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MotoGP, Marquez sulla polemica del 2015: "con Rossi mi comporterei allo stesso modo"

"Penso che avrebbe gestito la situazione in modo diverso da come l'ha gestita, perché è stato lui a perdere le staffe. Un riavvicinamento con Rossi? No, e non lo voglio nemmeno io"

MotoGP: Marquez sulla polemica del 2015: "con Rossi mi comporterei allo stesso modo"

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Ci voleva AS per tornare, qui a Sepang, a quel 2015 che ha cambiato il corso della storia del motociclismo, con il primo caso di stalking planetario nei riguardi di un pilota. Il fatto è noto: l’accusa di Rossi a Marquez di averlo rallentato nel GP d’Australia a favore di Lorenzo. Nella gara, comunque, vinta da Marc proprio davanti a Jorge. Da lì nacque lo scontro in gara fra i due, con continui sorpassi e controsorpassi, sino al contatto ed alla caduta dello spagnolo.

“Sì (ricordo) venne con la lista dei tempi alla conferenza stampa. Lo ricordo perfettamente. Non ho capito niente, perché è come se dicessero che domenica scorsa stavo giocando e alla fine ho sorpassato Bagnaia e non volevo sorpassare Rins perché non l'ho fatto. Non avrebbe senso dire questo. Non ha senso”.
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Sono passati tanti anni, ma la ferita mediatica per entrambi è tutt’altro che rimangiata, tanto che alla domanda se, di fronte alla stessa situazione, si comporterebbe nello stesso modo, Marquez non ha dubbi.

“A 22 anni e come è successo tutto sì, mi comporterei di nuovo allo stesso modo. Ripeto, a 22 anni e come è successo tutto, non mi comporterei  in modo diverso, perché l'unica cosa che ho fatto è stata quella di combattere una gara, più del normale nei primi giri, ma anche Rossi lo ha fatto. Nessuno dei due aveva più velocità dell'altro, ma abbiamo combattuto per alcuni giri fino a quando uno dei due ha perso le staffe. Penso che avrebbe gestito la situazione in modo diverso, perché è stato lui a perdere le staffe".

Non poteva allontanarsi da Rossi come voleva?

“Non credo. Se si guarda al ritmo delle sessioni di prova, non ne avevo più. Lorenzo e Pedrosa ne avevano di più di tutti, ma gli altri no. Io non ne avevo di più in quella gara. Non ho avuto di più in quella gara, ma ripeto, per quello che ha creato il weekend, per quello che ho provato prima di uscire sulla griglia e per tutto il resto, mi sarei comportato allo stesso modo e avrei combattuto la gara allo stesso modo”.

Comunque sia, da quel momento Marc Marquez è stato ‘scomunicato’ da una legione di fan di Rossi. E la polemica è andata avanti per anni. E c’è da chiedersi se abbia migliorato o peggiorato il motociclismo.

“Non sapremo mai se è cambiato in peggio o se ha attirato più persone. Alla fine, la curiosità morbosa crea i fan, da una parte o dall'altra. Quando c'è una controversia in uno sport, fa più notizia e la gente si interessa e si chiede cosa stia succedendo. Non dico che sia cambiato, perché non so se sia successo prima, ma questi fischi sul podio e gli applausi per gli incidenti sono avvenuti e c'era una persona che avrebbe potuto fermarli, ma non ha voluto e questo è rispettabile. Io ho deciso di andare avanti e lui ha deciso la sua strada”.

Da allora al giorno di ritiro di Rossi non c’è stato alcun riavvicinamento. Ma anche su questo Marquez è lapidario.

“No, e non lo voglio nemmeno io. Gli anni passano e io lo amo sempre meno e non mi importa”.

 

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