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MotoGP, Bezzecchi: “Tornare sul podio sarebbe un bel modo per chiudere l’anno”

Marco è pronto per il GP di Valencia, in cui Bagnaia cercherà di laurearsi campione: “Pecco lo vedo bene, ci prepariamo tutta la vita per questo momento”

MotoGP: Bezzecchi: “Tornare sul podio sarebbe un bel modo per chiudere l’anno”

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La MotoGP si prepara a spegnere i riflettori sul 2022, che si chiuderà con il consueto appuntamento a Valencia (QUI gli orari tv). Una gara a cui Marco Bezzecchi si approccia con l’obiettivo di confermare quanto fatto in questa stagione, riuscendo magari a migliorare la sua striscia di due quarti posti consecutivi. “Mi piacerebbe molto riuscire a essere ancora competitivo, confermarmi veloce e cercare di fare il massimo - chiosa il riminese - Mi piacerebbe riuscire a fare un altro podio. Sarebbe veramente un bel modo per completare il lavoro di quest’anno - quasi, perché dopo ci sono i test - Sarebbe bello, però senza fasciarsi troppo la testa. Cercare di fare il massimo e poi quello che viene viene”.

Quello di Valencia sarà senza alcun dubbio un weekend particolare, soprattutto per l’amico e rivale Francesco Bagnaia, che si trova a due punti dalla conquista del Mondiale. Come sta vivendo Marco questo weekend?

“Io lo vivo realmente tranquillo - scherza il 23enne - Innanzitutto, ieri io Pecco siamo andati a cena insieme e lo vedo abbastanza sereno. Fino almeno a domenica mattina, o almeno sabato pomeriggio, anche lui lo vivrà abbastanza serenamente. È un weekend più importante degli altri, ma dove l’obiettivo e il lavoro da fare sono gli stessi. Lo vedo bene. Sicuramente l’emozione giocherà un ruolo importante, però ci prepariamo tutta la vita per questo momento e io spero che vada tutto liscio. Tutti gli italiani lo sperano”.

Che a Valencia torni sul podio o meno, dopo aver conquistato un secondo posto, una pole position e il titolo di Rookie of the Year nel suo anno i debutto, le prestazioni e la costanza di Bezzecchi non stupiscono più. Ma il pilota del Mooney VR46 Racing Team non nasconde che questo suo grande exploit sia stato una mezza sorpresa anche per se stesso.

“All’inizio sì, però io sapevo di poter far bene - puntualizza - più che altro è stata un po’ inaspettata la gara di Assen. Nel senso che non mi aspettavo di salire sul podio così presto. Il mio obiettivo però era quello. Avrei dato tutto per fare un podio e sapevo di poterlo fare, ma è stata una sorpresa farlo così presto”.

Gara dopo gara, Marco è diventato una presenza costante tra i protagonisti del campionato, attirando subito l’interesse del pubblico. Anche il per il suo modo di essere sempre diretto e scanzonato.

“Per quanto riguarda i tifosi, il seguito che ho, sì, ho notato che l’attenzione è cambiata. È difficile non notare che ho tanti tifosi in giro per il mondo ed è una cosa che un po’ mi sorprende, in positivo, e sono molto felice per questo - spiega Bezzecchi -. Per quanto riguarda l’essere personaggio, io cerco di essere me stesso e se il mio carattere è qualcosa che piace sono contento, ma il mio obiettivo è quello di cercare di essere un pilota forte. Avere tanti tifosi mi dà più carica, ma non cerco di fare il personaggio, sono fatto così e spero che la gente lo apprezzi”.

A fine stagione, il bilancio di Bezzecchi non può dunque che essere positivo, seppur con qualche sbavatura qua e là dovuta all’inesperienza.

“Alla fine qualcosina di negativo c’è sempre. Si fan sempre magari degli errori che non vanno fatti, ma essendo la prima stagione li vedi anche con occhi un po’ diversi, nel senso che bisogna sempre cercare di prenderne la parte positiva - commenta Marco - Essendo il primo anno, anche se fai uno sbaglio, non è che ti puoi rimproverare chissà quanto. Se lo fai anche due volte, alla fine è anche normale perché devi prendere degli automatismi che necessitano di un po’ di tempo. Però, è sicuramente di più il positivo: direi un 99% positivo e un 1% negativo”.

Avere altre sette Ducati in pista è sicuramente stato un aiuto, ma quanto ha inciso sulla sua crescita? 

“Questo secondo me è un gran vantaggio che abbiamo. La moto è competitiva all’ennesima potenza, ma in MotoGP sono tutte competitive. Ognuna ha i suoi punti di forza, ma noi abbiamo in più la possibilità di studiare e guardare tanti dati diversi ed è innegabile che per un rookie sia un grande vantaggio - ha raccontato il Bez - Mi ha spronato più che altro a lavorare di più e meglio, perché poi che sia una Ducati, una Yamaha o una Honda, io voglio mettermela dietro lo stesso. L’importante per me è cercare di arrivare più avanti che posso”.

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