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SBK, Redding: “In BMW finalmente mi stanno ascoltando, credono in me”

"Abbiamo trovato una buona base, ma la mancanza di potenza è frustrante. Quando sono arrivato in BMW mi davano per finito, ora voglio vincere!"

SBK: Redding: “In BMW finalmente mi stanno ascoltando, credono in me”

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Ottimo secondo posto per il pilota inglese Scott Redding, che ha potuto beneficiare delle cadute dei due piloti più veloci. Dopo una prima parte di gara in cui si è dimostrato molto veloce, il pilota della casa di Monaco, ha dovuto arrendersi alla velocità di Bautista, che a metà gara ha cambiato passo staccandolo di alcuni secondi.

È un secondo posto di cui essere contenti, perché Scott non ha trovato subito l’amore con la sua BMW. Risultati come questo sono frutto di un lungo lavoro di adattamento alla moto da parte del pilota, e di affinamento del mezzo da parte dei meccanici, che hanno creduto nella potenzialità espressa da Redding. ll lavoro e la fatica emergono dalle parole di Scott, che dopo questo bel risultato si è lasciato andare raccontandoci del suo percorso con la moto bavarese.

“Come a Most avevamo un buon passo" inizia subito "ma avremmo avuto bisogno di lavorare di più sull’elettronica per avere più feeling, è un aspetto che necessita di molto lavoro. La uso in maniera un po’ diversa dagli altri. Qui mi sentivo bene, a un certo punto ho creduto di poter ottenere qualcosa in più ma è una cosa che richiede che vada tutto bene. Le qualifiche sono una parte di queste cose, e anche la partenza ha un peso. Nei primi giri sono andato molto forte, anche se di solito è una fase in cui fatico. Abbiamo fatto un po’ di punti, ma devo migliorare a metà gara, in cui fatico, ho perso anche un po’ di concentrazione, la mancanza di potenza è frustrante. É una situazione che ti porta a spingere molto in frenata surriscaldando l’anteriore, portandoti a rischiare. 20 punti comunque sono molto buoni, ora dobbiamo migliorarci ancora, sono contento che siamo tornati davanti e abbiamo trovato una buona base”.

É la frenata il punto in cui puoi fare la differenza?
“Soffriamo molto in velocità massima rispetto a Alvaro. Rispetto agli altri abbiamo un po’ meno grip in uscita o stabilità in frenata. L'importante adesso è avere una buona base su cui lavorare. Sento che siamo competitivi, ci manca quel passo per stare con i primi. Verso la fine stavo tornando su forte, il che vuol dire che ho gestito bene le gomme. Ci sono molte variabili da controllare, ma quando la differenza sul dritto è così ampia, non c’è nulla da fare”.

Pensi che avresti avuto la possibilità di combattere con Jonathan e Toprak?
“Con Jonathan forse, Toprak quando qui è in forma è molto veloce. Vedremo domani, preferisco quando il secondo posto arriva con tutti in pista. La gara sarà completamente diversa, ci saranno due piloti in più da battere. Toprak è riuscito a stare in piedi?".
É caduto alla fine della ghiaia.
“Cazzo, finché l’ho visto io era impressionante".

Pensi che potrai lottare per il podio nelle prossime gare?
“Sì, sai qui non me l’aspettavo e ci siamo riusciti. Non sarà facile. Ci sono alcuni tracciati in cui soffriremo di più e altri in cui potremo dire la nostra. A Barcellona sarà difficile per noi, ma possiamo solo lavorare duro e fare del nostro meglio. Devo massimizzare il potenziale della mia moto. Non ho paura di provare novità se sarà necessario. A volte abbiamo reso la direzione sbagliata ma è perché stiamo cercando di scoprire quella giusta da prendere e stiamo migliorando".

Senti che ti stai prendendo una sorta di rivincita?
“Sì, quando ho preso questa decisione ne ho sentite di ogni sui media: che l’avevo fatto per i soldi, che la mia carriera sarebbe finita. Tutto questo mi ha spinto a fare meglio, a dare il massimo. Ho detto al team che avremmo dovuto dare il massimo ma che ci saremmo avvicinati e così è stato. Da Aragon ad oggi il peggio è passato”.

Quando hai firmato avresti pensato di essere a metà classifica a questo punto?
“Non sono venuto in BMW per i soldi. I soldi non ti cambiano la vita e questo è il mio lavoro. Quando ero con Ducati ero confuso su alcune cose. Quando ho firmato il contratto ho detto che avrei voluto vincere con questa moto. Ho sentito troppo odio su di me e sentivo di dover fare qualcosa. Dopo Aragon pensavo di aver fatto uno degli errori peggiori della mia carriera e mi sono chiesto dove stessi andando. Avrei potuto accettarlo o cercare di spingere ancora di più. Ho pressato il team, c'è stata molta tensione per alcune gare ma non avevo altre opzioni e loro mi hanno supportato. Ma ora siamo qui, siamo arrivati”.

Con i tuoi risultati dello scorso anno come avrebbero potuto non ascoltarti?
“Sì hai ragione, ma quando arrivi da un altra moto, la prima cosa che ti dicono è di adattarti a quella nuova. Ho guidato molto molte moto con cui sono stato veloce, e mi adatto velocemente anche alle piste nuove. Ma qui il discorso era differente: sono 4 anni che vanno in una direzione e io ho provato a tirarli dall’altra. Sono 20 persone contro una ma io capivo che il limite non era il mio. Così prima ho dovuto dimostrargli di essere veloce e dopo mi hanno seguito. Gli ho dimostrato di sapere cosa voglio e me lo hanno dato. Per fortuna hanno creduto in me e ce la stiamo facendo. I risultati stanno arrivando”.

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