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MotoGP, Bagnaia-Bastianini, una sfida al limite ad Aragon: ecco il duello ai Raggi X

L’ANALISI - Enea è stato un martello e i cronologici svelano quanto fossero al limite e in un altro emisfero i due piloti Ducati, soprattutto nel confronto con gli avversari

MotoGP: Bagnaia-Bastianini, una sfida al limite ad Aragon: ecco il duello ai Raggi X

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Enea Bastianini e Pecco Bagnaia ci hanno tenuto con il fiato in gola fino all’ultimo metro del Gran Premio di Aragon. Alla fine a spuntarla è stato il romagnolo, che nel corso dell’ultima tornata ha trovato il varco vincente per soffiare la quinta vittoria consecutiva al piemontese.

Per capire che tipo di sfida sia stata tra i due, specialmente nel finale, ci affidiamo ai cronologici, che ci descrivono al meglio la realtà dei fatti. Guardando i numeri, la prima cosa che possiamo fare è un plauso a scena aperta ad entrambi i piloti, perché al Motorland hanno dimostrato di essere in un altro emisfero rispetto alla concorrenza.

Per maggiori informazioni andarsi a vedere soprattutto gli ultimi cinque giri, dove la coppia di testa si giocava la vittoria, girando circa sette decimi più veloci a tornata rispetto ad Aleix Espargarò, impegnato nella bagarre con Binder per il gradino più basso del podio.

Mentre Pecco ed Enea si attestavano sull’1’48” basso, il portacolori Aprilia è sceso in una sola occasione sotto il muro dell’1’49” dal 19° al 23° giro, a conferma di quanto fosse alto il livello dei due alfieri della Casa di Noale. Per farla breve: nelle ultime cinque tornate Aleix ha incassato la bellezza di circa tre secondi dalla coppia Ducati.

Adesso concentriamoci però su quella che è stata la bagarre tra le Rosse, vinta da Enea, il quale ha utilizzato il fioretto e la sciabola per soffiare il successo a Pecco nel corso dell’ultimo giro. Dopo aver siglato il suo best lap al quarto passaggio in 1’47”929, a tal punto da essere l’unico insieme a Marini sotto il muro dell’1’48” di tutta la gara, Bastianini ha continuato ad attestarsi sull’1’48” basso, nonostante il largo nella esse in discesa, dove ha realizzato 1’49”653, ovvero il suo giro più lento.

Lasciato alle spalle l’errore, Enea è poi tornato a martellare, mettendo nel mirino la Ducati di Pecco Bagnaia. A nostro avviso il romagnolo ha fatto la differenza nelle ultime sei tornate, dove con le gomme spremute si è rivelato una sorta di francobollo. Negli ultimi sei giri, infatti, l’alfiere Gresini è sempre rimasto sull’1’48”3, rimanendo attaccato agli scarichi della GP22 di Pecco.

Dal canto suo Bagnaia ha cercato di mantenere lo stesso ritmo del rivale fino all’ultimo, ma non ha potuto fare altro che concedere l’onore delle armi con quell’1’48”560 realizzato all’ultima tornata, dove ha lasciato campo aperto al rivale.

Ad Aragon Bastianini e Bagnaia hanno dimostrato di essere a un livello inarrivabile per la concorrenza e non possiamo fare altro che riconoscere il loro valore espresso in pista Non vediamo l’ora di ritrovarli nuovamente in bagarre tra una settimana a Motegi.

Ah, giusto la cronaca: un anno fa Bagnaia e Marquez, che ad Aragon si giocarono la vittoria, furono circa otto decimi-un secondo più lenti a giro rispetto a quest’anno. Ovviamente non vogliamo addentrarci nel fare paragoni, dato che i due si sorpassarono diverse volte, inoltre le condizioni della pista erano diverse, così come le moto, meno evolute rispetto ad oggi.

 

 

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