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MotoGP, Nakagami: "Marquez non ha alcuna colpa, ho avuto fortuna nella sfortuna"

"Per fortuna gli altri piloti sono riusciti a non travolgermi. La mano è in pessime condizioni, aspetterò il termine delle FP1 per decidere sul da farsi. Da Honda continuo supporto, le idee sono tante ma dobbiamo fare gruppo. Per Motegi ho un casco 'floreale', che ricorda l'autunno giapponese"

MotoGP: Nakagami: "Marquez non ha alcuna colpa, ho avuto fortuna nella sfortuna"

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Il GP di casa è sempre una tappa speciale per qualsiasi pilota del motomondiale. Lo sa bene Taka Nakagami, reduce tra l'altro da uno sfortunato incidente nello scorso GP di Aragon in cui dopo la caduta è rimasto nel centro della pista rischiando di essere travolto. Per sua 'fortuna', per le sue stesse parole, ne è uscito relativamente indenne, eccezion fatta per la sua mano che ha già subito un'operazione chirurgica e che con ogni probabilità limiterà di molto le sue prestazioni qui in Giappone. Un ritorno a casa col morale non ai massimi livelli quindi, complice anche una stagione difficile con una Honda in evidente difficoltà. Tutto quindi dipenderà dalle sue condizioni al termine delle FP1, ma il pilota giapponese non usa mezze parole e solleva Marc da qualsiasi colpa.

Lo scorso weekend di gara è stato veramente complicato per te, oltre all'incidente hai anche dovuto subire un'operazione alla mano.  Sono passati solo pochi giorni, quali sono le tue condizioni?
"A essere del tutto sinceri la mia mano non è nelle migliori delle condizioni - ci spiega il pilota giapponese - del resto è fisicamente impossibile recuperare in un paio di giorni. Dopo la gara ho capito che la mia mano era in pessime condizioni quindi mi aspetto delle condizioni di gara davvero difficili. Ho avuto il via libera dai medici ma credo che mi prenderò del tempo dopo le FP1 per decidere se correre effettivamente o fermarmi. Non sarà una decisione facile".

Il primo giro ad Aragon ha visto  sia te che Fabio coinvolti in un incidente con la moto di Marc. Puoi raccontarci cosa è successo dal tuo punto di vista?
"E' difficile avere una chiara visione delle cose in quei momenti è chiaro, ho provato a superare Marc alla curva 7, ma ho perso la traiettoria e Marc ha provato a recuperare la sua traiettoria in uscita dalla curva. In quel momento era chiaramente davanti a me, a quel punto deve aver attivato il dispositivo posteriore e la sua moto ha inaspettatamente virato alla sua sinistra. E' successo tutto in una frazione di secondo, ho provato a tenere le distanze col gomito ma è stato impossibile. E' stato un colpo di sfortuna, un incidente di gara che può succedere, Marc non ha nessuna colpa, quindi non ce l'ho con lui. Non sono neanche arrabbiato per l'infortunio, tutto sommato mi è andata anche bene, i piloti che arrivavano dietro di noi sono riusciti ad evitarmi nonostante fossi rimasto in mezzo alla pista".

La Honda quest'anno ha avuto delle difficoltà a rimanere al passo con le case rivali, ma negli ultimi test a Misano ha dimostrato tutta la sua volontà di colmare il divario in vista del prossimo anno. Sfortunatamente nella scorsa gara non c'è stato modo di provare la nuova forcella in alluminio, che ai test era sembrata dare risultati incoraggianti.
"Ho provato quella forcella e le sensazioni erano state molto positive. Marc l'aveva avuta ad Aragon ma come tutti sanno, neanche lui ha poi avuto modo di provarla in gara. Il piano è quindi di averla anche qui a Motegi, ma voglio essere chiaro ed onesto, non so quanto potrò essere utile al suo test con la mano in queste condizioni. Immagino che se avrò modo di mantenere un ritmo abbastanza costante potrò essere d'aiuto, ma questo dipenderà dalle mie condizioni al termine delle FP1".

La casa dell'ala dorata ha avuto delle difficoltà a livello di sviluppo nel 2022. Quali pensi ne siano le cause, e come potrebbe uscirne?
"Credo che gli anni di pandemia abbiano influito molto, specialmente a livello di comunicazione. E' possibile che alcuni ritardi si siano accumulati, cosa che non è successa alle case europee, e questo abbia contribuito alla nostra situazione attuale. Le idee però sono molte, e c'è la volontà evidente di migliorare, non si sono affatto arresi e stanno continuando anche ora ad aiutarci con lo sviluppo. Sono però stati anni molto difficili, quindi penso che adesso sia il momento per il gruppo, e mi riferisco anche al team e a tutti i tecnici, di rimanere uniti fino a che non ci saremo lasciati alle spalle questo momento".

Dopo tre anni di assenza, la MotoGP sbarca nuovamente qui a Motegi in Giappone. Per i fan sarebbe meglio una gara asciutta, ma forse nelle tue condizioni una gara bagnata potrebbe rivelarsi meno impegnativa per le condizioni della tua mano, se deciderai di proseguire il fine settimana di gara.
"Il tifone degli scorsi giorni e le previsioni future non lasciano molta speranza. Ovviamente per i fan sarebbe meglio un cielo sereno, se lo meritano dopo una attesa così lunga, e lo dico anche se come dici una gara bagnata forse si rivelerebbe migliore nel mio caso".

Quanto è importante per te tornare a correre qui, nel tuo GP di casa?
"Ovviamente è tra i miei circuiti preferiti, anche se purtroppo non lo affronterò nelle mia condizione ottimale. Ma la sensazione è estremamente positiva, percepisco di essere a casa non soltanto grazie alle persone che conosco nel paddock, ma anche da altre cose. Il poter parlare la mia lingua è una di quelle, e non è cosa da poco" - continua poi il pilota giapponese col suo buon inglese-
Tutto questo contribuisce a migliorare molto l'atmosfera attorno a me".

 

Hai anche un casco con una livrea speciale in occasione di questo GP.
"In occasione del ritorno qui in Giappone, ho voluto dedicare il mio casco all'autunno qui in Giappone. Il design rimanda molto all'estetica giapponese, quindi spero che i fan lo apprezzino".

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