3 senza l’Academy, quello sì. Ma è stato così anche per Franco, Marco e per me. Senza l’Academy non so se avrei corso nel CEV Moto2 con il Team Pons, che è stata la chiave della mia carriera, ma se vuoi puoi trovare i soldi anche in qualche altro modo”.

Marini: “Nel 2023 potrò lottare per le posizioni di vertice, ma non per il titolo”

Nell’ambiente Ducati, c’era nervosismo nell’aria prima della gara di Valencia?

“Tutte le persone con cui ho parlato mi sembravano tutte abbastanza tranquille. Sicuramente avevano della pressione, ma alle fine non credo fosse così tanta perché bastava semplicemente che Quartararo non vincesse per vincere il campionato. È quando te la giochi punto a punto che la situazione diventa un po’ più difficile da gestire, a livello di tensione - racconta Luca - Sicuramente, però, questo titolo aiuterà tanto Ducati in futuro, perché ti dà energia e quella spinta in più per fare ancora meglio. Secondo me, avevano bisogno anche un po’ di liberarsi di un grande peso che si portavano da tanti anni. Anche l’anno scorso hanno fatto un grandissimo lavoro, ma quest’anno ancora di più. Complimenti a Ducati e a Pecco perché hanno fatto una stagione straordinaria e secondo me, se lui avesse fatto qualche errore in meno, questo campionato sarebbe stato chiuso da tempo”.

Vista la competitività della Desmosedici, anche Marini potrebbe essere della partita per il Mondiale, nella prossima stagione?

“È un po’ troppo per me - commenta il marchigiano - Credo che si debba essere nel team factory per lottare per il titolo. Nella storia della MotoGP è sempre stato così. Io penso che potrò lottare per le posizione di vertice, ma per pensare di lottare per il Mondiale il prossimo anno devi aver chiuso questo campionato almeno tra i primi 5. Io sono 12°, sono ancora un po’ distante”.

Nonostante il rammarico per il podio sfuggito in questa stagione, il ducatista potrà comunque approcciare il prossimo campionato con una differente consapevolezza.

“È normale che mi dispiaccia, ma alla fine non posso farci niente. Bisogna guardare i lati positivi, che sono tanti, e guardare da dove siamo partiti e in che condizioni ero l’anno scorso, che facevo fatica ad andare a punti e ne ho fatti pochissimi. Quest’anno ne ho fatti 120 e il prossimo bisognerà farne 240 - chiosa Luca -  Ogni anno arrivi a fine stagione con un bagaglio incredibile di esperienza e sensazioni, che avresti voluto avere all’inizio. Ma arriverà il momento in cui sei in lotta per la vittoria e devi solo continuare quello che stai facendo, senza dover più migliorare tanto”. 

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