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MotoGP, Marquez: "Non credo che farò un duello all'ultima curva in Thailandia"

"Devo lavorare con un profilo basso, anche se la gara solida di Motegi ci ha dato motivazioni, sia a me che alla Honda. Sto lavorando per il 2023, se dovesse piovere però tutti gli scenari sarebbero aperti"

MotoGP: Marquez: "Non credo che farò un duello all'ultima curva in Thailandia"

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Dopo il quarto posto a Motegi ed aver incassato parecchie conferme dalla pista riguardo la sua condizione fisica, c'è da scommettere che a Marc Marquez sia tornata una voglia matta di salire sul podio e magari vincere la sua prima gara della stagione. Lo spagnolo era stato protagonista di un bellissimo duello a Buriram nel 2019, risolto solo all'ultima curva con Fabio Quartararo, all'epoca debuttante nella categoria. Marc vinse mettendo sul piatto tutta la propria esperienza, dopo aver anche fatto un volo nelle libere che lo costrinse ad andare al centro medico per scongiurare qualsiasi problema. 

In quella tappa del 2019, Marc conquistò l'8° e ultimo (per adesso) titolo della sua carriera, quindi possiamo ritenere la Thailandia un posto speciale per un Marquez che sta tornando quello ammirato in pista prima dell'incidente a Jerez del 2020. Il pilota Honda è imbattuto al Chang, avendo vinto nel 2018 e 2019, le uniche due gare corse dalla MotoGP qui. Per quanto lo spagnolo continui ad affermare di voler prendere con calma queste gare di fine stagione, sono tutti abbastanza sicuri di vederlo in piena lotta come minimo per il podio e magari in grado anche di strappare un'altra pole esattamente come fatto a Motegi. Lo spagnolo rischia di inserirsi con forza nella lotta per il titolo, diventando involontario ago della bilancia di un 2022 che si avvia verso un finale tesissimo. 

"Motegi è stato un weekend positivo per me e per Honda - ha detto Marquez - era importante fare un fine settimana così solido. Serviva soprattutto per portare un po’ di energia nel box ed è stato bello poter vivere una gara a quel livello. Sono stato attento in gara, non volevo sforzarmi troppo e poi dovevo anche gestire la gomma morbida dietro. Ma alla fine ho fatto tutta la gara ad un buon ritmo, ho fatto tanti giri nel fine settimana e questo era molto importante per me. Non vedo l’ora di correre a Buriram adesso". 

In cosa ti sei sentito molto diverso a Motegi?
"A Motegi il punto di svolta è stato poter attaccare negli ultimi giri di gara, non potevo farlo da Jerez 2020. Ho sempre avuto dolore negli ultimi giri da allora, e quando è così ti manca energia e perdi concentrazione. Nelle gare che ho corso dopo Jerez mi sono sempre sentito come se la mia energia venisse meno a fine gara, mentre a Motegi è stata la prima volta in cui ho potuto continuare a spingere fino alla fine. E’ stato importante finire la gara così, devo solo capire se le cose stanno così oppure la pioggia mi ha aiutato durante il weekend lì perché ho potuto stressare di meno il braccio. Dopo la gara il recupero non è andato bene come speravo, il lunedì stavo bene ma poi martedì mi sono svegliato ed ero completamente bloccato con il braccio. Oggi mi sento meglio, penso che domani non avrò problemi". 

Hai scelto se correre con il forcellone in carbonio o alluminio?
"Ho corso per tutto il fine settimana con il forcellone in alluminio, ma poi in gara ho usato quello in carbonio. Non è forse il modo migliore per fare dei grandi risultati, ma adesso serve fare così perché ci serve raccogliere informazioni. Qui farò la stessa strategia, sulla pioggia utilizzerò il carbonio e sull’asciutto l’alluminio. Ma in futuro faremo altre prove, avremo specifiche diverse del forcellone in carbonio. Non abbiamo ancora deciso niente, sono qui per lavorare per Honda, ci serve raccogliere idee per dare una strada precisa per il 2023. Come ho detto, non è il modo migliore per essere veloci in gara, ma sono qui per lavorare per la prossima stagione". 

Buriram è un posto speciale per te. 
"Buriram mi piace, ho bellissimi ricordi dal 2018 e 2019, quando ho battuto Dovi e poi Fabio all’ultima curva. Mi sa che devo cambiare strategia quest’anno, non posso fare tre volte la stessa cosa! Ma quest’anno arrivo qui in una situazione diversa. Non credo che lotterò per la vittoria all’ultima curva, ma quando corri dove hai bei ricordi hai sempre una energia diversa". 

Confidi nella pioggia?
"Le previsioni sembrano poco stabili. Quando piove tutto è aperto, io soffro di meno con il fisico ed anche i punti deboli della moto sono un po’ mascherati. Ma dipende tutto dalle sensazioni. Quando sono salito sulla moto a Motegi con la pioggia, ho chiesto di non toccare niente perché la moto andava bene così come era. Dipende dal grip, dalla quantità d’acqua. Cercherò di lavorare bene, mantenendo un profilo basso". 

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