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MotoGP, Miller: "Il punto di forza della Ducati è il compromesso...e 8 moto in pista"

"Abbiamo un sacco di dati da esminare. Se potessi chiedere ancora qualcosa alla Ducati, vorrei che la moto fosse più agile nelle curve. L'ultimo anno in Ducati? non ho rimpianti. Motegi? sulla carta abbiamo un vantaggio, ma le incognite sono molte, a partire dal meteo e dall'aderenza del tracciato"

MotoGP: Miller: "Il punto di forza della Ducati è il compromesso...e 8 moto in pista"

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Domenica si correrà il Gran Premio del Giappone, in cui la MotoGP è assente da tre anni a causa della pandemia, che in special modo nel Sol Levante, ha lasciato non pochi segni. E’ un Gran Premio importante per Miller,  cinque i rintocchi alla mezzanotte per l'australiano, che dovrà salutare la sua favola in Ducati per intraprendere la sua nuova avventua in KTM il prossimo anno. La seconda Ducati ufficiale è uno dei piloti di più esperienza sulla griglia, e l'australiano analizza le incognite all'alba di una gara che per molti piloti, chi per un motivo chi per un altro, affronteranno per la prima volta sulle MotoGP di ultima generazione.

“Sono molto felice di tornare qui in Giappone, nel continente asiatico - ha detto Jack - cercherò di fare un buon weekend di gara, poiché manchiamo da tanto tempo ed ogni passo che facciamo ci porta un po più vicino al circuito di casa. Nel complesso sono comunque carico e motivato per cercare di fare del mio meglio”.

L’australiano, che il prossimo anno lascerà la Ducati per la KTM, non recrimina nulla di questa stagione.
No, ho amato tutto finora della stagione, sia gli errori che le vittorie e i progressi,  il tempo è volato via in fretta, ma la mia mentalità è sempre rimasta quella di rimanere focalizzato gara per gara. Mi ha divertito tutto finora della stagione che ho fatto e non ho rimpianti”.

Qualcosa però Jack ha deciso di cambiare, ed è l’approccio alla gara.
“Sì, effettivamente ho cambiato approccio, prima cercavo subito il tempo. Avremo una sessione di un'ora, mi concentrerò dapprima sull'esaminare il circuito, saggiando le condizioni del tracciato per eventuali dossi e buche, poi mi  concentrerò sul passo gara e se lavoreremo bene fin da subito potrò pensare a fare anche un giro veloce. ln passato è capitato che ci siamo ridotti a concentrare tutto il lavoro al sabato, in Argentina mi sembra, e non è il migliore degli approcci ad un weekend di gara”.

Per quanto concerne la questione Ducati e sul dominio sulle gare, la moto è ovviamente la più competitiva di per se, ma cosa la rende così performante su circuiti così diversi tra loro? Miller sembra avere le idee chiare in proposito.
“La moto è fantastica, ma anche i piloti lo sono senza ombra di dubbio. Averne otto in pista è ovviamente un grosso vantaggio, già solo per i dati che riusciamo ad acquisire ad ogni gara. Del resto basta guardare i risultati dei piloti, compresi i nuovi arrivi. Nessuno dei piloti in sella a una Ducati è un pilota lento e credo che questo parli già da se della competitività di questa moto.  Credo che il grosso vantaggio forse sia proprio quello di riuscire a mettere assieme tutti questi pezzi, tutti questi dati, per comporre poi in qualifica il giro migliore possibile. Ma tutto ciò non è stato possibile dal giorno alla notte. Sono qui dal 2019, e l'esser riusciti a sviluppare una moto in grado di essere performante in ogni condizione, sia che l'asfalto sia asciutto o bagnato, sia che il tracciato abbia più o meno aderenza, tutto questo fa la differenza durante un campionato. Penso che piuttosto che avere una moto ottimale in condizioni specifiche, l'aver trovato un buon compromesso che funzioni ovunque è il nostro reale punto di forza ”.

Con cinque gare alla conclusione è naturale pensare a come sarà la MotoGP nel 2023 ed al futuro. Se fossi rimasto in Ducati, cosa chiederesti ancora alla tua moto?
“Penso che migliorerei ancora la moto nel modo in cui affronta le curve. Hai ancora una delle moto più pesanti del lotto e quindi è ancora molto impegnativo riuscire a farle tenere la traiettoria che si desidera, questo senza snaturare però il carattere della Ducati. Credo ci stiano già lavorando , ad Aragon ad esempio avevamo un problema del genere che mi faceva perdere qualcosa, mi faceva perdere quella traiettoria ideale e quindi quei 2 metri che in accelerazione possono fare la differenza”.

E’ sempre impossibile predirre il risultato di un Gran Premio, ma questo tracciato con i suoi molti punti di frenata e ripartenze dovrebbe poter favorire molto le Ducati. Miller sembra essere d'accordo.
Penso di sì, sulla carta l'abbassatore posteriore esiste proprio per circuiti come questo. I molti punti di frenata e accelerazione e frenata dovrebbero favorire la nostra moto, ma non dimentichiamoci che non corriamo qui dal 2019, e non soltanto le nostre moto sono cambiate moltissimo in questo lasso di tempo. Mi sembra di ricordare che fu proprio in questo circuito in cui iniziammo ad utilizzare il dispositivo per le partenze, mentre fu in Tailandia dove iniziammo ad utilizzarlo anche in gara. Molte però sono ancora le incognite, dobbiamo vedere come si comporteranno le gomme, oltre alle condizioni meteo. Anche il livello di aderenza del tracciato è una vera incognita, ha un colore tra il grigio ed il marrone, ma non ho idea di quanto sia stato utilizzato in tempi recenti. Ciò che è certo però è che i tempi al giro saranno sicuramente migliori di quelli del passato” - ha poi concluso l'australiano.

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