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Brixton Cromwell 1200, inglese con passaporto austriaco

Si allarga la gamma della casa austriaca, nata intorno alle piccole cilindrate e che ora punta a far concorrenza addirittura a moto come la Triumph Bonneville T120

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Il marchio Brixton è ancora giovane, essendo nato nel 2015. Fa parte del gruppo austriaco KSR, storico importatore e distributore che recentemente ha intrapreso la strada per diventare costruttore vero e proprio, oltre che con questo nuovo brand, anche con l’acquisizione dei marchi Malaguti e Lambretta.

DALLE 125 ALL’AMMIRAGLIA 1200

Il debutto della Cromwell segna l’entrata in un segmento inedito per Brixton, che mantiene però il suo stile nell’estetica, come dimostrano ad esempio le ruote a raggi, il serbatoio a goccia e tutto il look classico. La moto appare da subito davvero ben curata, la qualità percepita è elevata e senza cadute di stile. Siamo di fronte ad un prodotto concepito in Europa, ma realizzato e prodotto in Far East, senza che questo possa essere però evidente, anzi troviamo componentistica di livello e tanta tecnologia.

Il bicilindrico parallelo ha una cubatura di 1.222 cc, sviluppa un’interessante potenza massima di quasi 82 cv a 6.500 giri, mentre la coppia è davvero degna di nota, sia per il valore massimo di ben 108 Nm, che per il contenuto regime a cui arriva, appena 3.500 giri. L’unità è inedita e moderna, perché pur essendo sviluppata per una moto dal look classico, non mancano il ride by wire, abbinato a due modalità di guida (Eco e Sport), il Traction control e perfino il Cruise control. La tecnologia si evidenzia anche con i fari full led e la strumentazione con schermo TFT, che di classico ha la forma e il tachimetro che ricorda quello analogico, ma che è tutta digitale e completa.

Sempre nell’ottica della qualità percepita, sono state adottate entrambe le leve con regolazione, sia per freno anteriore che per frizione, mentre passando alla ciclistica, il telaio nasconde nella zona davanti al motore il radiatore, è in acciaio, molto tradizionale e non è certo votato al contenimento del peso, come dimostra il dato in ordine di marcia, di ben 235 kg. Non è proprio un fuscello, ma la moto risulta essere molto ben equilibrata. I bei cerchi a raggi sono da 18” all’anteriore e 17 dietro, mentre l’impianto frenante è marchiato Nissin, con due dischi da 310 mm davanti e uno singolo da 260 al posteriore. Sia forcella che mono sono KYB, con quest’ultimo dotato di precarico regolabile.

ALLA GUIDA DELLA RIVALE DELLA BONNEVILLE T120

Al manubrio la Cromwell 1200 si svela una moto inattesa, con un suo carattere decisamente marcato, nel bene e nel male. Il sound del bicilindrico si fa molto apprezzare ed ha un qualcosa di retrò nelle tonalità che esprime, ma l’elettronica gli tiene le briglie o troppo corte o eccessivamente lunghe. Dalle due modalità di guida emergono infatti configurazioni agli estremi opposti, con la Eco molto tranquilla, mentre in Sport l’erogazione è diretta e decisamente poco filtrata. La posizione di guida è buona, con la triangolazione pedane, manubrio sella che offre un buon comfort, ma asseconda bene anche una guida più “attiva” nel misto.

La Cromwell 1200 sembra però dare il meglio di se andando a passeggio, malgrado il bicilindrico abbia doti decisamente interessanti, sia per quanto riguarda la potenza, ma soprattutto per la gran coppia che arriva subito. Il tiro è deciso fin da regimi bassi, mentre a 3.000 – 3.500 giri spinge davvero aggressivo. L’on off si fa sentire solo in modalità Sport, mentre sparisce quasi del tutto nella Eco, che di fatto è quella standard. La Cromwell 1200 si accende infatti in questa modalità ed occorre tenere premuto per alcuni secondi il tasto per passare eventualmente in Sport. Analogamente anche il controllo di trazione, se viene spento, si riattiva al successivo spegnimento / riaccensione.  Le vibrazioni sono contenute, avvertibili di fatto solo ad andature autostradali. Non scalda troppo, mentre la ciclistica è promossa, fa il suo lavoro in modo ottimale, le reazioni sono sempre sincere ed intuibili, anche se l’asticella del limite non è elevatissima. Le soluzioni adottate non sono infatti delle più raffinate (soprattutto mancano di fatto le regolazioni) e la Cromwell 1200 non vuole certo essere una proposta che faccia della sportività la sua carta vincente. Difetti? Il carattere e il compromesso in termini di sportività non sono a nostro avviso un limite di questa moto, ma piuttosto una caratteristica. L’unico appunto che ci sentiamo di farle riguarda invece la pur bella e completa strumentazione TFT. Il display è ben visibile anche in piena luce, ma la scelta grafica in Eco produce un risultato piuttosto affollato, con qualche difficoltà a trovare il singolo dato senza distogliere troppo lo sguardo dalla strada. Abbiamo infatti in una porzione contenuta del display il livello carburante, la temperatura dell’acqua, la marcia e la modalità inserita, l’orologio ed il dato sui chilometri percorsi. Meglio per velocità e contagiri, che replicano la grafica degli strumenti analogici e sono più facili ed immediati nella lettura. Passando in Sport la grafica è totalmente diversa e più fruibile, ma parte dei dati non sono disponibili.    

PREZZI, COLORAZIONI E DISPONIBILITÀ

La Brixton Cromwell 1200 ci ha saputo sicuramente sorprendere e, seppure con qualche piccolo difetto, ci ha abbastanza convinti. Lo fa ancora di più se si confronta il suo prezzo con quello delle concorrenti più blasonate, che si fanno pagare circa 3 mila euro di più in questo segmento. Il listino vede infatti un prezzo di meno di 10 mila euro, 9.999 per la precisione, con tre colori disponibili: nero, verde e grigio. La più vicina delle rivali è forse la Kawasaki Z 900 RS che parte da poco meno di 13 mila euro, ma l’avversaria a cui punta la Cromwell 1200 è principalmente la Triumph Bonneville T120, a listino a 13.250 euro.

Quanto ai consumi, il serbatoio da 16 litri promette autonomie da gran turismo, ben oltre la soglia dei 300 km, visto che in uso extraurbano si possono percorrere quasi 25 km/l.

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