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MotoGP, Alex Marquez: “Vedere le Ducati davanti è la mia unica motivazione”

"Sono felice di vederle lì perché ne guiderò una il prossimo anno". Il minore dei fratelli di Cervera si sfoga dopo la gara in Malesia: “Ho dato il massimo per rispetto ma è snervante, non riceviamo supporto né materiale da Silverstone”

MotoGP: Alex Marquez: “Vedere le Ducati davanti è la mia unica motivazione”

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Dopo due podi conquistati nel suo anno da rookie con il team ufficiale Honda, ci sia aspettava che l’approdo di Alex Marquez al team LCR avrebbe permesso al minore dei fratelli di Cervera di mostrare il suo vero potenziale, ripartendo da un ambiente più familiare e con meno pressione. Invece, a una gara dalla fine della sua avventura con la Casa giapponese, il bilancio di Alex è disarmante. Il 26enne spagnolo è andato sempre più in calando, mettendo a segno 70 punti nei 18 GP dello scorso anno (contro i 74 conquistati nelle 14 gare con la squadra ufficiale) e solamente 50 nelle gare sin qui disputate. 

Una piccola cartina tornasole della situazione disastrosa in cui è precipitata la Honda, che nel 2022 non è riuscita a vincere nemmeno nelle mani di Marc Marquez, l’unico degli alfieri della Casa dell’Ala a riuscire a fare la differenza in sella alla RC213V. Basti pensare che l’otto volte iridato occupa il 12° posto della graduatoria con i 113 punti collezionati nelle 11 gare disputate, mentre i suoi compagni di marca occupano le posizioni dalla 16esima alla 18esima, racchiusi in dieci lunghezze.

“Sinceramente, l'unica cosa che mi motiva quando ho una brutta giornata è tornare al box e vedere che la Ducati è davanti. Sono felice di vederli lì” ha detto Alex ai microfoni di DAZN, dopo aver chiuso 17° la gara in Malesia. Il minore dei fratelli Cervera non fa mistero di attendere con entusiasmo l’arrivo della prossima stagione, in cui smetterà di vestire i panni dell’uomo Honda, per sostituire Enea Bastianini nel Team Gresini.

Del resto, per il 26enne è difficile accettare il fatto di non ricevere alcun supporto dalla Casa giapponese, anche a causa del suo prossimo cambio di casacca.

“Ho firmato per due anni e ho un contratto da ufficiale, quindi dovrebbero darmi tutto. Oliveira ha avuto l’autorizzazione della KTM per provare nuove parti - ha chiosato lo spagnolo - Alla fine, un pilota che se ne va non può andare alla nuova fabbrica e dire che ha provato un forcellone più duro o più morbido, perché non lo sappiamo, non riceviamo supporto o nuovo materiale da Silverstone”.

Una situazione tecnica aggravata dal Long Lap Penalty da scontare in Malesia, che ha reso un vero e proprio incubo la gara di Alex sulla pista di Sepang, che già di per sé poco si adatta alle caratteristiche della Honda.

“Mi sono sentito come un passeggero. È stato triste, ma niente che non ci aspettassimo viste le circostanze e il Long Lap - ha raccontato lo sconsolato #73 - La gara mi è sembrata eterna, ho dato il massimo, più che altro per rispetto alla squadra. È snervante quando la squadra lavora così duramente, con così tanto coinvolgimento, ma non c'è aiuto. Mi sento impotente”.

Difficile immaginare che il colpo di coda possa arrivare a Valencia, ma quel che è certo che per Alex sarà la fine di incubo. A prescindere dal risultato.

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