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MotoGP, Luca Marini: "Con la Moto2 Phillip Island era quasi pericolosa"

"Avevamo gomme che ci mettevano dieci giri ad andare in temperatura, almeno qui Michelin ha portato delle gomme specifiche. Penso sia una pista dove per andare forte serve esperienza"

MotoGP: Luca Marini: "Con la Moto2 Phillip Island era quasi pericolosa"

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Per diversi piloti quella di quest'anno sarà la prima gara in MotoGP a Phillip Island e non parliamo solo dei rookie di questa stagione. Ci sono anche i piloti che hanno debuttato in MotoGP tra il 2020 e il 2021, che non hanno avuto la chance, a causa del Covid, di correre un Gran Premio sul magnifico tracciato australiano. Tra questi c'è Luca Marini, reduce da un ottimo periodo di forma ma anche dalla caduta in gara a Buriram mentre si stava giocando un piazzamento di rilievo, l'ennesimo di una stagione in crescendo. 

Luca ha dei ricordi molto chiari di Phillip Island relativi al suo periodo in Moto2 e non sono affatto positivi. All'epoca i piloti della middle class dovevano fare i conti con le coperture portate da Dunlop in gara, che erano quasi le stesse su ogni tracciato del mondiale, mentre in Australia ci sono condizioni particolari che avrebbero richiesto un approccio diverso dal fornitore unico. Un aspetto che rendeva quanto meno complesso portare al limite una Moto2 qui.

"La pista è stretta, le gomme vanno in temperatura dopo - ha spiegato Marini - ma noi siamo fortunati perché Michelin ha portato qui delle gomme specifiche proprio per questa pista e questo sarà un grande aiuto per i piloti. Ricordo che con la Moto2, quando le gomme erano più o meno le stesse su ogni pista, qui era quasi pericoloso. Dovevi aspettare 10 giri prima che la temperatura delle gomme fosse accettabile per spingere".

Temi che possa avvenire qualcosa di simile anche con la MotoGP?
"Mi aspetto che con la MotoGP le cose siano diverse, meglio per tutti. Ma è anche una pista corta, tutti possono essere veloci. C’è una sola traiettoria, devi fare molti giri per cercare di trovare la velocità dentro di te. Questa pista è qualcosa di completamente diverso rispetto a tutte le altre".

Spiegati meglio. 
"Hai bisogno di sentire il ritmo dentro di te, sei velocissimo ovunque. Mi aspetto un venerdì difficile, molto di più che su altre piste. Su questa pista se pensi di poter usare le traiettorie che utilizzi su altre piste, non vai forte, non è abbastanza. Qui serve girare tanto, capire tutto, il vento, la temperatura. Serve esperienza secondo me per andare forte davvero". 

Qui è prevista pioggia ed a Buriram stavi andando forte prima di cadere. 
"Credo che dipenda dall’esperienza in più che ho adesso sulla MotoGP sul bagnato. Sinceramente la pista era ottima, il grip era incredibile specialmente al posteriore. Quando le cose stanno così, hai ottime sensazioni in moto da subito e questo mi ha permesso di spingere e sentirmi al contempo bene. Con l’anteriore invece ho avuto qualche problemino, infatti sono caduto e quando ho ripreso la gara il feeling con il grip davanti era molto peggiore. Dovevo stare molto attento in staccata, mentre in generale sul bagnato le cose sono al contrario quando piove. Ma penso che dipendesse tutto da condizioni del tutto particolari su una pista con un grip strano".

Non credi che potresti ritrovare sensazioni simili qui?
"Qui sarà tutto diverso, fa molto freddo quando piove e mi aspetto sensazioni molto diverse. Questa è una pista molto più difficile, è molto più veloce ed anche quando piove fa impressione quanto si va forte. Vediamo, spero di avere il sole nelle libere. Questa è la mia prima volta qui con la MotoGP, e penso che possa essere una delle gare più toste del calendario per me. La velocità in curva è elevatissima e mi aspetto delle sensazioni molto diverse rispetto a quelle che conoscevo con la Moto2". 

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