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MotoGP, Marquez: "Avevamo bisogno di questa pole, è una boccata d'aria fresca"

"Sul bagnato ora guido come voglio, sull'asciutto non ancora. Oggi festeggiamo, ma domani tornerò alla normalità: sarei pronto per una gara di 10 giri, non di 24"

MotoGP: Marquez: "Avevamo bisogno di questa pole, è una boccata d'aria fresca"

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Dopo 1071 giorni Marc Marquez è tornato in pole position e lo ha fatto sullo stesso circuito in cui ci era riuscito l’ultima volta: Motegi. Non poteva esserci posto migliore, perché è il circuito di casa della Honda. Indubbiamente la pioggia gli ha dato un grosso aiuto, ma la cosa più importante è che il campione spagnolo ha dimostrato, dopo l’ennesima operazione al braccio, di essere tornato a guidare come vuole e sa fare, almeno sul bagnato.

Sono veramente felice di essere tornare in pole position - dice Marc - So che è solo una pole position e fatta sul bagnato, ma nella situazione da cui arriviamo e in cui siamo, è veramente una bella notizia per tutta la squadra team. Avevamo bisogno di una piccola motivazione e di una boccata di aria fresca nel box”.

Te lo aspettavi?
Nelle FP2 avevo capito che i tempi arrivavano facilmente,  così in qualifica ho attaccato ma senza esagerare, perché sul bagnato a volte è peggio se lo fai e poi Puig mi aveva chiesto di non farlo (ride). Ho preso comunque qualche rischio ed è bastato per essere in pole, domani sarà un’altra storia ma oggi così è andata così e dobbiamo essere felici. Non mi aspettavo di riuscirci così presto”.

Se la gara fosse asciutta non potrai ripetere queste prestazioni?
Domani tornerò alla mia posizione naturale. Mi piacerebbe lottare per il podio o per stare nei primi 5, ma non è questo il momento. Certamente ci proverò se avrò anche solo una piccola possibilità, perché è il mio carattere, ma domani sarà una lunga gara e so che qui faticherò. Prima bisognerà capire quale sarà il meteo, poi quali gomme e infine cercare di partire bene. I piloti più veloci mi supereranno, dovrò trovare la mia posizione. Se la gara fosse di 10 giri, direi ci sono, ma per 24 no. Dovrò stare calmo, ad Aragon potevo essere costante, ma qui a Motegi non potrò usare tutta l’energia a inizio gara. Sarà un buon test per me, oggi ho guidato non pensando ad altro ma domani dovrò gestire me stesso e la moto”.

Cosa significa essere lì davanti?
È una spinta molto importante, non per ora ma in vista del 2023. Quando sei difficoltà per così tanto tempo, è facile avere un calo, sotto ogni aspetto. Questa pole è importante per me, ma anche per il team, per i tcnici giapponesi, avevamo bisogno di un risultato questo tipo. Proverò a ottenerlo anche sull’asciutto, ma in questo momento non siamo pronti. Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che aiutato per tornare al top e la Honda, perché sta lavorando duramente”.

Dopo avere guidato la Honda a Misano, Aragon e Mugello, la trovi diversa da come la ricordavi?
Le sensazioni che sulla moto e i suoi punti deboli sono gli stessi del Mugello. Nella prima parte della stagione mi ero accorto di quei problemi ma poi mi ero abituato, ma tornato a Misano ho capito che niente era cambiato e ho iniziato a lamentarmi. Su questa pista i punti deboli si sentono meno, ma sono gli stessi anche sul bagnato, come i vantaggi”.

Sei però stato velocissimo.
Sul bagnato, per la prima volta, ho guidato come mi piace. Anche lo scorso anno ero competitivo in queste condizioni, ma guidavo in modo strano, ma non sapevo come facevo a essere veloce. Ora posso confermare che il braccio è in una posizione perfetta, con la pioggia sforzi meno i muscolo e posso tenerlo come voglio, questo mi dà tranquillità e la luce in fondo al tunnel è più luminoso. Sull’asciutto è tutto più difficile”.

L’ultima operazione è stata quindi un successo?
È una vittoria, ora posso avere una vita normale, senza sentire dolore tutti i giorni. Ora bisogna capire se è stata un successo anche per la mia vita professionale. Sul bagnato va bene, ma sull’asciutto dovrà ancora aspettare perché non so ancora qual è il massimo che potrò raggiungere, in inverno avrò la risposta”.

Intanto ti godi questa pole.
L’ultima volta era sta qui e il destino ha voluto che ci ritornassi sulla stessa pista. Sono accadute molte cose in questi tre anni, ho sofferto e sto soffrendo ancora, ma stiamo costruendo è la base per crescere. L’obiettivo nelle ultime gare è festeggiare i buoni risultati, anche questa mattina lo abbiamo fatto dopo le FP2 perché bisogna sapere da dove veniamo”.

Nel parco chiuso c’erano tutto lo staff di Honda.
Per loro è molto importante ottenere un risultato del genere su questa pista, lo è per tutti. Ora faremo una riunione e sono il primo che esige tanto, da me e dagli altri. Abbiamo fatto una pole ma sotto l’acqua, la realtà è un’altra. Non dobbiamo accontentarci, ma continuare a lavorare sapendo dove siamo”.

Hai una dedica?
Potrei dedicarla a tanti, ma la tengo per me perché sono io ad avere sofferto. Però in tanti mi hanno aiutato in questo periodo, so chi sono e li ringrazio molto”.

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