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MotoGP, Bagnaia: "Ho dato la vita per vincere, ma non voglio pensare al titolo"

"Lo farò quando sarò a 5 o 10 punti da Quartararo. Ordini di scuderia? Non hanno senso, Bastianini poteva attaccarmi. Grazie a Dovizioso, se la Ducati è così veloce, è anche merito suo"

MotoGP: Bagnaia: "Ho dato la vita per vincere, ma non voglio pensare al titolo"

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Nessun pilota su una Ducati ha mai fatto quello in cui è riuscito Pecco Bagnaia: vincere 4 gare di seguito. Il successo di oggi, a Misano, è stato il poker che il piemontese ha messo sul tavolo per dimostrare la propria forza. Venticinque punti pensanti, in una giornata in cui Quartararo ha avuto il fiato corto, Pecco ha dato un altro strattone e ora la classifica gli sorride.

Se 4 gare fa, al Sachsenring, aveva 91 punti di svantaggio da Fabio, ora sono meno di un terzo: 30, quando mancano ancora 6 GP alla fine. Bagnaia sta dimostrando di essere il pilota più in forma in questo momento e tutto gli sembra facile. Anche su lui la pensa diversamente.

Oggi è stata durissima, credetemi, ho dato la vita per portare a casa questa vittoria - assicura - A inizio gara non avevo grip, né all’anteriore né al posteriore. Sono arrivato alla curva 4 e l’anteriore si è bloccato, il giro dopo Miller è caduto e ho visto Enea perdere l’anteriore alla 14, in quello successivo è successo a me al Curvone. Ero spaventato, non riuscivo a essere veloce”.

A cosa hai pensato?
A essere intelligente, perché le condizioni della pista dopo a gara della Moto2 erano molto diverse da quelle di ieri. Però, mi sono accorto che mano a mano che la benzina scendeva, la situazione migliorava, così ho iniziato a scendere decimo dopo decimo e negli ultimi 5 o 6 giri io e Bastianini siamo stati incredibili. All’ultimo passaggio ho fatto il mio giro più veloce della gara, non mi era mai successo”.

Hai tenuto a bada prima Vinales e poi lui…
Sentivo sempre il fiato di qualcuno sul collo e non ho pensato a nulla, solo a essere intelligente. Non ho cercato di chiudere le traiettorie, ma a essere veloce a centro curva perché Enea lo era più di me in accelerazione”.

Hai pensato all’errore di Le Mans?
(ride) “Credo di avere imparato quella lezione”.

Avevi paura di un attacco da parte di Bastianini?
Paura no. Me lo sarei aspettato, non vedo motivi per dare ordini di scuderia in questo momento e sarebbe stato più che lecito se lo avesse fatto.

Ha detto che avrebbe voluto passarti al Curvone…
Secondo me, in quel punto aveva poche possibilità, ma nella curva successiva avrebbe potuto, perché sia Enea che Maverick recuperavano in quel punto”.

Quali sono i pregi e i difetti di Bastianini?
I punti forti di Enea sono la capacità di frenare forte portando molta velocità in curva e la gestione delle gomme nell’ultima parte di gara. Il debole forse sono i primi giri”.

Guardiamo la classifica: ora sei a 30 punti da Quartararo.
Sono ancora tanti, non voglio pensarci. Preferisco pensare gara per gara, come oggi, se avrò la possibilità di vincere lo farò. L’importante è che ora sono costante”.

Quando inizierai a pensare al campionato?

Quando arriverò a 5 o 10 punti da Fabio. Ho già commesso l’errore di concentrarmi sulla classifica e ho sbagliato, l’importante ora è cercare di essere competitivo, di vincere. Meglio concentrarsi sul lavoro e sui test di martedì e mercoledì, che saranno molto importanti per la prossima stagione. Magari potremo già usare qualche novità ad Aragon”.

Ti aspettavi Quartararo così in difficoltà oggi?
Io credevo potesse giocarsi la vittoria, aveva avuto un passo incredibile per tutto il fine settimana. A volte avere una buona velocità massima aiuta”.

Pensi stia soffrendo psicologicamente?
Non saprei, l’anno scorso qui era andato molto forte e anche in questo fine settimana. Sicuramente in questo momento noi abbiamo un vantaggio in accelerazione e velocità massima e abbiamo colmato lo svantaggio in percorrenza di curva. Loro riescono ancora a fare girare la moto meglio, ma ci stiamo lavorando”.

Cosa ti fa più piacere: i 4 successi consecutivi o avere vinto 10 delle tue ultime 20 gare?
Non lo so. In questo momento sono in uno stato di forma molto buono e devo solo pensare a continuare così. Sono numeri importanti, ma non voglio dare loro troppo peso. Vedremo a fine stagione”.

Senti un attenzione diversa da parte del pubblico?
Oggi, alla curva del Tramonto, ho visto tantissime bandiere con il numero 63. Era già successo al Mugello, ma qui erano ancora di più, voglio continuare così”.

Dovizioso ha detto che lascia la MotoGP in buonissime mani.
In questo momento è un po’ troppo ottimistico pensarlo, ma i piloti italiani sono tutti molto forti, in particolare quelli Ducati. Siamo tutti giovani e con una gran fame di stare davanti, la nostra generazione è molto promettente. Voglio approfittarne per ringraziare il Dovi, se oggi la nostra moto è così, è anche merito del suo lavoro.

 

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