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SBK, Dosoli: “Gardner l’abbiamo convinto a Misano, Yamaha ha ancora carte contro Bautista”

“In questo momento la differenza la sta facendo Alvaro, perché lo scorso anno i piloti Ducati li abbiamo battuti. Gerloff? C’era la necessità di un cambiamento”

SBK: Dosoli: “Gardner l’abbiamo convinto a Misano, Yamaha ha ancora carte contro Bautista”

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Il weekend di Barcellona ha lasciato l’amaro in bocca all’interno del box Yamaha. Di fronte a un Alvaro Bautista rivelatosi a dir poco incontenibile, Toprak Razgatlioglu non ha potuto fare altro che deporre le armi. Adesso la strada verso il titolo si fa in salita, considerando i punti da recuperare.

A fare il quadre della situazione in casa Crescent è quindi Andrea Dosoli. Da una parte c’è il dispiacere, dall’altra la consapevolezza che Toprak e la R1 non si arrenderanno così facilmente di fronte  a Bautista e la Ducati.  

“La gara di Barcellona non è andata secondo le nostre aspettative – ci ha detto il responsabile del progetto SBK - eravamo consapevoli di quale fosse il potenziale di Alvaro, mentre noi abbiamo faticato, arrivando a ottenere il nostro miglior risultato soltanto la domenica. Come avete visto ci sono stati un po’ di problemi, iniziati al venerdì, per poi portarceli dietro nel corso del weekend”.

Adesso ci sono ben 59 lunghezze da colmare.
“Noi faremo del nostro meglio, di quello ne sono convinto, ma ci sono ancora tanti punti sul tavolo da  conquistare”.

A Barcellona Alvaro ha mostrato di essere su un altro pianeta. Come mai?
“In questo momento Bautista sta facendo un super lavoro, specialmente in condizioni di grip critiche come in Catalogna. Sono convinto che sarà fortissimo anche a Phillip Island, in occasione dell’ultimo round stagione. Noi l’unica cosa che possiamo fare è continuare a lavorare e sfruttare le occasioni per stare davanti”.

Oltre alla pista c’è anche il mercato, dove avete preso Gardner? Cosa vi ha portato a fare una scelta del genere?
“Innanzitutto Remy è un campione del mondo e questo significa che oltre alla velocità ha qualcosa in più, ovvero la capacità di sapere gestire lo stress e la tensione. Quest’anno ha corso in MotoGP con risultati al di sotto delle aspettative, ma sappiamo bene che non era in un contesto semplice. Io sono convinto che in sella alla nostra R1 ha tutte le qualità per sorprendere ed essere forte”.

Quando l’hai convinto?
L’ho incontrato a Misano, abbiamo parlato con lui e la sua motivazione è stata un aspetto che mi ha colpito in positivo. Alla fine è un giovane con due anni in meno rispetto a Toprak e noi Yamaha dobbiamo guardare al futuro”.

Con il suo arrivo si conclude l’avventura di Gerloff. Ti dispiace il suo addio?
 “Certo! È un bravissimo ragazzo e mi rimarrà per sempre impresso il percorso condiviso insieme. Abbiamo lavorato tantissimo e penso sia uno dei migliori piloti in SBK. Da entrambe le parti c’era però la necessità di cambiamento per superare quelle difficoltà che duravano da tempo”.

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