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EURO 7: l'UE ingrana la retromarcia sulla strada dell'elettrificazione

I costruttori dovrebbero essere riusciti ad "addolcire" la Commissione Europea. La bozza, pare che ora parli di ridurre il solo particolato rispetto alle attuali EURO 6

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A luglio 2022 avevamo dato la notizia ufficiale: 2035, l'anno dello stop dei motori endotermici. Sulla via che porterebbe verso l'elettrico come unica alternativa, i termici avrebbero dovuto subire una stretta, tanto importante da portare alcuni produttori a sviluppare motori a gasolio e benzina già con l'arrivo, nel 2026, delle più stringenti norme EURO 7. Il ragionamento è semplice, limiti molto più bassi di quelli attuali rendono antieconomico lo sviluppo di motori nuovi, destinati comunque ad essere abbandonati di lì a poco. Il problema è però ovvio, con il mercato che diventa sempre più e solo per la fetta "ricca" del pubblico. L'auto sempre più un lusso, in modo talmente esagerato da indurre la UE a rivalutare le proprie decisioni tornando in parte sui suoi passi.  

Dopo nemmeno tanti mesi dall'annuncio del bando dei termini nel 2035, tra trattative e incertezze, qualcosa torna a cambiare. Grazie alle richieste dei produttori di auto, pare che le norme Euro 7, le regole sulle emissioni inquinanti dei motori termici, potrebbero essere meno rigide di quanto previsto in precedenza. Come? La notizia arriva dal sito www.politico.eu, che pare sia riuscito a visionare una bozza relativa al documento finale delle normative Euro 7. Sembra che il provvedimento dovrebbe essere mostrato ufficialmente il prossimo 9 novembre 2022. Se così fosse, i costruttori di auto avrebbero una boccata d'aria.

La nuova normativa Euro 7 dunque, non abbasserà ulteriormente i limiti di emissioni della attuale normativa Euro 6. La Euro 7, dovrebbe così andare a rivedere solo ed esclusivamente il particolato. La stretta, dunque, ci sarebbe solo sulle particelle rilasciate dai freni e dagli pneumatici, gli ossidi di azoto ed il monossido di carbonio. Interessante poi, il tema "durata della batteria" dei veicoli elettrici, altro problema che, l'UE, forse non ha ben considerato.

La Commissione Europea dunque, pare abbia messo una sorta di retromarcia. L'industria automobilistica è in piena crisi, e forzare le cose, porterebbe ad un ulteriore aumento dei prezzi dei veicoli agli utenti finali. Considerata l'inflazione, già alta, pensate a cosa potrebbe accadere. Chiaramente, è una bozza, quindi nulla di ufficiale. Vi terremo informati sull'argomento. Se sarà confermata sarebbe una prima brusca frenata, lungo una strada che ad oggi appare ai più impraticabile, quella verso l'elettrificazione "obbligatoria" dal 2035.

 

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