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MotoGP, Aleix Espargaro: “Ci manca velocità, ma rischierò fino all’ultima curva”

VIDEO - “Siamo molto più lenti rispetto ai test, ci mancano accelerazione e trazione, ma Fabio partirà dietro di me e Pecco sta accusando la pressione. Tutto può succedere”

MotoGP: Aleix Espargaro: “Ci manca velocità, ma rischierò fino all’ultima curva”

Aleix Espargaro non nasconde il suo rammarico al termine delle Qualifiche della Malesia, che lo hanno visto chiudere in decima posizione dopo una scivolata. Lo spagnolo non riesce a capacitarsi di come siano potute cambiare le sue sensazioni in sella all’Aprilia, a soli otto mesi di distanza dai test pre-stagionali“Sinceramente ho provato tutto. Sono un po’ deluso e triste perché prima di arrivare qui, visti i test invernali, avevo la sensazione che avrei avuto il passo per poter lottare per il podio o la vittoria. Invece, siamo molto lontani” ammette Aleix. 

“Non abbiamo velocità, non abbiamo trazione, è difficile battagliare. Non so perché. È molto frustrante, perché non capisco cosa stia succedendo. Tutti hanno fatto gli stessi tempi dell’inverno, mentre noi siamo molto più lenti. In ogni caso, sono qui per lottare ed è per questo che ho provato a fare qualunque cosa nelle Qualifiche” continua l’iberico, commentando l’esito della Q2. “Sono caduto in Curva 8 e se non fosse successo lì sarebbe successo alla 9 o alla 11, ero completamente fuori controllo, ma dovevo provarci. Se avessi chiuso quel giro, probabilmente sarebbe stato sotto l’1’58”, ma la moto è completamente diversa da quella dei test. Non riesco a capire”.

Il motore è più lento, non abbiamo accelerazione, non abbiamo trazione e abbiamo un sacco di chattering. È strano perché la sensazione che abbiamo io e Maverick è quella di avere meno grip, mentre gli altri hanno fatto esattamente gli stessi tempi di febbraio, a eccezione di Martin, che era di un altro pianeta. Quindi, credo che la pista non sia così male” continua la disamina del maggiore dei fratelli Espargaro, secondo cui il tracciato di Sepang è cambiato parecchio rispetto all’ultima tappa della MotoGP nel 2019. “Per me ci sono meno grip e più avvallamenti. Ma per Martin magari è meglio così”.

Una sola strategia: tentare il tutto per tutto

Nonostante i problemi, Aleix non intende gettare la spugna. “Che sia gara bagnata o flag-to-flag, terrò il gas aperto, rischiando il più possibile. Stanotte io e il mio capotecnico Antonio cercheremo di fare un bel puzzle: dal motore al telaio, sposteremo su una sola moto tutte le componenti che mi piacciono di entrambe. Cercheremo di fare del nostro meglio fino a Valencia” afferma il #41, che ha ben chiara la strategia da adottare domani. “Essere in gara il più possibile. So di averlo detto spesso, ma è ciò che sto facendo: in Australia ho rischiato fino all’ultima curva e lo farò anche domani. Anche se non ho la velocità che vorrei, Fabio ha avuto dei problemi e un piccolo infortunio e partirà dietro di me. Pecco sembra stia accusando la pressione e partirà una posizione davanti a me, quindi tutto può succedere”.

Tutti nella stessa barca, o quasi, i tre contendenti al titolo, che oltre a partire vicini, in qualifica sono stati autori di una caduta nello stesso punto. “Io sono in una posizione diversa da quella di Fabio e Pecco, devo fare almeno 14 punti qui e altrettanti a Valencia, se voglio vincere questo titolo - puntualizza Aleix, che accusa un gap di 27 punti da Bagnaia -. Anche se dovessero cadere entrambi, se non prendessi 14 punti qui e 14 là non ce la farei. Sarà molto difficile, ma farò del mio meglio. Mi prenderò molti rischi domani e vedremo come andrà”.

Che sia stata la pressione a giocare un brutto scherzo ai tre avversari? Credo sia normale essere sotto pressione - risponde lo spagnolo -. Fabio ha già vinto un titolo, e sa di non avere le stesse armi di Pecco, mentre Bagnaia sta lottando per il suo primo Mondiale in MotoGP. Chiunque al mondo sarebbe nervoso. A parte mika Kallio (ride ndr). Io sinceramente non sento molto la pressione. Per me le opportunità di vincere il campionato sono davvero remote. Sono arrivato qui molto motivato, sperando di poter vincere, ma ero lontano sin dall’inizio. In Australia sentivo di più la pressione”.

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