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SBK, Rea: “Oggi potevo fare come Toprak, invece ho scelto di essere una tartaruga”

“Potevo scegliere tra due strategie, quella di Razgatlioglu si è rivelata sbagliata. Il duello con Bassani è stato frustrante, perché non mi dava tregua”

SBK: Rea: “Oggi potevo fare come Toprak, invece ho scelto di essere una tartaruga”

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Quella di Johnny Rea è stata una gara tutta alla rincorsa a Barcellona. Transitato sul traguardo del primo giro in ottava posizione, il Cannibale è stato poi protagonista di una super rimonta, grazie anche alla gestione dello pneumatico, tanto da consentirgli di agganciare la seconda posizione alle spalle della Ducati di Bautista.

Il nordirlandese è riuscito quindi a risalire la classifica, mettendo una pezza  non da poco a un avvio di gara particolarmente in salita.

“Sono riuscito a fare una bella partenza, ma poi Rinaldi mi ha toccato e io sono andato contro Locatelli – ha svelato – quando ho ripreso la mia linea ero ottavo con tutti i piloti che da dietro mi passavano. Ero consapevole di dover rimontare, ma al tempo stesso sapevo di non dover esagerare, dato che avrei consumato velocemente la gomma”.

Rea svela poi quella che è stata la chiave.

“La calma e la pazienza sono state fondamentali. Avevo due chance: o mettermi all’inseguimento di Alvaro come ha fatto Toprak oppure aspettare. Quella di Toprak si è rivelata la strategia sbagliata, dato che è arrivato in fondo senza gomma. Io invece ho cercato di rimanere tranquillo, mantenendo il mio ritmo e portando a termine la gara sul podio”.

Di sicuro il sabato di Johnny si è rivelato per certi versi tribolato, specialmente dopo la Superpole del mattino.

“Stamani avevamo fatto una modifica prima della qualifica, ma poi siamo dovuti tornare indietro. Per la gara ho dovuto rivoluzionare la moto, sia la mia che quella di Lowes. Il fatto di non aver girato in FP3 ha pesato non poco, soprattutto perché ho faticato particolarmente in trazione”.

Durante la gara non è mancata la bagarre con Bassani.

“Axel ha fatto  la sua gara, senza darmi tregua (sorride). Ad un certo punto ha commesso un largo, ma poi me lo sono ritrovato nuovamente davanti. Ho pensato: “dannazione”. È frustrante combattere con le Ducati, specialmente in rettilineo quando cambi. In uscita dall’ultima curva avevo una buona accelerazione, ma sul dritto loro scappano. In tutto ciò pensavo: non devo stressare la gomma, non devo stressare la gomma”.

Alla fina Rea ha chiuso in seconda posizione.

“Oggi potevo essere una lepre nei primi giri, ma come ho detto sarebbe stato sbagliato, infatti ho scelto di fare la tartaruga”.

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