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MotoGP, Rivola, Aprilia: "Mi aspetto un Marquez scomodo qui, e negli ultimi GP"

PRIMA PARTE Parla il CEO di Noale: "25 punti si possono recuperare. Si parla poco di noi? Giusto, abbiamo vinto un solo Gran Premio. La reazione di Aleix dopo Motegi è stata da vero Capitano"

MotoGP: Rivola, Aprilia: "Mi aspetto un Marquez scomodo qui, e negli ultimi GP"

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Intervista di Paolo Scalera e Matteo Aglio

A quattro gare dalla conclusione del mondiale l'Aprilia e Aleix Espargarò sono ancora in lizza per il titolo, con appena 25 punti di distacco. Quasi un mezzo miracolo se si pensa che l'anno passato il pilota spagnolo chiuse il campionato in ottava posizione con 158 punti di distacco dal vincitore.

Nel 2021 il miglior risultato di Aleix fu un terzo posto a Silverstone, con cinque zeri in casella, quest'anno 'il Capitano' ha sbagliato solo due volte: quando ha festeggiato troppo presto a Barcellona, esultando un giro prima della bandiera a scacchi perdendo un secondo posto e rimediando fortunosamente un quinto e la scorsa domenica, a Motegi, quando senza colpe si è ritrovato con una mappa da giro di allineamento che lo ha costretto al cambio moto. Un errore (non suo) che lo ha portato fuori dalla zona punti. Questo senza contare l'incolpevole speronata di Quartararo ad Assen, dalla quale però Espargarò è uscito magnificamente salvando la giornata con un quarto posto dopo una incredibile rinonta.

La vittoria in Argentina, quattro podi consecutivi a Portimao, Jerez, Le Mans e Mugello,ed un altro terzo posto ad Aragon hanno portato però il veterano dove è ora. Ad un passo dal titolo, ma di lui si parla poco, anzi pochissimo. Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing, però è di buon umore e risponde di buon grado a tutte le nostre domande.

A 4 gare dalla fine, con Aleix Espargarò siete a 25 punti da Quartararo. Senza Barcellona e l’ultimo GP sareste stati ancora più vicini…

“Barcellona l’abbiamo dimenticata da un pezzo, il Giappone un po’ meno, anche se bisogna guardare avanti.  Tutti hanno qualcosa da recriminare, anche se quello che abbiamo commesso noi - ahimè - lo possono recriminare in pochi. Bisogna essere fiduciosi, 25 punti si possono recuperare e credo che sia ancora in gioco anche chi ne ha 50. Se Miller è quel pilota che abbiamo visto nell’ultima gara, secondo me bisogna stare tutti attenti”.

Rivola: "si parla poco di noi? Giusto, abbiamo vinto un solo Gran Premio"

Siete in piena lotta per il titolo, ma come contendenti si citano sempre e solo Quartararo e Bagnaia. Vi sottovalutano?
“Forse un po’, ma penso si giusto che sia così perché quelli che hanno vinto le gare sono stati loro. Noi ci siamo riusciti solo una volta e sono convinto che, più che per gli errori citati, i punti che ci mancano li abbiamo persi a Silverstone e Assen. In quelle due gare eravamo i più veloci, saremmo stati sicuramente della partita per i primi tre posti. È andata così, ma anche Bagnaia è stato tirato giù a Barcellona. Se parliamo di errori, quelli fatti dalla squadra danno più fastidio internamente. Devo dire, ancora una volta di più, che Aleix è stato bravissimo a dire che si vince insieme e si perde insieme. Se lo diciamo noi è un conto, ma è il pilota che rischia in pista, fanno un mestiere in cui mettono la pelle. Un pilota che reagisce così dopo un nostro errore, merita la fascia di capitano”.

 

Rivola: "un pilota che reagisce come Aleix merita la fascia di capitano"

Poi, come Fantozzi, è scappato nella campagna per sfogarsi con un urlo?
“Se lo ha fatto, era troppo lontano e non l’ho sentito (ride). Logico che quando è rientrato, a caldo, qualche urlo l’ha tirato”.

A inizio campionato, ti saresti aspettato una stagione così?
“Ni. Sinceramente, direi abbastanza. Noi potevamo misurare la nostra crescita su noi stessi, non potevamo conoscere quello che stavano facendo gli altri, sapevamo solo che la Honda stava rivoluzionando la propria moto. Se ripensiamo ai test di Sepang, del Qatar, dell’Indonesia, sembrava che Honda fosse forte e Pol alla prima gara era davanti. Ovvio che senza Marquez il livello della Honda è diverso, appena è rientrato si è messo dietro tutti gli altri piloti. Mi aspetto che Marc sarà un cliente scomodo il prossimo anno e anche in queste ultime 4 gare”.

Quest’anno avete avuto le concessioni, il prossimo anno le perderete. Quanto hanno influito in positivo e quanto temete di non averle più?
“Lo scopriremo solo vivendo, ma io sono abbastanza ottimista. Per la crescita di quest’anno hanno influito molto poco, la vera differenza la fanno sul lato motore e il vero banco di prova per noi sarà nella prossima stagione. Fortunatamente abbiamo scoperto molto presto che avremmo perso le concessioni, quindi abbiamo avuto il tempo per prepararci. Abbiamo un doppio lavoro da fare: migliorare le prestazioni e anche l’affidabilità, perché avremmo meno motori e non più la possibilità di svilupparli nel corso della stagione. Ci siamo già strutturati per farcela: siamo più forti e più veloci perché siamo un’azienda migliore”.

Rivola: "la Sprint Race non influirà sui chilometri dei motori"


Il prossimo anno debutterà la Sprint Race, questo influisce sulla progettazione della nuova moto?
“Uno dei punti fondamentali è che i chilometri non cambieranno nel fine settimana. Sarà interessante, invece, vedere come reagiranno i piloti. Vedo i debuttanti particolarmente svantaggiati, perché il venerdì deciderà già se si è in Q1 o in Q2 e il sabato ci saranno qualifiche e gara, ma dall’altra parte potrà fare più esperienza”.

Rivola: "con la Sprint Race in una 'tripla' piloti faranno 6 gare in tre settimane: non è poco"

Le Sprint Race saranno in ogni GP, nemmeno la Formula 1 ha osato tanto.
“Oltre al tema dello spettacolo, che sicuramente ne beneficerà, bisognerà vedere come reagiranno i piloti. Un tema è quello dello stress fisico e l’altro quello dello stress mentale, non è da sottovalutare: faremo 42 gare e non sono poche. Vero che in SBK ce ne sono 3 a weekend ma, con tutto il rispetto, il valore e il peso sono diversi e hanno meno appuntamenti. Penso a una tripletta: significherà fare 6 gare in 3 settimane e non è poco. Credo che i piloti di talento, quelli più allenati e metodici, potranno avere un vantaggio e i team che lavorano meglio lo stesso. A inizio d’anno dissi a tutto, per primo ad Aleix, che questo sarebbe stato un Mondiale per chi sbaglia meno”.

Il prossimo anno avrete un team satellite con le moto 2022, si riuscirà lo stesso ad avere dati significativi da loro?
“Avranno le RS-GP con cui correremo a Valencia e la risposta è sì, perché finalmente abbiamo raggiunto un livello di competitività soddisfacente e la moto 2023 non sarà una rivoluzione come negli scorsi anni. Sarà un’evoluzione, parliamo di dettagli, e sarà interessante vedere i risultati dei nuovi piloti. Se guardiamo ai nostri rivali, a parte Honda quest’anno, le loro moto esternamente non sono cambiate tanto da una stagione all’altra, la base è rimasta la stessa”.

(continua)

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