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MotoGP, Marini: “La pole provvisoria nella FP2? Fantastico! Vorrei altri 10 GP”

“Abbiamo perso tanto tempo a inizio stagione, ma adesso stiamo mettendo tutto insieme per concludere al meglio. Sarà fondamentale partire in prima fila”

MotoGP: Marini: “La pole provvisoria nella FP2? Fantastico! Vorrei altri 10 GP”

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La Desmosedici GP sembra essere la moto da battere anche al Ricardo Tormo, dove il plotone Ducati ha siglato una tripletta al termine delle FP2, con Luca Marini a capitanare il gruppo. Una bella iniezione di fiducia per il pilota del team Mooney VR46, che commenta così la sua giornata: “È stato un buon venerdì. Il feeling con la moto era buono sin dalle FP1, ma come al solito il primo turno è stato difficile per noi, perché dovevamo settare meglio l’elettronica - spiega Luca - In più abbiamo cambiato la carena, perché con quella più piccola è più semplice guidare con il vento, ma perdiamo in accelerazione. Spero che domani ce ne sia meno, per poter usare quella standard con cui mi trovo meglio”.

Un buon venerdì allietato dall’emozione di vedere il suo nome in cima alla lista dei tempi.

È fantastico. Se ci fossero altre dieci gare per me sarebbe ancora meglio: rientro in lotta per il Mondiale, o almeno per delle belle posizioni! - scherza - Secondo me all’inizio abbiamo perso tanto tempo, ma ci sta: moto nuova, team nuovo, ci dovevamo conoscere ancora tutti e io non avevo una mia base per la moto. Ora invece stiamo cercando di mettere insieme tutto per concludere al meglio questa stagione. Il prossimo anno ci sarà sicuramente un altro step”.

Per chiudere la stagione in bellezza, proprio a Valencia il marchigiano potrebbe avere l’occasione giusta per regalarsi il suo primo in MotoGP. Prenderà qualche rischio in più per il primo podio?

“Gli stessi di sempre - taglia corto Marini - Penso di avere tutto per provarci, come già mi è capitato di sentire altre volte. Oggi sono riuscito a fare un buon giro mettendo insieme tutti i settori, mentre a volte non succede. Con l’elettronica siamo stati molto bravi e abbiamo fatto un bel passo avanti tra le FP1 e le FP2, ma la moto è più o meno sempre la stessa: usiamo lo stesso setting di base da tante gare. Solo che in alcune piste dobbiamo lavorarci un po’, mentre in altre funziona da subito. Qui siamo stati fortunati. Non voglio toccare nulla a parte l’elettronica per il time attack, perché montare la soft al posteriore cambia molto il comportamento della moto”.

Gara dopo gara, la Desmosedici ha dimostrato di riuscire a sfruttare la gomma morbida meglio della concorrenza, ma dove riesce a fare così la differenza?

“Quando è il momento del time attack la Ducati fa sempre un grosso passo avanti. Forse è perché abbiamo bisogno di un po’ di grip in più per esprimere la nostra potenza. In più, la nostra moto è molto forte in frenata e con la soft possiamo ritardarla molto e fare la differenza - spiega Luca - A volte, durante il time attack, lavoriamo anche con la trazione per poter sfruttare appieno il potenziale delle gomme, perché abbiamo poco spinning anche con poca trazione. Inoltre, su questa pista ci sono curve tipo la 3 e la 9 in cui serve avere un po’ di spinning per riuscire a girare la moto. Non so se capiti solo a me, ma ho notato che anche le altre Ducati sono  un po’ più lente nelle FP1 che nelle altre sessioni”.

Il ducatista ha una grossa chance a Valencia, ma per poterla sfruttare sarà fondamentale gestire al meglio la giornata di domani.

“Secondo me il punto cruciale saranno le Qualifiche. Bisognerà lavorare bene nelle FP3 per avere l’accesso diretto alla Q2. Domani mattina non importa essere 1°, 2° o 3°, ma stare nei primi dieci, perché qui i distacchi sono davvero minimi e se fai un errore nel tuo giro buono sei fuori - chiosa Marini - Proverò a dare tutto, ma credo che l’unico modo per fare una buona gara domenica sia partire in prima fila. Sarà cruciale su questa pista, dove è difficile per tutti sorpassare. Se sei furbo e riesci a fare una buona partenza, anche la seconda fila è buona. L’importante è essere tra i primi quattro entro i primi 2-3 giri”. 

La gara a Valencia sarà l’ultima per Franco Uncini, che dal prossimo anno lascerà il suo posto al nipote di Carmelo Ezpeleta, Tomé Alfonso.

“Per me è stato bello perché avevo un ottimo rapporto con Franco, poi era anche facile capirsi visto che è italiano. Se capitava che ci fosse qualche problema su qualche pista capitava che ci sentissimo per telefono o ci scrivessimo qualche messaggio, anche se la maggior parte del lavoro poi si fa in Safety Commision, quando siamo tutti insieme a parlare dei vari problemi che possono esserci. È sempre andato tutto bene. Vedremo come sarà il prossimo anno - commenta Marini, che non è turbato all’idea di avere intorno un Ezpeleta in più - A me non cambia niente. Per me ci potrebbe essere chiunque, basta che sia bravo e faccia un buon lavoro”.
 

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