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Harley-Davidson Nightster | Perché Comprarla... e perché no

La terza sorella del nuovo corso di Harley-Davidson riporta in auge le linee più classiche delle vecchie Sportster ma lo fa con il carico di novità: ha un telaio tutto nuovo, un motore da 90 CV e 90 Nm e tanto "fiato" in più rispetto alle cruiser del passato di Milwaukke. Ecco come va e quanto costa

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Se è vero che tre indizi fanno una prova, l'ultima nata della Motor Company di Milwaukee porta la certificazione di una rivoluzione che sembra non conoscere confini. Harley-Davidson Nightster riporta infatti in auge le linee delle vecchie 883, ma con il carico di novità e mette il punto esclamativo sul nuovo corso del brand statunitense. Ma il nuovo sarà capace di tenere testa al mito del passato?

Pregi e difetti

Tra le Harley-Davidson del nuovo corso il Nightster, con l'articolo maschile perché a Milwaukee ci tengono alla mascolinità del nuovo modello, è sicuramente la moto del compromesso con il passato, e a testimoniarlo è il look. Se la spina dorsale della nuova entry-level americana rimane un telaio ben diverso dal doppia culla della 883, un traliccio che sfrutta il motore come elemento stressato, le forme ricordano le Sporty di una volta in versione 2.0. L'inconfondibile Penaut è al suo posto ma al suo interno c'è l'airbox perché il serbatoio da 11,7 litri è sotto la sella. Un trucco che non sminuisce la sostanza del Nightster, che sarà anche entry-level ma con una dotazione importante: forcella a steli rovesciati Showa Dual Bending da 41 mm non regolabile e una coppia di ammortizzatori adattabili nel precarico, freni Brembo con disco singolo da 320 mm morso da pinza a 4 pistoncini e un elemento da 260 mm al posteriore che agiscono su cerchi a razze da 19 e 16 pollici calzati da pneumatici Dunlop. Insomma, le forme, complice anche il faro tondo che ormai non si vedeva da un po' sulle new entry di Milwaukee, ricordano il vecchio Nightster, le quote invece sono molto più compatte e promettono una bella dose di divertimento in più.

A legarla alle sorelle più grandi c'è il motore, il Revolution Max 975 . Questa è infatti la versione ristretta del V-Twin che ha donato finalmente cavallerie da 3 cifre sulle Harley di nuova generazione. 975 cc e quella T, condivisa con il propulsore dello Sportster S, che sta per Torque che regalano 90 CV e 95 Nm. Ma i freddi numeri, per quanto in risalto rispetto a quelli delle vecchie 883, non spiegano il balzo in avanti fatto con il Revolution Max. Il V-Twin di 60° trova perni di manovella sfasati di 30, che donano al Nightster la giusta personalità e una fasatura di 90°, non mancano i due alberi di equilibratura delle sorelle maggiori, uno nel carter l'altro nella testa anteriore, il trattamento antiattrito su varie parti del motore e l'impianto di raffreddamento con tubazioni nel basamento e radiatore ben nascosto. La frizione assistita e antisaltellamento che lavora in sintonia con il cambio a 6 marce fa capire che la musica è cambiata rispetto al passato, ed effettivamente basta accenderla per capire che il taglio con le vecchie Sportster è netto. 

Già dal primo contatto non si può non notare come la moto sia comoda, per essere una custom. La triangolazione è ben studiata anche per i più alti, le vibrazioni praticamente sono assenti e il sound educato. Praticamente, non fosse per il logo Bar&Shield sul serbatoio si potrebbe dire che non è una Harley. Una sensazione che viene confermata nella guida in città, in cui il Nightster si conferma una sorpresa, almeno rispetto alle sue antenate: le manovre da fermo sono un gioco da ragazzi grazie all'ottima distribuzione delle masse, la manovrabilità non manca affatto, anche quando si cerca lo slalom tra le auto e le sospensioni digeriscono più che bene buche, dossi e pavè. A prova di giungla urbana anche il Revolution Max, che ai bassi risponde educato e omogeneo nell'erogazione, seppur chiamando di frequente la prima marcia, sul cambio ben spaziato e preciso. 

Chi si aspettava la stessa scalciante rabbia della Sportster S nel divorare giri/motore o la cattiveria della Pan America nel cambiare carattere magari rimarrà deluso, ma il gusto, per chi conosce le sue antenate, è proprio quello di ritrovare le sensazioni di una custom accoppiate ad un motore che regala comunque buone soddisfazioni. La mappa Sport non le cambia radicalmente il carattere, come invece succede sulle due sorelle maggiori, ma aiuta a sfruttare al massimo il potenziale del Nightster dovendo però fare i conti con un freno motore fin troppo presente. Tra le curve regala confidenza, dalla terza in poi permette di sfruttare bene l'arco di erogazione e non impensierisce neanche quando si decide di tirarle il collo, grazie a un pacchetto elettronico ben tarato. E' fluida, precisa e con una ciclistica che comunica bene con il pilota, e anche se l'impianto frenante forse è leggermente sottodimensionato per le sue caratteristiche, una volta presa confidenza ci si fa l'abitudine.

Chi con il Nightster non vuole certo fermarsi al bar ma scoprire l'emozione del viaggio potrà contare sul motore che a velocità autostradali è a suo agio e vibra pochissimo, ma dovrà fare i conti con la sella, che dovendo essere ribaltabile, è poco imbottita e quindi non supporta al massimo e la dotazione standard monoposto che non permette di portare in giro la dolce metà, se non mettendo mano al portafogli. Come da tradizione Harley-Davidson infatti il kit passeggero è venduto a parte, con un prezzo per sella e pedane che parte da 550 euro. Tornando al viaggio però, il Nightster si dimostra un long rider grazie alla rapportatura finale lunga che permette di rimanere sui canonici 130 orari stando sotto i 5.000 giri e a consumi che sfiorano i 20 km/l se non si esagera con la manetta. 

Quanto costa

La definizione di entry-level sui generis le calza a pennello anche solo guardando il listino, visto che il Nightster 975 parte da 15.400 euro. Come da tradizione Harley-Davidson chi non si accontenta del Vivid Black della nostra prova dovrà aggiungere 300 euro per il Redline Red e il Gunship Gray.

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