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MotoGP, Dopo i test di Misano: Yamaha ritrova i cavalli, Honda Marc Marquez

Il ritorno in sella del campione spagnolo, la M1 finalmente veloce, gli affinamenti di Ducati e Aprilia: ecco cosa ci ha detto la due giorni di prove

MotoGP: Dopo i test di Misano: Yamaha ritrova i cavalli, Honda Marc Marquez

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I test di Misano sono andati in archivio, due giorni fondamentali per gettare una prima occhiata all’anno che verrà, ma non solo. Nei box e in pista si sono viste alcune novità in vista del 2023, ma anche altre che potranno venire comode per le gare finali della stagione. Senza dimenticare il ritorno in sella di Marquez dopo 100 giorno, che ha eclissato la tecnica.

Diamo un uno sguardo più dettagliato su cosa è successo.

Yamaha: pioggia di novità e di cavalli

Era da tanto tempo che non avevamo così tante cose da provare” si mormora fuori dai box di Yamaha mercoledì sera. Telai, certo, ma soprattutto evoluzioni di motore. Luca Marmorini, l’ingegnere ex Formula1 a cui Iwata si è rivolta per risolvere i suoi problemi, è stato attento osservatore per la due giorni. La base del 4 cilindri in linea non è cambiata, ma le mosse fatte sono quelle che servivano.

A un certo punto il nome di Quartararo è stato il secondo nella classifica delle velocità massime, scia o non scia, è stato un risultato inedito per la M1, nonostante Misano non sia esattamente il circuito in cui si superi il muro del suono in rettilineo. I sorrisi di Fabio e Morbidelli hanno confermato le impressioni: la strada è giusta e i cavalli sono arrivati. Suzuki aveva già dimostrato di potere tenere (almeno) test ai V4 e ora anche Yamaha ci è riuscita.

È la notizia più importante, più del tempo del francese sotto il record (la classifica dei test la trovate in fondo all’articolo) perché poco indicativo su una pista in condizioni più che perfette dopo tanti giorni. L’unico punto negativo è che Quartararo - come lui stesso ha sottolineato - non potrà logicamente beneficiare di tutto questo nella lotta finale contro Bagnaia.

Honda: Marquez ridicolizza i compagni di marca

Non guidava una MotoGP da 100 giorni, si era allenato in palestra per appena due settimane ed è stato il pilota Honda più veloce dei test. Marc Marquez ha dimostrato ancora una volta di essere il salvatore della Casa di Tokyo. È stato 65 millesimi più veloce di Espargarò, un decimo e mezzo di Nakagami e due decimi abbondanti di Alex. Il fatto che tutti questi siano in partenza (con l’unico dubbio di Takaaki) non migliora le cose.

Che la RC213V abbia problemi è palese, ma la prestazione di Marc getta dei dubbi su chi la sta guidando. Intanto lo spagnolo ha chiuso 100 giri in due giorni e pensa di tornare ad Aragon.

Dal punto di vista tecnico novità se ne sono viste, ma non al solito livello di HRC. La nuova carena (chiaramente ispirata a quella di Aprilia, per essere gentile) sembrava essere stata preparata all’ultimo minuto, grezza e piena di nastro americano, ben diverso da quanto ci avevano abituato gli ingegneri giapponesi, che hanno sempre curato ogni particolare come fosse destinato alla produzione. Dall’esterno, sembra il sintomo di quella confusione generale di cui parlava Marquez in Austria. Il suo ritorno servirà a suonare la sveglia, anche perché ai test di Valencia mancano appena due mesi e lì servirà un prototipo 2023 che funzioni.

Ducati e Aprilia lavorano sui dettagli, KTM in attesa della rivoluzione

Le due moto più in forma in questo momento sono Ducati e Aprilia, infatti i rispettivi tecnici non hanno usato i test per stravolgere i rispettivi progetti. Da Borgo Panigale sono arrivati due telai con l’obiettivo di rendere la Desmosedici più simile alla Yamaha in curva (esattamente come i tecnici giapponesi stanno cercando di avvicinarsi alla Rossa in rettilineo) e le prime impressioni sono state buone.

Anche da Noale è arrivato un nuovo telaio, che a Vinales è piaciuto talmente tanto da volerlo usare già ad Aragon. Per il resto, tante prove e dati su cui pensare la moto per il prossimo anno.

E KTM? L’impressione è quella di assistere alla quiete prima della tempesta, positiva s’intende. Un primo prototipo della RC16 2023 l’ha usato Pedrosa, comprese alcune evoluzioni al motore. Dall’esterno si intuiva poco, ma sicuramente il progetto ha bisogno di una buona mano di vernice per salire di livello.

LA CLASSICA COMBINATA DEI TEST

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