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MotoGP, Marquez: "Per un giro posso guidare come voglio, in gara ancora no"

"La vecchia moto era arrivata al limite, ma sono gli ingegneri a decidere la direzione. Motegi metterà molto sotto stress il braccio, non so se domenica avrò problemi"

MotoGP: Marquez: "Per un giro posso guidare come voglio, in gara ancora no"

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Dopo il passo falso di Aragon, se così si può chiamare, Marc Marquez affronterà la sua prima vera gara dal suo ritorno a Motegi, in casa della Honda. Lo scorso fine settimana era iniziato con buone sensazioni, ma il contatto con Quartararo e poi il problema quando ha azionato l’abbassatore (un pezzo di carena di Fabio ha bloccato la ruota posteriore ed è andato a sbattere contro Nakagami) ha vanificato tutti gli sforzi.

L’obiettivo era fare chilometri e finire gara, ma sfortunatamente ho completato un solo giro - ha ricordato - Sono deluso soprattutto perché mi sentivo pronto sul passo gara, sarei potuto essere veloce con gomme usate. È andata così e se da un parte sono stato sfortunato, dall’altra sono stato fortunato che non sia successo nulla di grave nei due incidenti. Ora bisogna concentrarsi su Motegi, sarà una pista diverse e pioverà, ma sarà un fine settimana importante perché in questo circuito il nostro test team  prova molto e continueremo a pensare al 2023”.

La pista giapponese mette anche a dura prova il fisico.
Anche Aragon - ha sottolineato lo spagnolo - Una cosa è fare un test, come quello di Misano, e un’altra intensità di un fine settimana di gara. Certamente Motegi metterà molto sotto stress il mio braccio, perché si sono tante frenate lunghe prima di curve a destra, dovrò gestire bene le mie condizioni fisiche. Ad Aragon sapevo che non avrei avuto problemi per la gara, forse qui sarà il contrario. Lo capirò dopo i primi turni di prove.

Marquez è ancora lontano dalla migliore forma fisica, ma le indicazioni che ha avuto in Spagna gli hanno detto che la strada presa è quella giusta.
Ad Aragon faticavo molto la mattina, ma meno il pomeriggio. In questo momento, per un giro singolo posso guidare come voglio, ma mi serve rafforzare la muscolatura per farlo per più giri. Qui se l'obiettivo fosse quello di ottenere un risultato, vorrei piovesse. Il bagnato ci toglie un po' di stress fisico, ma ci dà anche il tempo di continuare a provare cose e se è asciutto abbiamo una serie di punti positivi, mentre se è bagnato dobbiamo vedere dove siamo perché questo è un circuito dove l'accelerazione è molto difficile e anche la frenata è molto difficile, sia sull'asciutto che sul bagnato”.

La trasferta in Giappone, però, non è solo importante per mettere alla prova il proprio fisico.
È importante essere qui, siamo sempre in contatto con il Giappone ma vedersi faccia a faccia è meglio - ha spiegato - Visitare la sede della HRC è stato importante  vedere quello che stanno facendo e motivarli. C’erano tutti dirigenti, a partire dal presidente, e loro sanno dove sono e dove vogliono arrivare, io sono qui per aiutarli. Come sapete, l'HRC ha cambiato il logo e la struttura è cambiata. Si sono fuse e logicamente un'azienda così grande ha bisogno di tempo, ma a poco a poco. È necessario che le aziende e le forze della MotoGP e della F1 si fondano per lavorare insieme, il che sarà positivo per noi”.

Tutte le Case giapponesi stanno soffrendo rispetto a quelle europee e Marquez ha un’idea sul motivo.
“In questi due ultimi anni segnati  dal Covid, tutti i costruttori giapponesi hanno faticato, perché era più difficile per loro stare  in Europa ed è complicato lavorare da qui - la sua opinione - Tutto ciò ha avuto una grande influenza e europei hanno avuto una atteggiamento aggressivo per migliorare. Però, penso che con le enormi strutture che anno qui ci sia il  potenziale per tornare al top e lottare per campionato. Io credo in loro, Honda è il più grande costruttore del mondo”.

Cosa pensi del campionato attuale?
"Bagnaia è quello che sta facebdo la migliorla migliore seconda parte della stagione, anche perché ha la moto migliore. Aleix ha una moto molto buona, ma già ad Aragon si è difeso e ha avvertito che i suoi circuiti deboli erano passati. Fabio invece è quello che sta guidando al di sopra del livello della sua moto, sta tirando fuori magie, come facevano i piloti in passato quando ci si giocava un campionato, e credo che sarà interessante. Pecco va veloce in tutte le condizioni, in acqua va veloce, sull'asciutto va veloce e va su tutti i circuiti".

La rivoluzione è già iniziata, la moto di quest’anno è concettualmente molto diversa a quella del passato. Il problema è che non funziona (ancora) bene.
Prima di tutto, è vero che avevamo fatto delle belle cose con vecchia moto, ma avevamo raggiunto il suo limite - ha sottolineato Marc - Il concetto di quella di quest’anno è totalmente nuovo e sono i tecnici a dovere capire se continuare su questa strada o meno. Io non sono ingegnere, posso solo dare mie impressioni. Non conosco numeri e, come tutti i piloti, voglio solo una moto che funzioni bene”.

Ad Aragon Marc ha anche incontrato Quartararo dopo l'incidente. E' stato difficile?
"No è andato bene,molto bene, alla fine è stato un incontro molto onesto. Mi ha detto che voleva passarmi dalla terza alla quarta posizione e io ho fatto un piccolo errore, non troppo grande, lui è andato un po' indietro perché la gomma non era ancora alla giusta temperatura e questo è quello che è successo. Fortunatamente sta bene, ma nel complesso è stato un incontro molto onesto e semplice".

Come pensi che finirà il mondiale?
"Fabio è ancora davanti, dipende da lui e credo che ci saranno dei circuiti molto buoni per lui. Ad Aragon, che è uno dei circuiti deboli o dove non ha fatto bene, credo che stesse lottando per il podio, ma non dirò un nome o scommetterò su un pilota".

Hai anche tu un nuovo disegno del casco.
"Sì, a maggior ragione visto che manchiamo dal 2019, in Shoei mi hanno raccontato deò gatto portafortuna, un rituale che si fa anche con alcuni gadget portafortuna, e ho detto: "Beh, se questo è un portafortuna allora venite qui perché ne abbiamo bisogno, non ne abbiamo avuta negli ultimi anni".

 

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