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MotoGP, Marc Marquez: "la mia vittoria è l'aver corso senza alcun dolore"

L'otto volte iridato sfiora il podio in una gara fisicamente impegnativa. "Il sorpasso su Oliveira? è la prima volta da tanto che sentivo di poterlo fare. La fiducia sta tornando ma resto coi piedi per terra, oggi abbiamo avuto un pizzico di fortuna"

MotoGP: Marc Marquez: "la mia vittoria è l'aver corso senza alcun dolore"

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Il weekend di gara di Motegi ha visto vincitori ,morali e di fatto, e sconfitte inaspettate. Il quasi sfiorato podio di Marc Marquez è da annoverarsi tra i primi. Un quarto posto che forse neanche lo spagnolo si aspettava, una quasi vittoria dal sapore più personale e morale che al netto della classifica. Il centauro della Honda è riuscito a terminare la gara, facendo ciò che si era prefissato già ad Aragon, gestendo un tracciato non facile dal punto di vista fisico ed in particolare nelle sue condizioni fisiche non ancora ottimali. Il sorriso dell'otto volte iridato lascia trasparire la gioia nell'essersi finalmente lasciato alle spalle un calvario fatto di dolore e rinunce, un calvario che lo ha segnato nel corpo ma anche a livello mentale. La consapevolezza dell'essere rinato, agonisticamente parlando, la si è intravista forse in quel sorpasso sulla KTM di Oliveira, il peggio sembra passato e per lo spagnolo ora la salita si è fatta meno ripida.

"Sono davvero felice di questo risultato - ci racconta Marc Marquez - soprattutto perché è stata una gara 'solida', l'ho corsa senza dolore dall'inizio alla fine. A fine gara il braccio era stanco ma la cosa più importante per me era che non avvertissi dolore. Sono persino riuscito ad attaccare Oliveira, era da tempo che non mi sentivo così bene dal sentire di voler sorpassare qualcuno. E' stato difficile mantenere la concentrazione in mezzo al gruppo nelle prime fasi di gara, ma nel complesso sono davvero soddisfatto di come ho condotto la gara".

Questo risultato quanto valore ha in termini di fiducia riconquistata?
"La fiducia continua a salire, ma voglio rimanere coi piedi per terra per adesso. Questo circuito colpiva i punti deboli della nostra moto in modo minore, che è uno dei motivi per cui sono riuscito ad avere un buon passo sin dalle FP1. Nelle prime fasi di gara ho avuto un piccolo problema al posteriore, legato all'elettronica. Un problema davvero di minore entità, che però mi ha fatto perdere alcune posizioni inizialmente, e che ho poi risolto impostando un'altra mappa".

L'esser riuscito a terminare la gara significa che stai tornando al 100% della tua forma fisica?
"No, credo che per i giri veloci io sia di nuovo in grado di esprimere il mio potenziale, ma durante la gara, in frenata e nei cambi bruschi di direzione, sento ancora il braccio tremare per lo sforzo, ma è un qualcosa su cui posso lavorare ed è solamente la seconda gara dopo il mio ritorno".

Quali sono le aspettative per le prossime gare quindi?
"Penso che abbiamo avuto un pizzico di fortuna, non aspettatevi una quarta posizione ad ogni gara, ma rimanere nei primi dieci nei prossimi tracciati dovrebbe poter essere un obiettivo abbastanza realistico nelle mie attuali condizioni".

La caduta di questa mattina nel warmup a cosa è stata dovuta? Mancanza di informazioni sulla moto?
"Si, è stata una caduta simile a quella in Aragon. Non sono ancora al punto in cui posso spingermi oltre un certo limite come in passato. In passato probabilmente sarei riuscito a salvarla, ma ora quando porto il peso della moto oltre una certa angolazione difficilmente ci riesco. Fortunatamente sono caduto nel warmup così ho evitato di correre lo stesso rischio in gara".

Pensi che una volta tornato alla tua forma ottimale, tornerai ad essere il Marc Marquez del 2019?
"Non lo so ancora, dipenderà da due cose principalmente: il braccio e la moto. So che il braccio migliorerà, ma non so ancora fino a che livello, sarà un processo ancora lungo. Quanto alla moto, la MotoGP è cambiata moltissimo negli ultimi anni, l'aerodinamica ha cambiato molto lo stile di guida. Compiere i sorpassi ora è più difficile, se sei dietro ad un altro pilota, non hai il carico aerodinamico e non riesci a frenare la moto, se invece non lo sei la moto impenna molto di più. Prima era più facile rimanere dietro a qualcuno, ora può andare per qualche giro al massimo".

Oggi in pista c'era anche Nagashima per compiere dei test per il prossimo anno, avete avuto modo di confrontarvi?
"Si, gli ho dato le mie impressioni. Ci sono alcune cose, specialmente i punti deboli, che escono fuori solo in una gara e non quando giri da solo su un tracciato".

E' stata una annata difficile, sia per te che per la Honda. Cosa vi spinge in queste ultime fasi di campionato?
"Come sempre, per quanto mi riguarda la mia passione e la mia motivazione sono le stesse di sempre. Se posso e se ne sono in grado, l'obbiettivo è sempre lo stesso: vincere e lottare in un campionato. Quest'anno non è stato possibile, ma l'importante è lavorare sin da ora in vista del futuro".

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