Tu sei qui

MotoGP, Dovizioso: “Sono incazzato come ogni sabato, ma dormirò sonni tranquilli”

"E' stata un'ultima qualifica con l'amaro in bocca, sentivo di poter fare qualcosa in più, avevo l'energia per farlo. Il casco? É un po' incasinato: ho preso tutti i caschi con cui ho vinto una gara"

MotoGP: Dovizioso: “Sono incazzato come ogni sabato, ma dormirò sonni tranquilli”

Share


L’ultimo Gran Premio di Dovizioso è agli sgoccioli, per lui mancano solo il warm up e la gara di domani da correre prima di chiudere la sua lunghissima storia in MotoGP. Una carriera durata 21 anni e che terminerà a Misano, circuito di casa del pilota forlivese.

Andrea, complice un rapporto con la sua Yamaha mai realmente consumato, sembra sereno  e va incontro alla sua ultima gara con la tranquillità e la pacatezza a cui ci ha abituato. La sua ultima gara della MotoGP partirà dalla 18° posizione. Avrà un casco speciale per l’occasione composto da un mix delle livree con cui ha vinto nel motomondiale.

Come è andata questa ultima qualifica?
“Al solito purtroppo, mi piacerebbe dire altro. In realtà mi sembrava di andare meglio, ho fatto 33.1 con le gomme usate della mattina, che non era malissimo. In qualifica ho fatto subito 32.6, sentivo di poter fare 4-5 decimi meglio, ma non ce ne è stata più la possibilità. É stata una qualifica con l’amaro in bocca, perchè ti senti di poter fare meglio, hai l’energia ma non si può, peccato. Si poteva far di più della 18° posizione, ma speriamo di fare bene in partenza. Qui sono un po’ un casino le prime curve, però recuperare 3-4 posizioni può darci la possibilità di giocarci qualche punto e magari qualcosina in più, vediamo”.

Raccontaci del casco!
“Ho preso tutti i caschi con cui ho vinto una gara, un po’ incasinato, ma molto bello”.

Qual è il tuo preferito?
“Più che preferito tutti hanno la propria storia e tutti hanno la loro importanza, puoi immaginare in 21 anni da quando ne hai 15 a 36 come cambi l’approccio, che sia la vittoria o il campionato. Esteticamente mi piace molto”.

Quali sono le emozioni alla vigilia dell’ultima gara. Cosa ti passa per la testa?
“Non ho ancora realizzato. Sono ancora incazzato per la posizione, come in tutti questi weekend in questo anno. Però fa molto piacere vivere questo weekend. Non mi aspettavo tutta questa attenzione. É venuto il mitico Tonino (Cairoli N.d.R.) è molto bello quando succedono queste cose spontaneamente, come io andrò al Nazioni il 25 settembre in America, per quella che forse sarà la sua ultima gara”.

Dobbiamo aspettarci qualcosa nel giro di rientro?
“Non lo so, non so cosa faranno i miei amici”.

Conoscendoti un casco incasinato è una sorpresa.
“In realtà la mia idea era più incasinata: volevo farlo con uno per ogni casco con cui ho corso, solo che poi quando ho fatto i conti ho capito che non era possibile, erano più di 40”.

Stanotte dormi?
“Sì, sei molto più teso quando devi fare la prestazione e sei competitivo, ma non hai tutto sotto controllo e devi fare tutto perfetto per vincere”.

Sei triste?
“Te ne accorgi più dopo, adesso vivi di più quello che ti sta succedendo, pro e contro, ma non essendo competitivo quanto vorrei dispiace un po’ meno”.

Il tuo babbo ha detto che è più triste di te
“Sì, sicuramente”.

Per te è quasi una liberazione?
“Questi risultati sono per me anomali e non è troppo bello quando succede e non riesci a tirare fuori il tuo 100% per una questione tecnica. Però non ti vivi poi così male la fine”.

Una curiosità, come mai sei passato dal 34 al 4?
“Il 34 non ho più usarlo quando lo hanno ritirato per Schwantz. Molti piloti che mi piacciono hanno usato il 4 e poi principalmente per Carmichael nel cross”.

Articoli che potrebbero interessarti