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Moto3, Biaggi: "quei due meccanici contrari all'etica dello sport e del team"

VIDEO "La sanzione comminata dall'IRTA è stata giusta, ed anche la multa. La mia parte sarà anche più pesante. Ci sarà un provvedimento più mirato. Pensavo di aver visto tutto e non auguro a nessuno di gestire una situazione come questa"

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Max Biaggi ieri è stato l'involontario protagonista dei titoli che hanno riguardato il comportamento di due suoi meccanici. Il fatto è noto: la singolare coppia durante le qualifiche ha provato a fernare Fernandez mentre usciva dai box, presumibilmente per seguire Sasaki. Una fatto che ha comportato multa e sanzione ai due colpevoli da parte dell'IRTA, ma anche la riprovazione del sei volte iridato.


"Io ero lì, è stata una cosa non richiesta e lontana dall’etica di questo sport e di questo team - ha detto Biaggi, che ha aggiunto - per questo ho chiesto subito scusa a Fernandez. Subito dopo sono andato dai due meccanici. Uno di loro ha provato a giustificarsi: ci siamo avvicinati per vedere la moto…l’altro invece si è scusato, 'abbiamo fatto una stupidaggine', ha ammesso. Magari non è stato pericoloso, ma è di una bruttezza disumana si. Me ne vergogno, è la mia squadra. La sanzione è stata valida, e anche la multa. La mia parte sarà anche più pesante. Ci sarà un provvedimento più mirato. Pensavo di aver visto tutto e non auguro a nessuno di gestirla. I due meccanici non erano lì per caso, si erano messi d’accordo. E’ stata una iniziativa personale e premeditata. Non volevano che Sasaki fosse seguito, ma i piloti in pista se la sbrigano da soli".

Non è stato questo l'unico brutto momento della Moto3: c'è stata anche la ridicola uscita dai box con alcuni piloti che hanno spento le moto.

"Condivido il fatto che il potere in un team sia piramidale. Come uscire, cosa fare: è tutto delineato. E’ anche vero che nessuno prende delle iniziative. A volte ci sono dei piloti in sostituzione del titolare infortunato che hanno buttato giù dei colleghi: è stato il caso di Sasaki alla quarta curva del primo giro. Anche la scelta dei piloti andrebbe maggiormente curata".

La chiosa finale è ancora per i due meccanici.

"Quando uno ha un team, questo è come una famiglia, avrei voluto poterli difendere, ma è stato impossibile. Le cose vanno dette. Non vorrei essere qui a spiegare".

 

 

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