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MotoGP, GP di Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Dovizioso saluta, ma non lascia il campo scoperto. Bagnaia e Bastianini sono già pronti a raccogliere il testimone, Marini quasi

MotoGP: GP di Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Misano, ora dell’addio. Per Dovizioso, che saluta e si gode una festa per quella vittoria che è stata la sua carriera. Se ne va, ma non lascia il campo sguarnito. Ci sono Bagnaia e Bastianini che raccolgono il testimone e trovano anche il tempo per un po’ di spettacolo (che piace a tutti tranne che a Domenicali). C’è anche Marini, sempre più a suo agio in MotoGP.

Hanno tutti una Ducati, quella che manca a Quartararo, che mastica amaro e si affida a un piazzamento.

Verranno giorni migliori per Fabio, come quello che hanno vissuto Lopez e Foggia.

IL BELLO – Belli Bagnaia e Bastianini, il prossimo anno compagni di squadri e già rivali. Quello che valgono lo hanno fatto vedere negli ultimi giri, quando hanno salutato la compagnia di Vinales e hanno deciso di decidere la gara in famiglia. Ha vinto il migliore ed è arrivato secondo il migliore, per lo spettacolo offerto è un pari merito a prescindere dalle posizioni sul podio.

Capitolo (ultimo) Dovizioso. L’antidivo si è scoperto star, fra bandiere, cori, abbracci e saluti. Andrea se lo meritava, non solo per quello che ha fatto in pista, ma anche per com’è fuori. Non ha mai cercato le luci della ribalta, eppure su quel palcoscenico ci sta alla perfezione. Ci mancherà.

IL BRUTTO – Per Fabio Quartararo le cose si stanno mettendo male, e non è colpa sua. Il Diablo non è all’inferno ma in purgatorio, su una Yamaha che ha il fiato corto quando deve inseguire le Ducati. Il francese non può fare un miracolo ogni domenica. Resta in attesa di piste amiche, ammesso che ce ne siano.

IL CATTIVO –Non sei professionale e ti lasciamo a casa”. Remy Gardner ha spiegato così il benservito ricevuto dalla KTM. Vincere un titolo (in Moto2) per loro non è stato sufficiente, sono bastate poche gare in MotoGP per metterlo alla porta. Avanti un altro, in questo caso Augusto Fernandez. Il consiglio per lo spagnolo è tenere il curriculum pronto.

LA DELUSIONE – Dopo il volo di Silverstone è andato tutto storto. Aleix Espargarò era al settimo cielo in quel momento, da lì è iniziata la sua planata, mentre Vinales prendeva quota. A Misano non si è visto, perso nel gruppo. Una gara da sufficienza stiracchiata, ma contro Quartararo e Bagnaia serve bene altro.

LA CONFERMA – Le carene del team VR46 erano un’opera d’arte (firmate da Mad Dog Jones) ma solo una è rimasta senza graffi. Ci ha pensato Luca Marini a incorniciarla con un’altra gara convincente. Il podio non è arrivato, ma Quartararo non è passato. Un bel regalo per se stesso e per l’amico Bagnaia.

L’ERRORE – Uno? Di più. Avevano iniziato il lavoro Vietti, Antonelli, Dalla Porta e Pasini in Moto2, lo hanno continuato Bezzecchi, Morbidelli e Di Giannantonio in MotoGP. Si cade e ci si rialza, ma rimanere in piedi è meglio.

LA SORPRESA – Alonso Lopez da Madrid, altra scommessa vinto da Boscoscuro, che ha guadagnato una vittoria e ci ha rimesso un cupolino. Va bene lo stesso, perché lo spagnolo si poteva permettere di tutto dopo la gara che ha fatto a Misano.

IL SORPASSO – Quello di Dennis Foggia, per la vittoria. La terza consecutiva a Misano, che lo rilancia in classifica nella giornata nera di Garcia. Il romano si era messo un orologio sul casco per ricordarsi che era tempo di rimontare, la sveglia è suonata.

LA CURIOSITA’ – Il tassista ufficiale della MotoGP è Jack Miller, ma Fabio Quartararo ha un futuro come parcheggiatore. Durante la gara della Moto3 ha spinto la moto di Ayumu Sasaki per quasi tutta la corsia box. Coi tempi che corrono, meglio avere sempre un piano B.

IO L’AVEVO DETTO – Quartararo il sabato: “la penalizzazione a Bagnaia è un vantaggio da sfruttare”. Sicuramente, ma non per lui.

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