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SBK, Damiani: “Pirelli leader del mercato, ma sempre sotto attacco della concorrenza”

“La nostra quota di mercato si aggira intorno al 65-70%. Abbiamo il Mondiale SBK come laboratorio di sperimentazione principale, una piattaforma di sviluppo incredibile. Il livello del National Trophy si è alzato moltissimo, Lanzi a Imola ha girato a solo mezzo secondo da Pirro in qualifica”

SBK: Damiani: “Pirelli leader del mercato, ma sempre sotto attacco della concorrenza”

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“Vendiamo quello con cui corriamo e corriamo con quello che vendiamo”, questo è il motto che anima la Pirelli fin dalla sua fondazione sul finire dell’800. Uno sviluppo continuo che consente agli appassionati di poter disporre delle stesse identiche coperture dei protagonisti del Mondiale Superbike nei classici track days. Un concetto sempre più estremizzato per andare alla ricerca di nuove sfide tecnologiche, ultima in ordine di tempo la SCQ, la gomma da qualifica introdotta dal primo round iridato di questa stagione ed esportata in un secondo momento anche nel National Trophy, il trofeo di riferimento per le competizioni motociclistiche tricolori.

Com’è consuetudine, Pirelli sfrutta i vari campionati/trofei nazionali ed esteri (IDM, BSB e RFME CEV) come piattaforma di sviluppo per i propri prodotti, affinché essi vadano bene per i “campionissimi” e soprattutto per chi li compera e li utilizza in pista. Tradotto: divertirsi sì, ma in sicurezza. Max Damiani (nella foto di copertina) è da oltre trent’anni uno degli artefici dei successi sportivi della multinazionale milanese. Trascorsa una carriera tra il mondo delle auto e della Formula 1, adesso ricopre il ruolo di racing manager sul territorio italiano.

"Abbiamo il Mondiale SBK come laboratorio di sperimentazione principale, dopodiché il tutto viene declinato ai campionati/trofei nazionali - ha esordito Damiani - quest’anno in Italia abbiamo avuto un anteriore di sviluppo A0674, una variante di costruzione della SC1 di gamma, ovvero quella che compri dal gommista. In quel momento stai usando la gomma di Razgatlioglu. Per quanto riguarda quelle di evoluzione, a volte sono costruzioni, a volte sistemi introdotti nelle fabbriche. Può essere un macchinario che estrude la mescola in modo diverso, non è necessariamente una variante di mescola”.

Lo spin-off delle gomme

“Gli pneumatici di sviluppo siamo noi a gestirli. Arrivano sul campo di gara del mondiale e successivamente su quelli nazionali, dove garantiamo la fornitura a tutti i piloti gommati Pirelli. Non ci piace lasciare indietro nessuno. In realtà altamente competitive come il National Trophy, per noi è fondamentale avere il feedback sulle gomme, sia da parte dei top rider che di metà classifica. Non vogliamo ideare le gomme soltanto per Rea, Razgatlioglu, Giannini o Russo, bensì per chiunque (scopri QUI)".

La guerra fra gommisti

Nel CIV Superbike, cioè la classe regina nazionale, da quest’anno e per tutto il 2023 vige il monogomma Dunlop. Non un problema per Pirelli, che ha potuto introdurre nuove soluzioni nel National Trophy, contribuendo a ridurre ulteriormente la forbice prestazionale tra le due competizioni e portando alla vittoria il 19enne Gabriele Giannini sulla BMW di Pistard: “Dopo averla provata per la prima volta ad Aragon nel Mondiale SBK, la A0674 è stata introdotta nel National Trophy 1000, un intenso terreno di battaglia contro la concorrenza (basato su regolamento open ndr). Il livello del trofeo si è alzato moltissimo, griglie sempre affollatissime, ciò vuol dire che la formula è azzeccata. Nell’ultimo round di Imola, vuoi per la pista, vuoi per la sua esperienza, Lanzi ha saputo girare a solo mezzo secondo da Pirro in qualifica. Per noi è un eccellente risultato. Oltre alla A0674, sono arrivate altre varianti al posteriore come la SCQ e un’evoluzione della SCX, usata sia a Barcellona che a Magny Cours”.

Delta di produzione

Nel mercato italiano dobbiamo trovare il giusto bilanciamento tra investimento e comunicazione. Se Pirelli produce, vince e viene apprezzata, allora si ha vendita e profitto. È inutile vendere gomme che costano poco, da utilizzare magari in allenamento e poi affidarsi ad altro nelle competizioni. La nostra quota di mercato? Si aggira intorno al 65-70%. Siamo presenti come Pirelli e Metzeler. Senza dimenticare il trofeo italiano amatori, dove ci affidiamo ai prodotti racetec, studiati appositamente per quella particolare clientela. Essendo noi leader del mercato, siamo sempre sotto attacco della concorrenza.

Essenza Metzeler e cicli termici

La Metzeler non è una Pirelli messa in uno stampo diverso. È una gomma di facile utilizzo per l’amatore, che nel week-end di gara ovviamente non dispone di un camion oppure degli ingegneri che controllano la moto. Pur avendo prestazioni di tutto rispetto, fa della facilità di utilizzo un suo punto di forza. Agevolando anche la messa a punto della moto. TD e SC3 sono da tirare fuori dal discorso racing, sono studiati principalmente per i track day e le scuole di pilotaggio. Grazie ai rispettivi cicli termici, consentono di girare in pista a lungo, senza accusare un eccessivo degrado. La TD non ha bisogno neanche delle termocoperte. C’è stata un’evoluzione importante di materiale e processi. Gli sviluppi di quest’ultimi due prodotti provengono dall’Endurance con un target ben preciso”.

Ritorno d’immagine

Impegnata nel mondo delle competizioni dal 1907 a questa parte, da quasi un ventennio Pirelli è fornitore unico per ciascuna classe del Mondiale SBK, mentre dal 2011 è Global Tyre Partner della Formula 1 ed equipaggia al contempo diverse competizioni GT: “La F1 è il top quanto a tecnologia ed esposizione mediatica. Nei campionati GT l’investimento non viene meno, le gomme sono all’avanguardia e vicine alle principali case costruttrici. Seppur con investimenti ridotti, in SBK abbiamo una piattaforma di sviluppo incredibile e una discreta comunicazione. Siamo in contatto con ogni casa di moto e riusciamo a lavorare per i mercati dove siamo un punto di riferimento. Prototipi per due piloti? Non è il nostro lavoro, dobbiamo mantenere un certo tipo di equilibrio. Prestiamo molta attenzione all’analisi dei dati perché le ore in pista sono tante. Nel National Trophy invece i piloti fanno una prova libera, due qualifiche e poi vanno subito in gara. Se porti troppo materiale, rischi di confondere le idee. Anche se nel mondiale ai team piace quando porti più soluzioni, loro ci giocano”.

Programmi futuri

“Cercheremo di portare avanti quanto di buono fatto quest’anno, ma non solo. Vannucci, ad esempio, è diventato rookie of the year vincendo due gare nel Mondiale SS300, pilota portato da noi insieme al team AG Motorsport Yamaha Italia. Questo conferma la nostra filosofia di voler puntare sui giovani e guardare al futuro. Per il 2023 stiamo valutando le varie linee di sviluppo sul fronte prodotto, sicuramente alcune specifiche viste in questo 2022 rimarranno. Sia nel National Trophy che nella Pirelli Cup”.

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