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Marini: “Per la MotoGP è l’inizio di una nuova era, lo show non manca”

“In passato la ritenevano più coinvolgente in quanto i soliti 3-4 piloti si giocavano sempre la vittoria, oggi invece possono riuscirci tutti. Il merito di Rossi è di aver saputo catturare l’attenzione dei tifosi per tanti anni. Il processo richiede tempo perché siamo tutti dei piloti giovani"

MotoGP: Marini: “Per la MotoGP è l’inizio di una nuova era, lo show non manca”

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Nella domenica della doppietta tutta italiana con Francesco Bagnaia ed Enea Bastianini su Ducati a farla da padroni e del ritiro di Andrea Dovizioso, Luca Marini ha eguagliato il suo miglior stagionale al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Alla seconda quarta posizione consecutiva, il portacolori Mooney VR46 Racing Team è rimasto con pieno merito in scia ai battistrada per lunghi tratti della gara, salvo poi perdere terreno nella seconda parte e chiudendo ai piedi del podio per un solo secondo.

“Dobbiamo essere soddisfatti, il mio passo è stato davvero buono. Abbiamo lavorato bene durante il fine settimana e questo ha fatto la differenza. Oggi siamo riusciti a trovare qualcosa in più sulla moto che mi ha permesso di sentirmi ancor più a mio agio. I primi tre erano imprendibili. Ho provato a restare quanto più possibile vicino a Vinales, commetteva un sacco di imprecisioni in ingresso curva. Ho sperato fino all’ultimo in un colpo di fortuna per il podio, così non è stato, ma sono felice lo stesso. Adesso dobbiamo sfruttare i prossimi test per provare nuove soluzioni e migliorare ulteriormente in vista di una pista a me ostica come Aragon”.

Quanto ti è mancato concretamente per salire sul podio?
Per battere Vinales forse appena un decimo, due invece per restare insieme a Bagnaia e Bastianini. Penso che piloti come loro tre, e anche Quartararo, non abbiano modificato eccessivamente la moto da venerdì a oggi. Dal canto nostro, siamo cercando la soluzione per essere competitivi fin da subito nei week-end di gara. Reputo importante partire con un set up ideale e mostrare il proprio potenziale già dalla FP1”.

Nel finale hai mantenuto la posizione su Quartararo…
“Siamo intelligenti, sappiamo che siamo qui anche per dare una mano. Ma dare una mano significa arrivare davanti perché se ti giochi la vittoria oppure il podio è normale cercare di precedere sul traguardo un pilota del calibro di Quartararo.

Molti ipotizzano il passaggio della tua attuale squadra a Yamaha, sei preoccupato?
“Non ci penso per niente”.

Gli appassionati possono dormire sonni tranquilli per il futuro della MotoGP?
E’ l’inizio di una nuova era. Il processo tuttavia richiede tempo. Il merito di Rossi è di aver saputo catturare l’attenzione di tifosi e appassionati per una lunga serie di anni. A quei tempi inoltre le gare andavano in onda in chiaro, chiunque aveva la possibilità di raggiungere con facilità questo mondo. Il livello della categoria si sta alzando. Magari la gara odierna può essere stata noiosa ai fini dello spettacolo, ma impressionante per il ritmo tenuto. In passato non sarebbe accaduto. Poche presenze in prati e tribune? Non penso che siano dovute ai prezzi dei biglietti, altrimenti i diretti interessati dovrebbero farlo notare agli organizzatori. Lo show in pista c’è, abbiamo semplicemente bisogno di tempo perché siamo tutti pressoché dei piloti giovani.

Nel Mondiale Superbike all’opposto le gare sono sempre particolarmente entusiasmanti, altresì condite da molti errori da parte dei piloti. Che cosa servirebbe alla MotoGP per allinearsi sotto questo aspetto?

Non commettiamo errori per il semplice motivo che siamo i piloti migliori del mondo (ride), così come moto e gomme. Non è possibile dunque incappare in sbavature. Ribadisco che la MotoGP resta un bellissimo show. Probabilmente in passato la ritenevano più coinvolgente in quanto i soliti 3-4 piloti si giocavano perennemente la vittoria, oggi invece possono riuscirci tutti o quasi. E ciò può comportare una divisione nell’orientamento sportivo dei tifosi. Vedere 6-7 piloti poter ambire contemporaneamente al successo è incredibile”.

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