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Moto3, Paolo Simoncelli: "voglio lasciare ai piloti ciò che ho visto negli occhi di Arbolino"

"Ho rivisto l’ Intervista di Arbolino post Sepang e mi ha fatto molto piacereche nonostante siano passati diversi anni, nella sua 1ª (vera) vittoria in Moto2 ha nominato il Sic e il nostro emotivamente difficile primo anno insieme, qui in Malesia"

Moto3: Paolo Simoncelli: "voglio lasciare ai piloti ciò che ho visto negli occhi di Arbolino"

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di Paolo Simoncelli

A meno di una gara dalla fine del mondiale mi sembra un buon momento per fare il punto della situazione, anche perché con la possibile vittoria di Bagnaia e il mondiale moto2 ancora da decidere, tutti saranno concentrati altrove weekend prossimo.
 
La nostra storia inizia dal Civ, con L’ idea di instradare giovani piloti o aspiranti tali, verso il loro sogno. E diciamo che in parte ci siamo riusciti, non con tutti ovviamente. A volte non è scattato il feeling giusto, ma abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio mettendo la nostra esperienza al loro servizio.
 
Vi rinfresco la memoria: siamo partiti con Mattia Casadei, la spinta finale determinante per far nascere questo team, siamo felici che ogni anno concorra per vincere il mondiale MotoE.

Poi é stato il tempo di Tony Arbolino, grande protagonista in Moto3 e quest'anno in Moto2, Tatsuki Suzuki che nonostante diversi anni in Moto3, é con noi che é diventato famoso e di Niccoló Antonelli con cui abbiamo passato due anni belli, nonostante il paddock lo desse per pilota ormai agli sgoccioli. 



Oggi abbiamo Riccardo Rossi, che porta il peso di un cognome particolare, carico di aspettative… É un ragazzo speciale, simpatico e molto intelligente, additato come quel pilota che corre solo perché “é figlio di papà” , da noi ha dimostrato di essere invece uno con i numeri giusti e grandissime doti. La sua storia sportiva sarà un crescendo. 

Domenica Riki ha fatto una gara bellissima, solo un errore stupido ha rovinato un finale che poteva essere eccelso. Peccato! Nel nostro ambiente  “a conduzione famigliare”, mi piace quando ci definiscono cosi, cerchiamo di far correre i piloti più serenamente possibile fornendo loro ogni mezzo. 

E Poi c’é Lorenzo Fellon… ragazzo che sa certamente andare in moto, ma che ha rinunciato troppo presto a lavorare con noi non riuscendo forse a comprendere che tutto quello che facevamo aveva l’unico obiettivo di farlo crescere. Troppo concentrato sulla ricerca del tempo sul giro, quando quella é solo la parte finale, la punta dell’ iceberg, Prima bisogna curare la tecnica, la base della piramide. O forse è mancata semplicemente sintonia, non siamo fatti per stare con tutti, specialmente quando uno dei due parte scettico, convinto che solo una KTM possa portarti a podio. 
 
Ho rivisto l’ Intervista di Arbolino post Sepang e mi ha fatto molto piacereche nonostante siano passati diversi anni, nella sua 1ª (vera) vittoria in Moto2 ha nominato il Sic e il nostro emotivamente difficile primo anno insieme, qui in Malesia. Questo in sostanza è quello che vorrei lasciare ai miei piloti, quello che ho visto negli occhi di Tony. Che quando parlano di noi, possano ricordare i bei momenti trascorsi insieme.

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