Tu sei qui

MotoGP, Marquez: "Guardatemi in faccia: ho sofferto, il mio carattere è cambiato"

"L'operazione non era tanto riguardo il guidare una moto, quanto piuttosto la mia vita. Ho parlato molto con Mick Doohan e ci parlerò ancora, adesso non so fare previsioni sul rientro. Vivo giorno per giorno. Mir? Il pilota giusto per la Honda"

MotoGP: Marquez: "Guardatemi in faccia: ho sofferto, il mio carattere è cambiato"

Share


Marc Marquez è tornato nel paddock a Misano oggi ed è pronto a risalire in sella alla sua amata MotoGP dopo aver sperimentato l'adrenalina della pista in una due giorni di test privati ad Aragon in sella ad una Honda CBR 600 RR. Una moto che non ha neanche un bullone in comune con la RCV, ma che almeno gli ha consentito di verificare quale fosse la sua condizione fisica e decidere di dare l'ok per partecipare ai test successivi al Gran Premio. 

Ma il Marc che ha incontrato i giornalisti oggi parlando a lungo della propria situazione non è più il cannibale del 2019 e soprattutto non ha avuto alcuna difficoltà ad ammetterlo. E' cambiato l'uomo, cambierà probabilmente profondamente anche il pilota, che almeno si è messo alle spalle uno dei capitoli più buoi della sua vita, dominato dal dolore più che da qualsiasi risultato agonistico. Marc è un uomo diverso, il sorriso da Joker magari farà di nuovo capolino sul suo viso, ma i segni di questa lunghissima agonia a cui è stato costretto sono profondi e non lo abbandoneranno presto. 

"Non ancora, non guido come facevo prima - ha detto Marc - La riabilitazione sta andando moto bene, ma ci vuole tempo. Due settimane fa non potevo spingere in palestra, ho iniziato solo dieci giorni fa a spingere. I muscoli hanno bisogno di tempo, ma più di ogni altra cosa è che io ho guidato per un anno e mezzo con un braccio ruotato di 34 gradi. Adesso devo riabituarmi a certi movimenti, sia nella vita reale che in sella. Anche i muscoli devono migliorare, ma è normale e ci vorrà tempo. I dottori pensano che per l’inverno sarà possibile fare un altro vero passo in avanti. Adesso è importante che io possa tornare in moto, ma non sono ancora dove vorrei. Ho ancora tanta strada davanti". 

Tornerai in gara quest'anno?
"Io tornerò in gara al 100% quest’anno. Naturalmente se sono qui, è perché voglio provare a girare martedì. Mercoledì non so, dipende da come mi sveglierò. Sono qui perché i medici mi hanno detto che l’osso è al 100% a posto, non ci sono rischi. Si tratta solo di tempo, di fare km in moto e passare ore in palestra per ritrovare massa muscolare. In questo periodo capita che se spingi forte crei altri problemi, magari ai tendini, o cose del genere. Non so davvero cosa potrò fare, lo capirò giorno per giorno. Proverò la moto martedì, mi sveglierò mercoledì e vedrò come sto. Ho fatto solo due giorni in moto finora, devo capire con la MotoGP come starò". 

Potresti correre ad Aragon e poi fermarti per le tappe extraeuropee?
"Quando tornerò, sarà perché potrò correre sempre. Non voglio tornare e poi saltare delle gare, lo farò quando potrò correrle tutte. Ma non sono sicuro di come vanno le cose. E’ vero che in queste due settimane ho spinto tanto per essere qui in questi test, l’ho fatto sia per me che per la Honda. Forse più per me, perché è più facile per me capire tante cose adesso in un test che magari durante un fine settimana di gara. Dopo questi test capirò quale è il mio livello e dove sono. Se sarà possibile correre, lo farò ad Aragon, altrimenti aspetterò".

Ma sei riuscito a ritrovare le vecchie sensazioni in sella?
"Adesso posso tornare a guidare come prima, ma non per molto tempo. Il problema è che i muscoli non lavorano come dovrebbero ancora o che non hanno abbastanza forza. Servirà tempo per capire quali muscoli mi servono davvero per guidare al meglio la moto. Ne ho parlato con i medici, ed è sul piatto la possibilità che io ricominci a girare con la moto e che poi debba fermarmi di nuovo per poi riprovarci. Fa parte del processo di riabilitazione. E’ davvero importante capire il mio corpo". 

Marquez: "Quando soffri, cambi espressione"

In passato un campione come Doohan ha avuto un problema simile al tuo ed è poi tornato a vincere, anzi a dominare. 
"Ho parlato molto con Mick, e lo farò ancora. Mi ha spiegato molto bene quello che gli è successo con la gamba, ed è simile alla situazione che ho vissuto io per un anno e mezzo con il mio braccio. Ho cercato di adattarmi, ne abbiamo parlato molto. Io ho vinto tre gare, quest’anno sono ancora il primo pilota Honda in classifica. Penso di esserci ancora e proverò ad adattarmi al massimo. L’operazione che ho fatto non era tanto riguardo il guidare una moto, quanto piuttosto riguardo la mia vita. Avevo dolore ogni giorno. Basta che mi guardi in faccia, quando soffri cambi espressione, cambi carattere". 

Che ne pensi del tuo prossimo compagno in Honda, Joan Mir?
"Per me Mir è uno dei piloti pi forti che c’erano sul mercato. Ha l’abilità di adattarsi a diverse moto, corre con il flat track, con il cross, con i go kart. E’ un campione del mondo MotoGP. Avremo un team molto forte, penso che sia io che lui possiamo essere davanti. Dobbiamo lavorare assieme per la Honda, per raggiungere l’obiettivo che è vincere il mondiale". 

Con la separazione con Alzamora si è concluso un capitolo importante della tua carriera. 
"In Austria era già deciso, ma non volevo parlarne. Con Emilio ci siamo separati e sono molto grato a lui per tutto quello che abbiamo fatto assieme. Penso che abbiamo fatto tantissimo assieme, ci siamo aiutati e siamo cresciuti assieme. E’ stata una lunga relazione, 18 anni non sono sempre facili. Ma è normale. Sarà per sempre parte del mio cuore. Quello che ha fatto Emilio quando ero giovane è incredibile, è sempre stato concentrato ed ha fatto il massimo per me. Nella carriera di un atleta 18 anni sono tantissimi, ma la mentalità cambia crescendo. A volte arriva il momento giusto per fermare una collaborazione nel migliore dei modi. Ci siamo seduti attorno ad un tavolo, abbiamo parlato di tante cose. Negli ultimi due o tre anni è stato difficile, ma abbiamo capito che era il momento giusto per fermarci". 

Avevi bisogno di un cambiamento. 
"Non sono lo stesso Marc di quando avevo 20 anni. Il mondo cambia, tutto cambia. A volte devi adattarti e se non lo fai non puoi continuare. Adesso era il momento per rinfrescare tutto, iniziare un nuovo capitolo della mia carriera". 

Marquez: "la situazione in Honda? Servono risultati per avere motivazioni"

Sei stato in Austria ed anche qui. Cosa pensi dell'attuale situazione di Honda?
"Ero in Austria ed anche qui la Honda è in grande difficoltà. E’ normale, perché quando hai sempre gli stessi problemi, dopo ti stanchi di ripetere sempre le stesse cose. I test di martedì saranno importanti per questo. Nel 2023 dobbiamo cominciare con un nuovo progetto, una nuova mentalità. Adesso c’è bisogno di trovare motivazioni e l’unica motivazione sono i risultati, i podi". 

Adesso senti ancora dolore al braccio?
"Una cosa è il dolore, un’altra il fastidio. E’ normale che un braccio con 4 operazioni ti dia fastidio. Non si fanno miracoli. Però non ho un dolore, non sento limitazioni che mi bloccano. Non ho ancora il braccio che voglio, ma sono felice perché vedo miglioramenti. Non sarà questione di giorni, né di settimane ma di mesi. Però ci arriverò e per questo sono più tranquillo". 

Con la CBR 600 RR come è andata ad Aragon?
"Il primo giorno che ho provato la moto ho quasi faticato a sentire l'acceleratore e il freno, il braccio non era del tutto a posto, ma solo il primo giro. In seguito, le cose sono andate sempre meglio. C'è ancora del lavoro da fare. Per questo motivo, per il momento, ho confermato la mia presenza martedì per il test. Vedremo mercoledì come mi alzerò e se potrò girare o meno. Poi vedremo. Siamo in una situazione di continua improvvisazione e cerchiamo di capire cosa succederà nelle prossime settimane. Ma se sono al test è perché voglio correre il prima possibile".

Quale è adesso la tua preoccupazione principale?
"La mia preoccupazione principale è il mio fisico, me stesso e tornare a essere un pilota competitivo. Ho sempre ritenuto di esserlo, perché l'anno scorso sono riuscito a vincere delle gare, ma non sono riuscito a fare la differenza che facevo prima. So che il mio fisico mi limitava nell'essere competitivo e devo continuare a lavorare per acquisire quella condizione fisica. Se sei un pilota competitivo, puoi lavorare meglio nel progetto in cui sei inserito, che è la Honda e con la quale voglio tornare al top".

I miracoli non si possono fare insomma. 
"È un pensiero sbagliato o che non funziona. Per vincere una gara si può fare un miracolo, ma per lottare per un campionato, che è l'obiettivo mio e della Honda, bisogna essere costanti. E la costanza è data dalla squadra, dalla moto e dal pilota che lavorano al meglio e alla perfezione. Ho la sensazione che la moto sia sempre più importante e che si dipenda sempre più dalla moto. Prima era la moto, ora è l'aerodinamica, ci sono sempre più fattori, l'holeshot...".

Cosa pensi della novità del 2023, le gare Sprint al sabato?
"Ho sempre detto: i test sono una sofferenza e le corse sono un divertimento. Più gare ci sono, per me, meglio è. Questo è ciò che mi piace. Ho subito un'altra operazione al braccio per correre, non per girare in moto e basta". 
 

Audio raccolto da Paolo Scalera

Articoli che potrebbero interessarti