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MotoGP, Crutchlow: "La Yamaha del 2012 si guidava con una mano sola, questa no!"

"I piloti vogliono più potenza e velocità in rettilineo, ma secondo me sarebbe più importante ritrovare più guidabilità. Ho avuto un'idea per trovarla, ma è dura convincerli a provare, servirebbe un grosso cambiamento"

MotoGP: Crutchlow: "La Yamaha del 2012 si guidava con una mano sola, questa no!"

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Cal Crutchlow è uno di quei personaggi che oggi tanto mancano alla MotoGP. Certo, adesso è in pista per sostituire Dovizioso fino a fine 2022, ma le battute taglienti e soprattutto l'incredibile onestà espressa nelle sue dichiarazioni potremo godercele solo fino a Valencia, con il britannico che dopo dovrà tornare a dedicarsi al proprio ruolo di tester della M1. Un lavoro che sta svolgendo in un periodo decisamente complesso per la Casa di Iwata, che continua a vedere Fabio Quartararo leader del mondiale, ma soffre moltissimo con tutti gli altri piloti in pista. 

Crutchlow ha espresso in modo come sempre chiaro ed esaustivo le motivazioni dietro queste difficoltà, avendo dalla sua anche il vantaggio di aver guidato in passato la M1 all'epoca in cui correva con Tech3. Una moto che secondo Cal ha perso i punti di forza che poteva mettere sul piatto all'epoca e che la rendevano una delle moto più desiderate del paddock per la sua semplicità. Crutchlow avrebbe dovuto fare un test Yamaha, poi cancellato, tra Buriram e Phillip Island, ma lo stop gli ha reso possibile almeno godersi una settimana di stop prima di tornare in sella. 

"È stato bello avere una settimana di pausa - ha detto Crutchlow ai colleghi di Crash.net - Dovevo fare otto fine settimana di fila e ora ne faccio sette. Ho un test dopo la Malesia, ma è irrilevante per quest'anno. È di nuovo con la moto del '23. Vedremo come andranno le cose. Penso che potremo migliorare la moto in alcune aree e poi sarà il momento di passare la moto agli altri piloti e sentire le loro sensazioni. Loro l'hanno guidata solo una volta e su una pista con così tanto grip che non ci sono problemi. In altri circuiti abbiamo riscontrato più problemi, diciamo, ma anche più aspetti positivi".

Secondo Crutchlow, la vera natura dei problema della M1 non è il motore. 
"Quello che volevano era più potenza e più velocità e l'hanno ottenuto. Ma non credo che questo sia l'elemento fondamentale. Per me il punto è la guidabilità della moto. Quando usavo la M1 nel 2012-13, si poteva guidare con una mano sola sul manubrio per metà del tempo. Ora è impossibile farlo. Penso che debbano rendere la moto più guidabile e più stabile e ho una grande idea per riuscirci. Ma non è facile convincerli a farlo. Perché non è una cosa da poco. D'altra parte, la moto di quest'anno, che è essenzialmente quella dell'anno scorso, è una buona moto che è ancora in testa al campionato con due punti di vantaggio. Il problema è che non va bene per tutti gli altri, ma solo per Fabio".

Cal è in ogni caso convinto che il 2023 possa essere l'anno della svolta per Yamaha. 
"Sono molto ottimista su ciò che porteranno. Stanno lavorando sodo. Onestamente, non ho mai visto la Yamaha lavorare così duramente, quindi sono positivo. Dobbiamo sistemare alcune aree, ma credo che questo avverrà in tempo per i test in Malesia".

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