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MotoGP, Quartararo: “Qualunque cosa accadrà, domenica sera andremo tutti a divertirci”

“Non me ne andrò da Valencia senza averci provato. Ci sono stati piloti più veloci di me in questo venerdì, ma penso di avere ancora del margine. Domenica darò tutto”

MotoGP: Quartararo: “Qualunque cosa accadrà, domenica sera andremo tutti a divertirci”

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Primo al mattino e ottavo al pomeriggio, con Francesco Bagnaia sempre alle sue spalle: non poteva cominciare meglio il fine settimana di Fabio Quartararo, che a Valencia insegue il sogno del bis iridato, aggrappato a quei due punti che separano il piemontese dal titolo di Campione del Mondo della MotoGP.

“È stata una buona giornata. Abbiamo lavorato molto bene, in particolar modo per quanto riguarda il passo. Ho cominciato bene  un bel modo per cominciare anche perché già al secondo giro ero sull’1’31 e questo significa che ci siamo. Ci sono molti piloti veloci, ma in pochi lo erano sin da subito. Sono piuttosto contento  perché al pomeriggio, con gomme usate da 16 giri, giravo sul passo del 31”2/31”3” racconta El Diablo al termine del venerdì, convinto di avere ancora del potenziale da estrarre dalla sua M1.

“Oggi pomeriggio il ritmo era molto buono, mentre nel time attack dobbiamo capire dove perdiamo, anche se abbiamo già qualche idea. Ci sono aree dove dobbiamo migliorare, ma mi sento già piuttosto bene, decisamente meglio dello scorso anno - spiega il francese - Sono contento della hard all’anteriore. Non so quanti piloti l’abbiano usata nel time attack, ma io ero uno di loro e secondo me è un grande aiuto anche in termini di passo. Dobbiamo migliorare qualcosina con le alette e abbiamo ancora del margine in accelerazione, ma penso sia stata un’ottima giornata”.

Il trio di Desmosedici in cima alla lista dei tempi delle FP2 non spaventa il francese, che ormai ha fatto il callo al recupero delle Ducati con la gomma soft.

“Ci sono abituato. È tutto l’anno che va così: loro mettono la soft per pochi giri ed è come se avessero del grip in più che noi non abbiamo - di sicuro anche della potenza in più - ma credo che abbiamo lavorato bene anche oggi  - chiosa il nizzardo, sicuro del suo potenziale - Ci sono stati dei piloti che hanno sicuramente fatto un tempo migliore del mio, ma ad ogni uscita io spingevo come un dannato senza fare errori e credo ci resti ancora un po’ di margine sul passo gara”.

A mancare davanti a tutti è però Bagnaia, che sembra aver accusato la pressione in questa prima giornata in pista.

“È normale - commenta El Diablo - Io perché dovrei essere nervoso? Ho già detto alla mia squadra e ai miei amici che in questa gara andrò all-in e, qualunque cosa succederà, domenica sera andremo tutti a divertirci. Ovviamente, non me ne andrò di qui senza averci provato”.

Interrogato scherzosamente sulla famosa testata di Zidane a Materazzi nella finale del Mondiale 2006 in Germania. quella in cui il francese si guadagnò un cartellino rosso per aver perso le staffe con l'italiano, che lo aveva insultato durante la partita, Quartararo la ha buttata a ridere. Eppure nel nostro sport sono accaduti fatti simili: Melandri con Alzamora, Capirossi con Harada. Più tardi lo stesso Bagnaia ha detto di non voler interpretare il ruolo di Materazzi.

Oltre alle Ducati, tuttavia, a complicare la missione del pilota Yamaha è anche il dito infortunato in Malesia, che farà operare soltanto dopo la trasferta a Valencia.

“Mi sono preso cura del dito, ma è piegato e usare l’holeshot su questa pista è molto complicato e l’ho usato quattro volte - chiosa Quartararo - In più, ho avuto un brutto infortunio al polso quando ero più giovane. Non riesco ad usarlo e il dito è ancora così così, quindi stiamo ancora cercando di capire se possiamo fare qualche modifica alla moto per domani, ma non credo”. 

Tema di giornata è l’addio di Franco Uncini, che lascerà il ruolo di Responsabile della sicurezza al nipote di Carmelo Ezpeleta, Tomé Alfonso. Una notizia che il Campione in carica preferisce non commentare, preferendo sottolineare il fatto che “bisogna avere cura della Race Direction, dopo quanto è successo a Phillip Isand”, prima di concludere spiegando perché preferisce non prendere parte alle riunioni della Safety Commision: “Ci sono stato una volta e ho deciso di non tornarci, perché nel 2020, quando c’è stato lo spaventoso incidente a Spielberg, abbiamo chiesto di intervenire perché non volevamo più correre in quelle condizioni, ma poi l’anno seguente l’abbiamo dovuto rifare. Io non ho nulla contro la Commissione, semplicemente non ci vado”.
 

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