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MotoGP, Marini: "Bagnaia non ha bisogno di strategie di squadra per vincere il titolo"

"Penso che Pecco sia il pilota più veloce del pianeta qui a Misano ". Bezzecchi: "Andavo a girare a Binetto, poi una volta che sono arrivato a Misano ho capito cosa significasse girare in pista"

MotoGP: Marini: "Bagnaia non ha bisogno di strategie di squadra per vincere il titolo"

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Più gara di casa di così non si può. L’appuntamento di Misano è senza dubbio speciale per il team Mooney VR46, in particolare per Luca Marini e Marco Bezzecchi, che vivono a una manciata di chilometri di distanza dal tracciato della Riviera.

Per il team tricolore c’è quindi grande attesa con l’intento di ben figurare su una pista che non nasconde segreti. Il primo a prendere la parola è Luca Marini

Correre a Misano non significa avere un vantaggio – ha esordito – questa cosa non è mai esistita, dato che girare con la MotoGP è completamente diverso rispetto a farlo con la moto stradale come la Panigale V4 in quanto a gomme e freni. Chi potrebbe essere più avvantaggiato è chi conosce bene questo circuito avendo corso più di tutti. Quello potrebbe essere un vantaggio per qualcuno”.

Marini traccia poi un bilancio di questo 2022.

“Sono contento della velocità raggiunta in rettilineo nelle ultime gare, grazie anche all’aerodinamica, infatti sono forte quasi quanto gli altri piloti Ducati. Al tempo stesso però sono consapevole di essere più alto degli altri, ma comunque soddisfatto di non essere così distante da loro. Ad un certo punto ho iniziato ad avere buone sensazioni sulla moto rispetto alla prima parte di Campionato, riuscendo a essere più veloce”.

Luca spiega poi i passi avanti.

“Ci siamo focalizzati sul passo gara, lavorando con gomme usate e poca benzina. Questa MotoGP è talmente al limite, che se ti concentri solo su una cosa, a discapito di un’altra, ti ritrovi che mancano poi quei 20 millesimi in qualifica per arrivare alla Q2. Al di là di questo sono felice per i passi avanti compiuti, dato che siamo cresciuti. Al momento Pecco e Fabio, così come Aleix, sono gli unici che in qualifica girano da soli, mentre tutti gli altri si attaccano dietro. Se però vuoi lottare per il Mondiale devi seguire il loro esempio e io sto cercando di fare questo”.

Intanto si guarda anche al 2023…

“Speriamo di essere in forma e avere buone sensazioni fin da subito con la moto, senza dover reinventarsi nulla. Il prossimo anno non dovremo inventarci qualcosa di strano, dato che non ci sarà molto tempo a disposizione. Le nuove ali? Non le ho mai provate veramente, le valuteremo in modo approfondito in occasione dei test”.

L’attenzione si focalizza poi sulla gara sprint, introdotta a partire dal prossimo anno.

“Ci penseremo quando il Campionato sarà finito. Voglio aspettare prima di dare un giudizio, dato che la priorità sarà quella di fare esperienza. Ci sono lati negativi e positivi in merito a questa novità, sperando che per il pubblico sia meglio”.

Infine un pronostico per il weekend di gara.

“Penso che Pecco sia il pilota più veloce del pianeta su questa pista e non ha bisogno di giochi di squadra per vincere il Mondiale. Lui è sempre stato velocissimo su questo tracciato e sono convinto che anche le altre Ducati lo saranno. Ovviamente Quartararo è un pilota forte, leader del Mondiale, che vorrà fare il massimo per cogliere un bel risultato”.

A prendere poi la parola è Marco Bezzecchi.

“In questi giorni ho pensato a questa gara -  ha detto- sarà figo, dato che è la mia gara di casa. Mi fa strano, perché mi sembra di andare in palestra. Speriamo sia un bel weekend con delle condizioni meteo positive, dato che poi ci sarà la mia famiglia e tutti gli amici, di conseguenza sarà una bella emozione”.   

Si parla poi di fattore campo e quanto possa incidere.

“Non so se ci sia o meno un fattore campo, penso che questo significhi poco. Dal lato tecnico, invece, non devo sbagliare la qualifica. In Austria avevo un bel passo, forse non per vincere, ma sicuramente per fare di più. Dovremo poi vedere il meteo, dato che sembra essere un po’ ballerino”.

C’è poi il passato che torna alla mente.

“Una delle prime volte che sono venuto qui era con mio papà. Abbiamo preso i biglietti per andare a vedere le qualifiche del sabato nel prato al Curvone, mentre con la moto era il 2013 con la PreGP 125. È stata la mia prima vera pista dove sono entrato dopo Binetto, dato che poi è arrivato il Mugello. Quando ho girato è stata una bella emozione, ma soprattutto ho capito di essere su un tracciato vero”.

Infine un pronostico per il weekend di gara.

“Questa è una pista che si adatta alla nostra moto, dato che abbiamo una bella staccata e ci sono alcuni punti congegnali. Forse la Yamaha, così come Honda e Suzuki sono più agili nelle curve strette. Vedremo quindi cosa accadrà”.

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