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Moto2, Canet: "Dietro ai tatuaggi sono lo stesso ragazzo di sempre, che dà il gas"

Monta la polemica: i tatuaggi eccessivi dello spagnolo non piacciono a team e sponsor e Canet rompe il silenzio: è discriminatorio. Enea: "ho corso con lui, le apparenze ingannano, è un bravissimo ragazzo". Pecco: "strano esistano ancora problemi di questo tipo". Fabio: "Canet è competitivo, spero riesca a risolvere"

Moto2: Canet: "Dietro ai tatuaggi sono lo stesso ragazzo di sempre, che dà il gas"

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Aaron Canet, anche in passato, si è più volte presentato sul podio indossando un farfallino. C'è chi spesso ha pensato a semplice goliardia, comune tra i piloti nei festeggiamenti, ma la recente polemica scoppiata proprio in merito ai numerosi tatuaggi del pilota Flexbox sembra aver dato finalmente una chiave di lettura più chiara sulla questione.

Tutto iniziò nel 2021 sul podio dopo il Mugello.
"È venuto fuori che eravamo in trattativa con diverse squadre in varie categorie - racconta Canet ad AS- e alcune mi rifiutarono perché avevo troppi tatuaggi e altre sciocchezze. Anche fuori dal paddock sono stato etichettato come un qualcosa che non sono, a causa della mia immagine. E' come se dicessi che se a me piace il reggaeton e a qualcun altro l'hard rock, io possa trattarli peggio o li discrimini in base ai nostri gusti musicali".

Al pilota spagnolo questa discriminazione proprio non è andata giù, tanto dal diventare col tempo non soltanto un peso, ma forse anche una causa di sfortuna. Di qui la decisione di Aaron di rompere gli indugi e di chiarire una volta per tutte il suo punto di vista sulla questione.
"Il papillon è un messaggio simbolico diretto ad alcune persone dentro e fuori il paddock che mi hanno etichettato nel modo sbagliato senza conoscermi per il solo fatto di avere dei tatuaggi, in modo discriminatorio. Non sei una persona migliore o peggiore se hai dei tatuaggi. Alcune persone addirittura mi vedevano come un delinquente o un assassino, mentre in realtà sono lo stesso ragazzo che ero quando avevo 16 anni e non li avevo", prosegue poi il pilota spagnolo.

"Credo di aver dimostrato in questo periodo nel campionato che posso salire sul podio con o senza papillon. Allo stesso modo, noi piloti diamo lo stesso gas con o senza tatuaggi ed io sono la stessa persona e lo stesso atleta d'élite di sempre, quello che si alza la mattina per allenarsi a casa, ad Andorra. Il fatto di avere dei tatuaggi non fa necessariamente di te una persona migliore o peggiore, esattamente come il fatto di indossare un papillon".

Chiarito quindi l'arcano, sembra che Aaron Canet di indossare farfallini ne farà a meno in futuro, lo scopo è ormai raggiunto.
"Sono lo stesso pilota e la stessa persona di sempre, e do il gas come sempre, come è stato dimostrato dopo sette podi, tre pole position e diversi giri veloci. Il Papillon era un simbolo, rompiamolo", ha poi concluso.

La vicenda ha ovviamente raccolto pareri e opinioni di molti all'interno del paddock. In primis molti piloti, che hanno voluto così esprimere i loro punti di vista in merito, ne riportiamo alcuni.

"Ha molti tatuaggi, è vero - ha detto Quartararo - Posso capire il punto di vista dei team, per alcuni brand è importante mentre per altri lo è di meno. Personalmente spero che riesca comunque ad andare oltre questi problemi, perché è un pilota competitivo".

“È strano che in questi tempi ci siano ancora certi problemi - ha aggiunto Pecco Bagnaia - Avere tanti tatuaggi non significa nulla e non capisco perché alcuni team non lo vogliano per questo motivo".

"Credo che Aaron sia un pilota davvero competitivo - aggiunge Bastianini - sono stato suo compagno di box nel 2017 e a dispetto delle apparenze è un bravissimo ragazzo. Questa situazione è davvero strana per lui. Spero che abbia però la chance di andare oltre questo problema e di arrivare magari in MotoGP".

"La mia opinione è chiara ed è quella che consiglierei a Canet - ha concluso Marquez - se vinci dieci gare in Moto2, non preoccuparti, non c'è papillon, tatuaggio o altro e le squadre ti vorranno. Quando c'è un livello... Alla fine, tutto è rispettabile e bisogna valutare il carattere della persona, ma questo sport è così e ciò che viene più apprezzato sono i risultati in pista".

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